Almeno 14 hutí morti nell'offensiva delle forze yemenite nel sud di Hodeida

Le forze del governo yemenita intensificano i loro attacchi a Hodeida e Taiz, con decine di hutí uccisi e nuovi avvertimenti dell'ONU.

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Le forze legate al governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale hanno informato questo martedì della morte di almeno 14 combattenti houthi durante le ultime ore, dopo una serie di operazioni contro varie delle loro posizioni situate nel sud della provincia di Hodeida, nell'ovest dello Yemen.

Secondo i dati diffusi dall'agenzia di notizie SABA, le truppe yemenite hanno condotto attacchi mirati contro centri di comando e controllo della Brigata Al Quds, un'unità tattica degli houthi guidata da Abu al Azz Rima. Queste azioni avrebbero causato la morte di almeno 14 membri del gruppo insurrezionale e lasciato 19 feriti.

In parallelo, le forze governative hanno sviluppato offensive contro i ribelli in diversi punti della provincia di Taiz, dove gli scontri avrebbero provocato almeno undici houthi morti e feriti, oltre alla morte di un militare delle Forze Armate e altri tre soldati feriti.

Queste operazioni si inquadrano in una dinamica di attacchi reiterati delle forze yemenite contro "obiettivi militari" e posizioni degli houthi, sostenuti dall'Iran, in varie zone delle province di Marib, Hadramut e Taiz, il che riflette un aumento della violenza in diversi fronti del conflitto.

Il Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Turk, ha avvertito negli ultimi giorni che l'intensificazione della guerra in Yemen "sta uccidendo e ferendo un numero crescente di civili", e ha chiamato tutti gli attori a "ridurre le tensioni e evitare che il popolo yemenita soffra ulteriori disagi".

Nella stessa linea, l'inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg, ha chiesto alle parti belligeranti di fermare l'"escalation" e garantire la protezione della popolazione e delle infrastrutture civili, dopo l'aumento più notevole delle ostilità "dal cessate il fuoco negoziato dall'ONU nel 2022".

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