La denuncia presentata dall'ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont e dagli ex consiglieri Toni Comín e Lluís Puig davanti alla Commissione Europea non implica l'apertura automatica di un fascicolo contro la Spagna. A partire da ora, spetterà alle istituzioni comunitarie analizzare il documento e decidere se ci sono indizi sufficienti per avviare una procedura per un possibile inadempimento del Diritto dell'Unione Europea.
L'iniziativa dei dirigenti indipendentisti arriva dopo che il Tribunale dei Conti ha deciso di mantenere aperta la procedura sulla presunta malversazione di fondi del procés, nonostante la recente sentenza del Tribunale di Giustizia dell'Unione Europea (TJUE) sulla legge di amnistia.
La Commissione Europea deciderà se agire
Il primo passo sarà l'esame della denuncia da parte della Commissione Europea. Se Bruxelles conclude che ci sono motivi per farlo, potrebbe aprire un procedimento di infrazione contro la Spagna per un eventuale inadempimento degli obblighi derivanti dal Diritto comunitario.
Questo procedimento inizierebbe con l'invio di una lettera di convocazione, mediante la quale la Commissione richiederebbe spiegazioni allo Stato spagnolo e gli concederebbe un termine per presentare le proprie osservazioni.
Il caso potrebbe tornare di nuovo davanti al TJUE
Se le spiegazioni fornite dalla Spagna non fossero considerate sufficienti, la Commissione potrebbe emettere un parere motivato, il passo precedente a una eventuale causa davanti al Tribunale di Giustizia dell'Unione Europea.
In questo scenario, sarebbe lo stesso TJUE a determinare se la Spagna ha o meno violato il Diritto dell'Unione nell'applicare la sentenza relativa alla legge di amnistia.
Le sanzioni, solo in una fase successiva
Se il TJUE concludesse che la Spagna ha violato i suoi obblighi e lo Stato non adattasse successivamente la propria condotta, la Commissione Europea potrebbe tornare in tribunale per richiedere l'imposizione di sanzioni economiche.
Si tratta, tuttavia, di un procedimento che tende a prolungarsi per mesi e persino anni e che richiede che vengano esaurite preventivamente tutte le fasi previste nei trattati europei.
La denuncia non obbliga Bruxelles ad agire
Anche se Puigdemont ha richiesto formalmente l'apertura di un procedimento di infrazione, la Commissione Europea non è obbligata ad avviarlo. L'Esecutivo comunitario dispone di un ampio margine per valutare il contenuto della denuncia e decidere se riconosce o meno un inadempimento del Diritto dell'Unione.
Di conseguenza, il documento presentato dai dirigenti indipendentisti costituisce l'inizio di una procedura amministrativa davanti a Bruxelles, la cui trattazione dipenderà esclusivamente dalla decisione che adotterà la Commissione Europea nelle prossime settimane o mesi.