Le elezioni legislative degli Stati Uniti hanno iniziato a delineare uno scenario di progressi per il Partito Democratico, che ha ottenuto la sua prima vittoria in un seggio repubblicano al Senato e ha difeso diverse delle sue posizioni più importanti. Tuttavia, la possibilità che l’opposizione recuperi il controllo della Camera Alta continua a dipendere dai risultati in altri stati, dove il conteggio non consente ancora di determinare quale partito prevarrà.
La vittoria dell’ex governatore Roy Cooper in Carolina del Nord, contro il repubblicano Michael Whatley, è finora il risultato più significativo per i democratici. Il partito riconquista un seggio che era nelle mani repubblicane e ottiene la prima delle quattro conquiste nette di cui ha bisogno per raggiungere la maggioranza al Senato.
A questo risultato si aggiungono le vittorie di Jon Ossoff in Georgia, Mark Warner in Virginia e Chris Pappas nel New Hampshire, che permettono ai democratici di conservare tre seggi fondamentali per le loro aspirazioni. Sebbene nessuna di queste vittorie modifichi l’equilibrio di forze tra i partiti, evitano perdite che avrebbero complicato notevolmente il cammino verso la maggioranza.
I democratici hanno bisogno di altri tre seggi repubblicani
Il Partito Repubblicano è arrivato alle elezioni con 53 senatori, rispetto ai 47 del blocco democratico, inclusi gli indipendenti che votano abitualmente con quest’ultimo. Con questo schieramento, i democratici hanno bisogno di arrivare a 51 seggi per ottenere il controllo della Camera Alta, dato che un pareggio a 50 favorirebbe i repubblicani per il voto di spareggio del vicepresidente JD Vance.
La conquista della Carolina del Nord riduce quella distanza, ma servono ancora tre ulteriori conquiste nette, a condizione che i democratici riescano a difendere tutti i seggi che già controllavano prima delle elezioni.
L’attenzione si concentra soprattutto su Maine, dove la repubblicana Susan Collins difende il suo seggio; Texas, con Ken Paxton come candidato repubblicano; e Ohio, dove il repubblicano Jon Husted si scontra con il democratico Sherrod Brown. Le tre competizioni fanno parte delle opportunità che i democratici devono trasformare in vittorie per alterare la maggioranza al Senato.
Anche Iowa, Kansas e Alaska restano sotto sorveglianza, mentre il Michigan richiede un’attenzione speciale per un motivo diverso: lì i democratici difendono un seggio proprio. Una sconfitta in quello stato obbligherebbe il partito a compensare quella perdita con un’ulteriore vittoria in territorio repubblicano.
Il Senato resta senza padrone e anche la Camera dei Rappresentanti è in gioco
L’avanzata democratica in Carolina del Nord non basta, da sola, per anticipare un cambio di maggioranza. La distribuzione finale dei seggi dipenderà da diverse elezioni che non sono ancora state assegnate e nelle quali il riconteggio può modificare le posizioni dei candidati.
Allo stesso tempo, la Camera dei Rappresentanti continua a essere uno dei grandi scenari di queste elezioni legislative. I 435 seggi della camera vanno al voto e ciascuno dei due partiti deve raggiungere i 218 per ottenere la maggioranza.
Il risultato di entrambe le camere determinerà il margine d’azione di Donald Trump durante gli ultimi due anni del suo mandato. Una maggioranza democratica in una qualsiasi di esse consentirebbe all’opposizione di esercitare un maggiore controllo parlamentare sulla Casa Bianca, di avviare indagini e di condizionare l’approvazione delle iniziative legislative del presidente.
Una notte elettorale che non consente ancora di proclamare un vincitore
I primi risultati offrono ai democratici un guadagno concreto al Senato e la conservazione di diversi seggi che dovevano difendere. Per i repubblicani, la vittoria di Kevin Hern in Oklahoma garantisce la continuità di un altro dei loro posti nella Camera Alta.
L’interrogativo principale resta se i democratici riusciranno a trasformare il loro vantaggio iniziale in una maggioranza parlamentare. La Carolina del Nord ha aperto questa possibilità, ma la risposta dipenderà dagli scrutinî ancora in corso in Maine, Texas, Ohio e altri stati decisivi, oltre alla composizione definitiva della Camera dei Rappresentanti.