Un blocco formato da quattro forze di sinistra in Ecuador, raggruppate nell'alleanza Alianza Ciudadana, ha accusato pubblicamente che si stanno utilizzando meccanismi per allontanare dalla contesa elettorale i candidati che si oppongono al presidente, Daniel Noboa.
In una comparsa davanti ai media, rappresentanti di diverse formazioni hanno avvertito di un grave arretramento democratico nel paese. Hanno segnalato in particolare il stalking contro aspiranti di sinistra tramite risorse giudiziarie che cercano di impedire la loro partecipazione, come nel caso del sindaco di Quito, Pabel Muñoz, che intende ripetere mandato nelle elezioni locali previste per novembre 2026.
Mentre si definiscono quali candidature potranno concorrere alle urne, e in un contesto segnato da minacce di inabilitazione e pressioni da parte di organismi fiscali, queste organizzazioni hanno denunciato una "strategia di imbrogli" che attribuiscono all'Esecutivo di Noboa, il quale "se gioca pulito, perde le elezioni". "Per questo vieta a organizzazioni politiche e a candidati con possibilità di vincere", ha affermato Natasha Rojas, dirigente di Unidad Democrática, secondo quanto riporta il canale televisivo Ecuavisa.
Da parte del Partito Socialista, il suo massimo responsabile, Gustavo Vallejo, ha ricordato che nel caso di Muñoz è già stata emessa una sanzione dal Tribunale Contenzioso Elettorale (TCE). "Non bisogna dimenticare che hanno già avviato un processo di revoca che è fallito", ha sottolineato in relazione al percorso giudiziario che affronta il sindaco della capitale ecuadoriana.
Gabriela Rivadeneira, rappresentante di Revolución Ciudadana, la formazione dell'ex presidente Rafael Correa, ha sottolineato che chi più soffre le conseguenze è la cittadinanza, nel vedere come si riducono le alternative sulle schede. "Il popolo ecuadoriano non potrà scegliere liberamente", ha manifestato Rivadeneira, che accusa Noboa di "perseguire, proibire, minacciare ed estorcere".
In parallelo, si mantiene il focus sulla situazione dell'ex candidata presidenziale 'correista' Luisa González, che si è confrontata con Noboa nelle ultime presidenziali e che non è riuscita a registrare la sua candidatura nella provincia di Manabí, oltre ad aver tentato senza successo di presentarsi come aspirante per il partito indigeno Pachakutik.