Il monarca marocchino, Mohamed VI, ha presieduto questo venerdì la cerimonia di giuramento del nuovo Governo guidato dalla neonominata prima ministra Fátima el Mansuri, in cui rimangono invariati ministeri chiave come Interno, nelle mani di Abdelouafi Laftit, Esteri, diretto da Naser Burita, e Giustizia, con Abdel Latif Ouahbi al comando. La principale modifica si verifica nel portafoglio dell'Economia, che passa a essere responsabilità di Fouzi Lekjaa, presidente della Federazione di Calcio e fino ad ora ministro delegato ai Bilanci.
Questo gabinetto si costituisce dopo un patto di coalizione formato da quattro partiti, frutto dei risultati delle elezioni legislative tenutesi il 23 settembre scorso.
Il Partito Autenticità e Modernità (PAM), guidato da El Mansuri —la prima donna a ricoprire il ruolo di prima ministra in Marocco—, si è imposto sull'Agruppamento Nazionale degli Indipendenti (RNI) come forza più votata nella Camera dei Rappresentanti, ottenendo 97 seggi contro i 66 di quello che era fino ad ora il principale partito del paese, che è stato escluso dal nuovo accordo di governo.
Le elezioni legislative marocchine, che hanno registrato una partecipazione inferiore al 40%, sono state segnate dal crescente malcontento dei cittadini con la situazione politica ed economica, così come dalle tensioni con la Spagna derivanti dalla crisi di fine luglio, quando si è verificato l'ingresso irregolare di decine di migliaia di persone a Ceuta.