Le autorità cinesi hanno aggiornato questo mercoledì a 21 il bilancio dei morti per la devastante inondazione registrata la settimana scorsa nell'area di confine tra la regione autonoma cinese del Tibet e il Nepal, un disastro che ha già lasciato più di 1.100 morti nel territorio nepalese.
In questo modo, il Governo della regione, denominata in Cina Xizang e situata nel sud-ovest del paese, ha confermato la morte di almeno 21 persone e ha fissato a 541 il numero dei dispersi nella parte cinese, secondo i dati diffusi dalla rete televisiva CGTN.
Tra le quasi 550 persone il cui destino rimane sconosciuto --una cifra che le autorità hanno ridotto man mano che vengono localizzati i resti senza vita di alcuni dei dispersi-- si stima che circa 260 siano cittadini stranieri.
Inoltre, le autorità hanno segnalato che la strada che conduce al valico di Gyirong, nella zona più colpita della Cina, è di nuovo in servizio dopo le intense operazioni di pulizia e rimozione di fango e detriti che sono state effettuate nella zona.
Da quando si è verificato il disastro, le vie che attraversano la valle hanno subito danni significativi, con rocce e fango che bloccano il passaggio in numerosi tratti. Durante la fase iniziale dell'operazione di soccorso, i team hanno svolto ricerche preliminari, soprattutto a piedi, supportandosi con droni per il riconoscimento e trasportando via aerea attrezzature leggere. Con la riapertura degli accessi, i lavori potranno continuare in modo più ampio e dettagliato.