La segretaria politica e eurodeputata di Podemos, Irene Montero, ha attaccato la bozza del decreto sulla casa che sta preparando il Governo, ritenendo che si tratti di un testo concordato con Junts e PNV che, nelle sue parole, "non c'è modo di prenderla", e ha richiesto l'adozione di "misure strutturali".
In un'intervista nel programma 'Hora 25', di Cadena Ser, raccolta da Europa Press, Montero ha difeso che "Bisogna abbassare i prezzi, espropriare i fondi avvoltoio, proibire la vendita per speculare, proibire gli sfratti senza alternativa abitativa".
La dirigente di Podemos ha espresso ugualmente il suo malcontento con l'Esecutivo per aver prioritizzato la negoziazione con Junts e il PNV, ritenendo che "è fare un trágala alla maggioranza sociale che vuole che si fermi il business della casa". In questa linea, ha avvertito che "Devono capire che le cose non funzionano così, almeno non sempre, e che questa volta il tema è finito, che questa volta il trágala lo devono fare a Junts, al PNV, ai rentisti e agli speculatori".
SENZA SOSTEGNI IL DECRETO "NASCERÀ MORTO"
In questo contesto, Irene Montero ha avvertito che, se il Governo non riesce a ottenere tutti i sostegni necessari, il decreto "nascera morto", e ha censurato che si invochi la mancanza di maggioranze parlamentari "quando si tratta di fermare progressi sociali".
Inoltre, ha accusato il PSOE di "prorogare il problema" e di trasferire la responsabilità ai "partiti che non si mettono d'accordo". Per questo, ha sfidato l'Esecutivo a portare al Congresso un decreto reale con autentiche misure di spessore per verificare "chi lo abbatte in Congresso".
Per Montero, la bozza attuale costituisce inoltre una "mancanza di rispetto" verso coloro che si stanno mobilitando per le strade, trattandosi, secondo quanto indicato, dello stesso decreto che il Governo ha presentato a luglio, ma "togliendo la legge sul suolo". A suo avviso, "È qualcosa che già prima dello sfratto di Maricarmen sapevano che non potevano approvare perché non avevano voti sufficienti".