Una pattuglia congiunta delle Forze Armate del Mali e dei suoi alleati ha trovato i corpi senza vita di 54 civili in un campo situato nella località di Tagadayat, nel nord-est del paese, nell'ambito di un attacco attribuito allo Stato Islamico, secondo quanto comunicato questo sabato dall'Esercito maliano in una nota ufficiale.
La unità militare è stata inviata nella zona dopo aver ricevuto informazioni che le forze maliane hanno qualificato come "attacchi terroristici" contro civili nella città di Ménaka, anche se al momento non sono stati precisati né la data esatta delle aggressioni né il momento in cui è avvenuto il ritrovamento dei cadaveri.
Il comunicato dettaglia che nove persone sono state localizzate vive e stanno ricevendo assistenza da parte dei servizi sanitari della zona. Inoltre, l'Esercito ha indicato che le vittime mortali sono state sepolte nello stesso campo dove si è verificata la strage.
Le prime indagini condotte dalle forze maliane puntano allo Stato Islamico nel Grande Sahara (EIGS) come responsabile della strage, una fazione jihadista attiva nell'area di confine condivisa da Mali, Niger e Burkina Faso.
"Le prime testimonianze raccolte attribuiscono queste stragi allo Stato Islamico nel Grande Sahara. In risposta a questa barbarie, hanno rafforzato le misure di protezione delle popolazioni più esposte, in particolare facilitando il trasferimento nella città di Menaka degli abitanti dei campi minacciati", recita il comunicato.
Come reazione all'aggressione, l'Esercito ha incrementato le misure di sicurezza per salvaguardare la popolazione più vulnerabile da nuovi attacchi insurrezionali, tra cui il trasferimento organizzato di residenti da campi a rischio verso il nucleo urbano di Ménaka, mentre si mantengono le pattuglie di riconoscimento e le operazioni di sicurezza nella regione.
Nel suo messaggio, le Forze Armate hanno condannato "energicamente" la strage, hanno espresso le loro condoglianze ai familiari delle vittime e hanno ribadito la loro determinazione a perseguire e mettere a disposizione della giustizia i responsabili di questi fatti.