L'UE sottolinea la competenza elettorale in Bosnia ed Erzegovina ma critica i fallimenti nelle TIC

L'UE applaude la competizione elettorale in Bosnia ed Erzegovina, ma avverte di falli nelle TIC e richiede riforme chiave per il progresso verso l'adesione.

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L'Unione Europea (UE) ha valutato questo martedì la "competizione autentica" mostrata nelle elezioni tenutesi domenica scorsa in Bosnia ed Erzegovina, anche se ha espresso la sua preoccupazione per le "difficoltà legate alle TIC (Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione)" utilizzate per organizzare e sviluppare le elezioni, i "procedimenti complessi" nelle fasi di voto e conteggio, così come i "problemi con il segreto del voto".

Secondo quanto ricordato Bruxelles, le TIC sono state impiegate per la prima volta in elezioni nel paese con l'obiettivo di rispondere alle "preoccupazioni di lunga data sull'integrità elettorale". L'UE ha ricevuto con "soddisfazione" il loro uso a livello nazionale, ma ha constatato l'esistenza di "ritardi e carenze" che hanno compromesso la "trasparenza nella fase di attuazione", secondo il comunicato ufficiale diffuso dalla Commissione Europea.

In questo contesto, l'Unione Europea ha riconosciuto i "notevoli sforzi" compiuti dalla Commissione Elettorale Centrale per "adempiere alle proprie responsabilità, nonostante le "persistenti limitazioni istituzionali e operative che influiscono sull'efficienza e sulla puntualità del proprio lavoro".

Una volta che saranno certificati i risultati delle elezioni, l'UE sottolinea che i rappresentanti eletti dovranno "assumere pienamente la responsabilità di formare senza indugi le autorità a livello statale, delle entità e cantonale". Bruxelles sottolinea che si aspetta che tutti i leader politici partecipino a tale compito in modo "costruttivo, in buona fede e tenendo conto degli interessi comuni di tutti i cittadini".

In linea con ciò, la capitale comunitaria ha chiesto ai leader di Bosnia ed Erzegovina di rafforzare la "fiducia tra le persone e le comunità" e di costruire un "consenso" che permetta alla Bosnia ed Erzegovina di avanzare nel suo "cammino verso l'UE". Allo stesso tempo, ha ribadito che il paese continuerà a contare sul suo "sostegno" e che collaborerà con le "nuove autorità in tutte le riforme relative all'UE".

Il blocco comunitario ha richiesto anche alla Bosnia ed Erzegovina di mettere in atto tutte le "misure pertinenti stabilite nella raccomandazione della Commissione del 2022, in conformità con la decisione del Consiglio Europeo di marzo 2024 di avviare i negoziati di adesione". Secondo sottolinea l'UE, questo passo aprirebbe la "strada" affinché il Consiglio approvi il quadro di negoziazione e possa tenersi la prima conferenza intergovernativa di adesione.

Inoltre, Bruxelles ha esortato la Bosnia ed Erzegovina a sfruttare al "massimo il Piano di Crescita dell'UE per i Balcani Occidentali". A giudizio dell'Unione Europea, per evitare una "maggiore perdita di fondi", il paese deve "urgentemente ultimare il quadro giuridico e istituzionale" e avanzare nell'implementazione delle "riforme impegnate".

Queste trasformazioni, ha enfatizzato l'UE, migliorano la "qualità della vita di tutti i cittadini della Bosnia ed Erzegovina, in conformità con le loro aspirazioni di adesione all'UE", e ha reiterato il suo "impegno inequivocabile" con la prospettiva europea della Bosnia ed Erzegovina come "paese unico, unito e sovrano".