Un uomo palestinese ha perso la vita e sua moglie e figlio sono rimasti feriti questo venerdì in una sparatoria avvenuta nella città di Shefa Amr, nel nord-ovest di Israele, secondo quanto riferito dalle autorità palestinesi.
L'attacco sarebbe avvenuto nelle prime ore del mattino e la vittima mortale sarebbe un uomo di 79 anni. Le autorità palestinesi, citate dall'agenzia "WAFA", collegano questo episodio all'aumento del "crimine organizzato" e a una "crescente sensazione di insicurezza" tra i palestinesi che vivono all'interno di Israele.
Con questo nuovo deceduto, il bilancio di cittadini palestinesi e residenti in Israele morti dall'inizio dell'anno salirebbe a 168. Nel 2025, il numero totale ha raggiunto i 252 decessi, un massimo storico, secondo i dati diffusi dall'ONG "Abraham Inititiatives".
In risposta a questa situazione, cittadini arabi e israeliani di origine palestinese hanno preso parte a diverse proteste in località a maggioranza araba per denunciare l'aumento della violenza criminale nei loro quartieri. I partecipanti a queste mobilitazioni responsabilizzano le autorità israeliane, accusandole di passività e di permettere che gli omicidi siano aumentati di quattro volte nell'ultimo decennio.
Portavoce della comunità insistono inoltre sul fatto che la problematica va oltre la mera lotta contro le reti criminali e puntano direttamente al governo israeliano e alle forze di sicurezza per ignorare deliberatamente la gravità della crisi. Considerano che questa mancanza di azione da parte delle istituzioni ha deteriorato la sicurezza pubblica e ha generato un clima di impunità in cui la violenza continua a diffondersi.