Europa non ha un Google, un Amazon o un Microsoft, ma non parte nemmeno da zero nella corsa per ridurre la sua dipendenza tecnologica. Il continente conserva aziende con posizioni mondiali rilevanti nella fabbricazione di chip, nelle telecomunicazioni e nel software e sta cercando di costruire nuovi concorrenti nell'intelligenza artificiale e nei servizi cloud.
Non tutte giocano nella stessa lega né hanno lo stesso peso. Alcune dominano tecnologie imprescindibili per tutta l'industria mondiale. Altre continuano a essere piccole alternative rispetto a concorrenti statunitensi molto più grandi.
Queste sono alcune delle componenti aziendali su cui poggia questa capacità tecnologica.
ASML: il monopolio europeo di cui ha bisogno tutta l'industria del chip
La compagnia più strategica probabilmente è ASML.
Con sede nei Paesi Bassi, fabbrica le macchine che permettono di stampare i minuscoli schemi dei circuiti sui wafer utilizzati per produrre semiconduttori.
La sua posizione è eccezionale: ASML controlla il 100% del mercato mondiale delle macchine di litografia EUV, la tecnologia utilizzata per produrre i chip più avanzati. Nel complesso del mercato della litografia, la sua quota ha raggiunto circa il 92% nel 2023, secondo la Commissione Europea.
La compagnia ha fatturato 32.700 milioni di euro nel 2025, ha dedicato 4.700 milioni alla ricerca e sviluppo e ha venduto 48 sistemi EUV durante l'esercizio.
Europa può dipendere dall'Asia per fabbricare determinati semiconduttori, ma i produttori asiatici e statunitensi hanno bisogno delle macchine europee di ASML per produrre i più avanzati.
Mistral: il tentativo europeo di competere nell'IA generativa
In intelligenza artificiale, uno dei nomi centrali è Mistral AI.
La compagnia francese è nata nel 2023 grazie a Arthur Mensch, Guillaume Lample e Timothée Lacroix. Sviluppa modelli di intelligenza artificiale, strumenti per aziende e amministrazioni e infrastruttura di calcolo.
Il suo obiettivo non si limita più a creare modelli.
Mistral sta implementando Mistral Compute, infrastruttura di addestramento e inferenza con GPU situata in Europa, e ha fissato come obiettivo raggiungere fino a 1 GW di capacità europea nel 2030.
La sua dimensione continua a essere lontana da quella dei giganti statunitensi dell'IA, ma la sua importanza per Bruxelles risiede proprio in un'altra questione: costituisce uno dei pochi tentativi europei di controllare modello, software e infrastruttura di calcolo all'interno di un unico ecosistema.
Nokia ed Ericsson: l'Europa ha davvero giganti delle reti
L'Europa mantiene una posizione molto più consolidata nelle telecomunicazioni.
La finlandese Nokia e la svedese Ericsson sono due dei grandi produttori mondiali di infrastrutture di reti mobili.
Nel 2024, Ericsson ha guidato per ricavi il mercato mondiale delle reti centrali 4G e 5G con un 27,8%, mentre Nokia ha raggiunto il 15,9%. Tra le due si trovava Huawei, con un 26,7%, secondo i dati di Omdia.
Nokia sta cercando anche affari direttamente legati all'ascesa dell'intelligenza artificiale. L'azienda calcola che il mercato a cui può rivolgersi con i suoi prodotti per fornitori di IA e cloud raggiungerà 17 miliardi di euro nel 2025, un 28% in più rispetto all'anno precedente. Nove dei dieci maggiori hyperscalers mondiali utilizzano già la sua tecnologia ottica, secondo la stessa azienda.
SAP: il gigante europeo del software aziendale
La Germania conserva un altro attivo: SAP.
La sua forza si concentra specialmente nel software aziendale e nella gestione dei processi aziendali. Nel cloud, tuttavia, la differenza rispetto agli hyperscalers statunitensi continua a essere enorme.
I dati utilizzati dalla Commissione pongono SAP e Deutsche Telekom come i maggiori fornitori europei di infrastruttura cloud, con circa il 2% del mercato continentale ciascuno. Amazon, Microsoft e Google sommano circa il 70%.
SAP mostra così una delle paradossi europei: un'azienda tecnologica di portata mondiale che mantiene una posizione forte nelle applicazioni aziendali, ma che non può eguagliare la scala delle grandi piattaforme statunitensi di infrastruttura.
OVHcloud e Scaleway: costruire un cloud europeo
La francese OVHcloud è un altro dei nomi della strategia europea per avere fornitori propri di cloud.
Non può competere per scala con AWS, Azure o Google Cloud. Insieme a aziende come Scaleway, STACKIT o Deutsche Telekom forma, tuttavia, il nucleo di fornitori con cui le istituzioni europee cercano di ridurre determinate dipendenze.
La stessa Commissione ha assegnato ad aprile 2026 un contratto di fino a 180 milioni di euro per sei anni per servizi di cloud sovrano a quattro gruppi di fornitori europei. Tra i selezionati compaiono consorzi in cui partecipano OVHcloud, Scaleway e altre aziende europee.
Il dato illustra la dimensione della sfida: tutti i fornitori europei di cloud insieme mantengono circa il 15% del mercato regionale, rispetto al 70% di Amazon, Microsoft e Google.
Europa ha campioni, ma non un ecosistema completo
ASML domina una tecnologia senza la quale non possono essere fabbricati i chip più avanzati. Nokia ed Ericsson continuano tra i principali fornitori mondiali di reti. SAP mantiene scala globale nel software aziendale. Mistral cerca di aprire uno spazio europeo nell'IA e OVHcloud compete in un mercato del cloud dominato da compagnie statunitensi.
Il problema europeo appare nel mettere insieme tutti i pezzi.
Europa dispone di aziende strategiche, ma non controlla ancora tutta la catena che va dal chip e dalla capacità di calcolo fino al cloud, ai modelli di IA, ai sistemi operativi, alle piattaforme e al dispositivo finale.
È proprio quello spazio tra avere campioni tecnologici e possedere un ecosistema completo che Bruxelles intende ridurre.