Il presidente dell'Argentina, Javier Milei, ha ribadito che il suo obiettivo è tornare a presentarsi per la rielezione nelle elezioni presidenziali previste per ottobre 2027, considerando che il suo Esecutivo ha raggiunto "progressi significativi" che, a suo avviso, richiedono di essere consolidati attraverso nuove riforme politiche ed economiche.
In dichiarazioni all'emittente Radio Mitre, il mandatario —interrogato con durezza dai sindacati e da ampi settori dell'opposizione— ha assicurato di cercare di ignorare il forte rifiuto che ha suscitato la sua gestione, in particolare per la delicata situazione economica che attraversa il paese.
"Vado per la rielezione. Come non dovrei tentare la rielezione?", ha manifestato, sottolineando che, secondo la sua valutazione, l'Argentina si trova attualmente in una posizione più favorevole rispetto a quella che ha ereditato quando ha assunto la Presidenza nel 2023.
In questa linea, ha difeso che gran parte delle promesse formulate durante la campagna elettorale sono già state mantenute e ha messo l'accento sul conseguimento di risultati tangibili. Tra i traguardi che ha menzionato figurano la diminuzione del tasso di povertà e una maggiore stabilità in indicatori economici chiave come il livello di consumo e il PIL, riducendo la rilevanza delle critiche rivolte contro la sua Amministrazione.
Le principali critiche si concentrano in ambiti come la disoccupazione, il sistema di pensioni e il deterioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Per ora, i sondaggi collocano il sostegno al presidente intorno al 32%, rispetto a un 52% di cittadini che si dichiarano "oppositori" alla sua gestione.
Milei, tuttavia, mantiene la sua difesa chiusa della direzione adottata dal suo Governo: "La foto non è buona, ma il film sì; siamo partiti da qualcosa che era l'inferno". "Sto facendo il miglior Governo della storia", ha insistito.