La Guardia Costiera delle Filippine ha reiterato questo venerdì le sue accuse contro diversi navi cinesi per l'uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro imbarcazioni filippine, nel contesto di manovre definite "pericolose" nelle acque contese del mare della Cina Meridionale, una zona dove la tensione tra i due paesi è aumentata negli ultimi giorni.
Questo nuovo episodio, il terzo di caratteristiche simili dall'inizio della settimana, si è verificato quando diverse navi filippine si dirigevano a fornire carburante ai pescatori che pescavano nell'area e a svolgere compiti di pattugliamento nelle vicinanze della barriera corallina di Scarborough, anche nota come basso di Masinloc, secondo quanto riporta il quotidiano "The Philippine Star".
Le autorità filippine non hanno al momento informato di vittime né di feriti. Le quattro navi coinvolte —tra cui un'unità della Guardia Costiera e un'altra appartenente all'Ufficio della Pesca e delle Risorse Acquatiche— sono riuscite infine a completare l'operazione prevista, secondo il racconto fornito dai guardacoste.
Dal lato cinese, nell'incidente hanno partecipato dodici imbarcazioni della Guardia Costiera. Due delle navi filippine sono state colpite direttamente dai cannoni ad acqua, mentre altre due "sono state sottoposte a manovre pericolose che mettevano a rischio la loro sicurezza", sempre secondo le stesse fonti.
La Guardia Costiera delle Filippine ha censurato ciò che descrive come "azioni pericolose e poco professionali" da parte della Guardia Costiera cinese e ha sottolineato che la barriera corallina interessata "fa parte del territorio filippino e delle sue acque circostanti".
Questo evento si aggiunge ad altri due registrati questa stessa settimana: lunedì, due marinai della Marina filippina sono rimasti feriti in uno scontro nelle vicinanze della barriera corallina Second Thomas, mentre giovedì diverse navi cinesi hanno utilizzato cannoni ad acqua contro un'altra imbarcazione filippina nelle vicinanze della barriera corallina Scarborough.