Gli Stati Uniti hanno comunicato questo lunedì che assumeranno un ruolo di mediatore in alcuni "negoziati a livello tecnico" tra Ucraina e Russia che si terranno ad Abu Dabi, negli Emirati Arabi Uniti (EAU), i prossimi martedì 10 e mercoledì 11 novembre. Questi incontri si concentreranno principalmente sulla de-escalation del conflitto, il coordinamento degli sforzi umanitari e la progettazione di un eventuale quadro di sicurezza dopo la guerra.
L'inviato speciale del presidente statunitense, Steve Witkoff, ha dettagliato in una pubblicazione sui social media che "gli Stati Uniti medieranno nei negoziati a livello tecnico tra Ucraina e Russia il 10 e 11 novembre ad Abu Dabi, promuovendo così la missione del presidente (degli Stati Uniti, Donald) Trump di porre fine alla guerra", e ha precisato che queste conversazioni "si concentreranno su accordi di sicurezza per il dopoguerra, la de-escalation, iniziative umanitarie e i prossimi passi verso la pace".
Witkoff ha aggiunto che, prima di questi appuntamenti ad Abu Dabi, questa stessa settimana una delegazione statunitense si recherà a Bruxelles per tenere incontri con rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, l'Unione Europea e la NATO, al fine di "dibattere garanzie di sicurezza per l'Ucraina, l'architettura di sicurezza europea dopo la guerra e opportunità economiche per sostenere la ricostruzione dell'Ucraina".
In questo contesto, l'inviato speciale ha sottolineato che "speriamo di poter sfruttare i progressi ottenuti a Kiev, Oslo e San Pietroburgo per raggiungere un accordo di pace complessivo e duraturo che garantisca una sicurezza duratura per le generazioni a venire".
L'annuncio arriva dopo la ripresa degli attacchi in seguito alla conclusione del cessate il fuoco umanitario concordato nella località di Oleshki, nella regione ucraina di Jersón —limitato a quella zona e non estensibile al resto del territorio—, che era entrato in vigore il 27 ottobre. Questo periodo di calma, considerato la tregua più prolungata raggiunta da entrambe le parti dall'inizio della guerra nel 2022, ha permesso a Mosca di indicare che si stava già lavorando per assicurare la continuità delle missioni umanitarie e stabilizzare la fornitura regolare di aiuti.
In parallelo, le gestioni per cercare una soluzione negoziata al conflitto continueranno a svilupparsi nell'ambito tecnico, nonostante il presidente dell'Ucraina, Volodimir Zelenski, abbia ribadito questo domenica la sua disponibilità a mantenere un incontro diretto con il suo omologo russo, Vladimir Putin. Zelenski ha difeso questa opzione sottolineando che "i team tecnici possono avere problemi a ottenere risultati", a differenza dei due leader, purché entrambi dimostrino "volontà".