Il movimento francese dei 'gilet gialli' ha convocato per sabato prossimo, 24 ottobre, una nuova giornata di mobilitazione di massa contro il Governo per l'aumento del costo della vita. L'appuntamento, definito dallo stesso collettivo come un "secondo atto" delle manifestazioni di massa del fine settimana scorso, avrà come una delle sue principali rivendicazioni le dimissioni immediate del presidente Emmanuel Macron.
In un comunicato diffuso questo lunedì, gli organizzatori del movimento rispondono al messaggio alla nazione pronunciato ieri sera dal capo dello Stato francese. "Macron parla di rabbia e vergogna. Condividiamo quel sentimento: rabbia per pagare prezzi sempre più alti per la benzina, il cibo e l'affitto, e vergogna di un presidente che ha promesso nel 2020 di ricevere i 'gilet gialli' all'Eliseo e non lo ha mai fatto", pubblicano, in riferimento al discorso in cui il mandatario si è concentrato ad accusare gruppi di "estrema sinistra" di scatenare disordini durante le proteste.
Di fronte a quella versione ufficiale, i 'gilet gialli' responsabilizzano le forze di sicurezza di una "violenza sfrenata" contro i manifestanti e sottolineano le gravi lesioni subite da giovani partecipanti nel ricevere l'impatto diretto di granate lacrimogene o di stordimento sparate dalla Polizia.
"Il loro supporto (di Macron) è rivolto alle forze dell'ordine, ma il nostro è rivolto ai feriti. La Polizia mutila, i pesticidi uccidono, la distruzione dei servizi pubblici uccide e la concentrazione della ricchezza uccide. Ogni giorno che passa rappresenta un atto di violenza maggiore di qualsiasi rivolta", condannano i promotori della protesta, insistendo sul fatto che la repressione e le politiche attuali comportano un danno quotidiano per la popolazione.
Insieme a questa dichiarazione, il collettivo ha diffuso una mappa con le convocazioni già chiuse per il 24 ottobre: per ora, si contano 84 manifestazioni in diverse città francesi, oltre a otto concentrazioni localizzate in rotatorie e piazze, che potrebbero ampliarsi nei prossimi giorni.
"Il popolo francese merita di essere finalmente preso in considerazione, ascoltato e assistito", concludono i 'gilet gialli', prima di avvertire che non contemplano affatto la possibilità di "tornare a casa". Il "secondo atto" di sabato si presenta, secondo quanto sottolineano, come un nuovo passo preliminare verso il grande sciopero generale convocato per il 5 novembre.