La Danimarca ricorda a Trump che gli Stati Uniti non hanno privilegi sulle risorse della Groenlandia

La Danimarca replica a Trump che gli Stati Uniti non hanno diritti preferenziali per sfruttare le risorse della Groenlandia nonostante il nuovo accordo militare tripartito.

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Il governo danese ha risposto al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sottolineando che Washington non ha alcun "diritto preferenziale" per sfruttare le materie prime della Groenlandia, dopo che il mandatario statunitense ha annunciato l'inizio di operazioni "massicce" di ricerca di petrolio, gas e minerali coperte dal suo recente accordo con le autorità danesi e groenlandesi per rafforzare la cooperazione militare e la sicurezza nell'Artico e nell'Atlantico del Nord.

In una risposta scritta inviata alla televisione pubblica danese TV2, il governo della Danimarca ha ribadito che "Se gli Stati Uniti vogliono esplorare il sottosuolo groenlandese in cerca di petrolio, gas e minerali, dovranno farlo nel rispetto della legislazione groenlandese pertinente".

Il ministero danese precisa inoltre che l'accordo siglato tra Groenlandia, Danimarca e Stati Uniti "non conferisce agli investitori statunitensi diritti speciali sulle materie prime della Groenlandia" e che, di conseguenza, "non hanno diritti preferenziali rispetto agli investitori di altri paesi della NATO, paesi dell'UE e partner della NATO".

Ore prima, Trump aveva proclamato l'imminente avvio di queste attività di sfruttamento sotto l'egida del patto tripartito firmato a settembre: "Una esplorazione massiccia di petrolio, gas e minerali nella nostra nuova e bella Groenlandia", ha affermato.

Dopo la firma dell'accordo con la Danimarca e la Groenlandia, lo stesso presidente statunitense ha sostenuto che l'intesa permetterà a Washington di assumere in modo permanente il controllo della sicurezza e di altre necessità strategiche dell'isola artica, mentre la prima ministra danese, Mette Frederiksen, lo ha presentato come un nuovo punto di svolta nei legami tra le parti.

Il testo mantiene formalmente la sovranità danese sulla Groenlandia e ratifica il diritto dei suoi abitanti all'autodeterminazione, prevedendo al contempo un rafforzamento della presenza militare degli Stati Uniti nel territorio artico, dopo mesi di tensioni caratterizzate dalle richieste di Trump, che era arrivato a minacciare di impadronirsi dell'isola con la forza invocando motivi di sicurezza nazionale.