Von der Leyen ha già mostrato le sue carte: cosa prepara Bruxelles per il 2027

La riduzione dei carichi amministrativi, l'elettrificazione, l'autonomia strategica e l'Unione di Risparmi e Investimenti segneranno buona parte di un'agenda legislativa che sarà presentata a novembre e su cui Von der Leyen ha già anticipato alcune delle sue priorità.

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Negli ultimi giorni, ai piani più alti dell'edificio Berlaymont, sede della Commissione Europea, si lavora per chiudere gli ultimi dettagli del programma di lavoro dell'Esecutivo comunitario per il 2027. Una sorta di Piano Annuale Normativo che ha visto posticipata di due settimane la sua presentazione rispetto al calendario inizialmente previsto, fino al quattro novembre, e che servirà come guida della strategia legislativa che Bruxelles dispiegherà durante i prossimi dodici mesi.

Si tratta di uno dei documenti che si custodiscono con maggiore segretezza nella capitale comunitaria. I team degli stessi commissari lo riceveranno poco prima che venga reso pubblico. Tuttavia, diverse fonti comunitarie consultate a Bruxelles indicano che, sulla carta, ci saranno poche sorprese. Come spiegano, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha iniziato a svelare buona parte delle priorità del prossimo esercizio attraverso i suoi ultimi interventi pubblici, specialmente durante il suo discorso sullo Stato dell'Unione dello scorso mese di settembre.

Il documento permetterà di concretizzare quali di quegli impegni si tradurranno in nuove iniziative legislative, quali proposte avranno priorità all'interno del calendario comunitario e quali saranno i principali ambiti di intervento dell'Esecutivo durante il prossimo anno.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Europeo, António Costa, durante il Consiglio Europeo tenutosi nell'ottobre del 2026 a Bruxelles Michael Kappeler/dpa-Pool/dpa
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Europeo, António Costa, durante il Consiglio Europeo tenutosi nell'ottobre del 2026 a Bruxelles Michael Kappeler/dpa-Pool/dpa -

La semplificazione normativa torna al centro dell'agenda

Tra le principali aspettative figura che, durante il 2027, la Commissione Europea acceleri ancora di più la sua strategia di semplificazione normativa. L'obiettivo è ridurre i carichi amministrativi che sopportano le imprese europee, specialmente le piccole e medie, in un contesto segnato dalla necessità di rafforzare la competitività del mercato interno. In concreto, Bruxelles lavora a due iniziative destinate a ridurre i costi di circa 17.000 milioni di euro all'anno per le pmi, approfondendo così una delle principali linee di intervento del secondo mandato di Von der Leyen.

A questa strategia si aggiungerà una nuova offensiva contro la sovraregolamentazione nazionale. Così come ha riconosciuto la stessa dirigente comunitaria in una lettera inviata ai Ventisette prima dell'ultima riunione del Consiglio Europeo, l'Esecutivo proporrà un patto per porre fine al cosiddetto gold plating.

Questo concetto fa riferimento alla pratica per cui gli Stati membri introducono requisiti aggiuntivi a quelli richiesti dalla legislazione europea durante la loro trasposizione nell'ordinamento giuridico nazionale. Una circostanza che, a giudizio di Bruxelles, può incrementare i costi di conformità normativa e generare nuove differenze regolatorie all'interno del mercato unico. Ciò che si persegue è limitare quella sovraregolamentazione e evitare che l'applicazione nazionale delle norme comunitarie finisca per generare nuove barriere per le imprese europee.

Materie prime critiche e semplificazione finanziaria

L'autonomia strategica occuperà anche uno spazio di rilievo nella tabella di marcia comunitaria, dopo anni di mantra per i dirigenti europei. La Commissione si è impegnata a creare un'entità incaricata di acquisire e immagazzinare urgentemente materie prime critiche necessarie per settori come i semiconduttori, le batterie, le tecnologie pulite e l'industria della difesa. L'iniziativa potrebbe essere incorporata nel nuovo programma di lavoro dopo che il Parlamento Europeo ha fatto questa settimana un passo in quella direzione, inviando una proposta alla Commissione.

"Questa settimana, il Parlamento Europeo ha fatto un passo storico: abbiamo creato il Centro Europeo delle Materie Prime Critiche come agenzia europea", spiegava la eurodeputata del Partito Popolare Europeo Susana Solís in una pubblicazione sui social media. La futura struttura servirà per ºrafforzare la capacità di risposta europea di fronte a possibili interruzioni nelle catene di approvvigionamento di materiali considerati strategici, una questione che ha guadagnato protagonismo all'interno dell'agenda industriale e di sicurezza economica dell'Unione.

Da parte sua, il settore bancario rimane in attesa che l'Esecutivo concretizzi un nuovo pacchetto di semplificazione normativa nel settore finanziario.

Si intende ridurre la frammentazione regolatoria e avanzare nello sviluppo dell'Unione dei Risparmi e degli Investimenti, uno dei progetti prioritari dell'attuale Commissione. Tra i suoi obiettivi figura facilitare la mobilitazione del risparmio europeo verso l'investimento produttivo e migliorare le condizioni di finanziamento, specialmente in quei segmenti legati al capitale di rischio.

Reti elettriche, stoccaggio e adattamento climatico

In materia energetica e climatica, la Commissione lavora a una nuova proposta normativa destinata ad accelerare le connessioni alla rete, aumentare la capacità di stoccaggio e promuovere l'elettrificazione dell'economia europea.

