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Le aziende dedicate allo sfruttamento di impianti depuratori nel mercato nazionale hanno fatturato 1.580 milioni di euro nel 2025, il che rappresenta un aumento del 7,8% rispetto al 2024, secondo quanto pubblica Informa questo giovedì. La filiale di Cesce osserva nell'ultimo biennio una "notevole accelerazione" della crescita del volume d'affari rispetto agli anni precedenti --la variazione tendenziale nel 2024 è stata del 6,2%--, che attribuisce a fattori come il recupero delle precipitazioni, il dinamismo dell'attività turistica e l'aggiornamento delle tariffe di fronte all'aumento dei costi e all'inasprimento del quadro normativo. Sottolinea anche in un comunicato che l'incorporazione di tecnologie avanzate sta migliorando l'efficienza operativa e che la commercializzazione di fanghi trattati e acqua rigenerata sta favorendo la generazione di entrate complementari. Il numero di impianti di depurazione delle acque reflue (EDAR) urbane in esercizio nel 2025 è stato di 5.000, che hanno raggiunto un flusso totale depurato di 5.880 ettometri cubici, il che implica un incremento tendenziale del 2,3%, "rafforzando la loro tendenza ascendente". D'altra parte, secondo il 'Rapporto speciale "Depurazione delle Acque"' dell'Osservatorio Settoriale DBK di Informa, l'attività di prestazione di servizi di sfruttamento di impianti depuratori di acque reflue presenta un "notevole" grado di concentrazione. In particolare, l'anno scorso i primi cinque operatori hanno riunito complessivamente il 52% del volume d'affari settoriale, una percentuale che è salita fino al 66% considerando il gruppo dei primi dieci. Infine, l'analisi segnala che le "crescenti esigenze" legislative in materia di sanità e depurazione delle acque reflue, "specialmente" quelle derivanti dalla nuova Direttiva sul Trattamento delle Acque Reflue Urbane (TARU), "aumenteranno le necessità di trattamento e spingeranno l'attività del settore nei prossimi anni", a cui si aggiungono le "carenze accumulate" nelle infrastrutture idriche, a causa della "insufficiente dotazione storica di risorse". "Questo contesto richiederà un importante sforzo di investimento destinato ad ampliare la capacità di trattamento e modernizzare gli impianti esistenti", concludono gli autori, i quali prevedono che "la maggiore complessità tecnica dei progetti previsti contribuirà ad elevare l'importo medio dei contratti".