I gilet gialli fissano per il 24 ottobre il secondo atto della loro grande protesta in Francia

I gilet gialli convocano per il 24 ottobre un secondo atto di proteste di massa in Francia e mantengono la pressione per forzare le dimissioni di Macron.

fotonoticia 20261019125828 1920

fotonoticia 20261019125828 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

2 minuti

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 19 de octubre de 2026 · 16 institutos

  • PP31,7 %
  • PSOE26,8 %
  • Vox18,7 %
  • Sumar6,3 %
  • Podemos3,1 %
  • ERC2,2 %
010203040ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

Il movimento francese dei 'gilet gialli' ha convocato per sabato prossimo, 24 ottobre, una nuova giornata di mobilitazione di massa contro il Governo per l'aumento del costo della vita. L'appuntamento, definito dallo stesso collettivo come un "secondo atto" delle manifestazioni di massa del fine settimana scorso, avrà come una delle sue principali rivendicazioni le dimissioni immediate del presidente Emmanuel Macron.

In un comunicato diffuso questo lunedì, gli organizzatori del movimento rispondono al messaggio alla nazione pronunciato ieri sera dal capo dello Stato francese. "Macron parla di rabbia e vergogna. Condividiamo quel sentimento: rabbia per pagare prezzi sempre più alti per la benzina, il cibo e l'affitto, e vergogna di un presidente che ha promesso nel 2020 di ricevere i 'gilet gialli' all'Eliseo e non lo ha mai fatto", pubblicano, in riferimento al discorso in cui il mandatario si è concentrato ad accusare gruppi di "estrema sinistra" di scatenare disordini durante le proteste.

Di fronte a quella versione ufficiale, i 'gilet gialli' responsabilizzano le forze di sicurezza di una "violenza sfrenata" contro i manifestanti e sottolineano le gravi lesioni subite da giovani partecipanti nel ricevere l'impatto diretto di granate lacrimogene o di stordimento sparate dalla Polizia.

"Il loro supporto (di Macron) è rivolto alle forze dell'ordine, ma il nostro è rivolto ai feriti. La Polizia mutila, i pesticidi uccidono, la distruzione dei servizi pubblici uccide e la concentrazione della ricchezza uccide. Ogni giorno che passa rappresenta un atto di violenza maggiore di qualsiasi rivolta", condannano i promotori della protesta, insistendo sul fatto che la repressione e le politiche attuali comportano un danno quotidiano per la popolazione.

Insieme a questa dichiarazione, il collettivo ha diffuso una mappa con le convocazioni già chiuse per il 24 ottobre: per ora, si contano 84 manifestazioni in diverse città francesi, oltre a otto concentrazioni localizzate in rotatorie e piazze, che potrebbero ampliarsi nei prossimi giorni.

"Il popolo francese merita di essere finalmente preso in considerazione, ascoltato e assistito", concludono i 'gilet gialli', prima di avvertire che non contemplano affatto la possibilità di "tornare a casa". Il "secondo atto" di sabato si presenta, secondo quanto sottolineano, come un nuovo passo preliminare verso il grande sciopero generale convocato per il 5 novembre.