Si tratta del cosiddetto pacchetto di misure sulle reti elettriche, un'iniziativa con cui Bruxelles intende eliminare alcuni dei principali ostacoli che ostacolano il dispiegamento di nuove infrastrutture energetiche. La proposta si inquadra nell'obiettivo comunitario di raddoppiare la quota di elettricità entro il 2040, rafforzando il ruolo dell'elettrificazione nella decarbonizzazione dei settori produttivi e del consumo energetico.

Teresa Ribera, al centro, si incontra con i consiglieri generali degli Stati membri negli uffici dell'UE a San Francisco, California.
Teresa Ribera, al centro, si incontra con i consiglieri generali degli Stati membri negli uffici dell'UE a San Francisco, California. -

In parallelo, l'Esecutivo prepara un'iniziativa per valutare i rischi climatici nei cento territori più vulnerabili dell'Unione Europea, con l'intenzione di rafforzare la capacità di anticipazione e adattamento di fronte a fenomeni meteorologici estremi.

Von der Leyen ha anche anticipato l'avvio di un'alleanza destinata a ridurre il divario di copertura delle assicurazioni private contro le catastrofi naturali, così come un nuovo piano normativo che incorporerà sistemi di allerta precoce e misure di raffreddamento urbano. Queste azioni intendono rafforzare la dimensione preventiva della politica climatica europea, complementando gli strumenti di riduzione delle emissioni con nuovi strumenti di adattamento e gestione dei rischi.

La trasformazione digitale e l'IA mantengono il loro protagonismo

Una delle carriere con maggiore peso durante il secondo mandato della presidente tedesca è la trasformazione digitale. Una priorità che tornerà a riflettersi nel calendario legislativo del prossimo esercizio, anche se alcune delle iniziative più rilevanti inizieranno a essere trattate prima della fine del 2026. Tra queste figura la denominata Legge di Equità Digitale (Digital Fairness Act), la cui presentazione è prevista prossimamente e che sarà destinata a rafforzare la protezione dei consumatori nell'ambiente digitale.

La proposta affronterà, tra le altre questioni, le funzionalità addictive di determinate piattaforme e servizi digitali, con l'obiettivo di aggiornare gli strumenti normativi europei di fronte a pratiche che possono condizionare il comportamento degli utenti. In parallelo, Bruxelles intende accelerare il dispiegamento dell'intelligenza artificiale in settori considerati strategici, come la salute, il trasporto, l'industria agroalimentare e la difesa.

L'intenzione dell'Esecutivo si basa sul trasferire il potenziale di questa tecnologia ad applicazioni concrete all'interno dell'economia europea, combinando lo sviluppo di nuove capacità digitali con la loro implementazione in attività produttive e servizi essenziali. Questa trasformazione avrà anche una dimensione lavorativa. Prima della fine dell'anno, la Commissione deve presentare la denominata Legge di Occupazione di Qualità, un nuovo quadro normativo con cui intende garantire che la transizione tecnologica contribuisca a migliorare "la qualità dei posti di lavoro".

Una NATO alla europea

Durante il 2027 si prevede anche un impulso definitivo alle iniziative destinate a rafforzare la difesa e la sicurezza del continente, un'altra delle grandi priorità politiche dell'attuale Collegio dei Commissari.

Tra le azioni previste figura lo sviluppo di un manuale e un protocollo europeo per coordinare risposte rapide di fronte a minacce ibride, attacchi informatici e incidenti di zona grigia che possano compromettere la sicurezza nazionale degli Stati membri. La proposta cercherà di migliorare il coordinamento delle risposte di fronte a situazioni che non rientrano necessariamente nei presupposti tradizionali di aggressione militare, ma che possono influenzare infrastrutture critiche, istituzioni pubbliche o capacità strategiche.

Durante il suo discorso sullo Stato dell'Unione, Von der Leyen ha anche confermato la creazione di una struttura di governance geopolitica integrata con partner chiave, con la quale Bruxelles intende rafforzare la sua capacità di coordinamento di fronte a un ambiente internazionale sempre più complesso.

Ursula von der Leyen, on the left and Andrius Kubilius, European Commissioner for Defence and Space
Ursula von der Leyen, on the left and Andrius Kubilius, European Commissioner for Defence and Space -

La politica migratoria sarà un altro dei capitoli del prossimo programma di lavoro. Con lo sguardo rivolto a situazioni come quelle registrate a Ceuta, la Commissione prevede di incorporare un nuovo meccanismo temporaneo che consenta di flessibilizzare le procedure ordinarie quando la migrazione venga utilizzata come arma da attori terzi o in situazioni di crisi estrema.

Un'iniziativa che dotarà l'Unione di strumenti specifici per rispondere a episodi di strumentalizzazione migratoria, in cui i movimenti di persone sono utilizzati come meccanismo di pressione politica sulle frontiere esterne comunitarie. La sua inclusione nel programma del 2027 permetterà di concretizzare l'ambito di quella risposta straordinaria e il suo inserimento all'interno del quadro normativo europeo in materia di migrazione e asilo.

Con tutte queste iniziative sul tavolo, la Commissione sta ultimando una tabella di marcia in cui la semplificazione normativa, la competitività economica e la sicurezza europea torneranno a concentrare buona parte dell'attività legislativa. Il documento definitivo permetterà di verificare quali impegni politici assumono forma di proposta normativa e quali rimangono in sospeso per i successivi esercizi del mandato di Von der Leyen.