Gli esecutivi del Venezuela e di Israele hanno comunicato l'avvio di un nuovo meccanismo per riprendere le relazioni consolari, dopo la visita in territorio venezuelano di una delegazione israeliana in occasione del doppio sisma registrato alla fine di giugno. Con questo passo, si inizia a chiudere la fase di rottura dei legami diplomatici che si manteneva dal 2009.
"I due paesi concordano di stabilire un meccanismo di coordinamento che consenta la prestazione di servizi consolari ai rispettivi cittadini residenti nell'altro paese, secondo necessità", ha sottolineato il Ministero degli Esteri venezuelano in una nota ufficiale.
Nel medesimo testo, Caracas sottolinea che "entrambi i governi riconoscono l'importanza del legame" tra Israele e "la comunità ebraica residente in Venezuela", un legame che "costituisce un importante ponte di amicizia storico tra entrambi i paesi".
Allo stesso modo, le delegazioni hanno deciso di "permettere la continuità della cooperazione tecnica bilaterale derivante dagli sforzi di emergenza e recupero dopo il doppio terremoto" di magnitudo 7,2 e 7,5 registrato il 24 giugno scorso nel nord del paese, un disastro che ha provocato 6.301 morti.
Il titolare degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha celebrato sui social media che questa iniziativa serva per "creare un canale di coordinamento ufficiale tra Israele e Venezuela, che non mantengono relazioni diplomatiche tra di loro dal 2009".
"Come si ricorderà, una missione di aiuto è partita verso il Venezuela dopo i terremoti avvenuti lì il 24 giugno. La missione è stata guidata dal Ministero degli Esteri e dal Comando di Retrovia, e ha fornito assistenza professionale agli sforzi di emergenza e riabilitazione nel paese", ha ricordato Saar.