I Comuns hanno evidenziato il ampio sostegno che suscita all'interno di Sumar la possibilità che l'ex sindaca di Barcellona, Ada Colau, sia la candidata alle elezioni generali del 29N. Tuttavia, avvertono che le conversazioni rimangono aperte e chiedono di ampliare il progetto a più formazioni, tra le quali menzionano in modo esplicito Podemos, Compromís, Chunta Aragonesista e Més.
Dal'organizzazione catalana spiegano che, per continuare a progredire nella creazione della coalizione, è imprescindibile continuare ad ampliare il Fronte Ampio a nuove forze politiche, inclusi i 'mora'.
In questo senso, si allineano con la posizione dell'ex sindaca della città condal, che questo giovedì ha manifestato di essere disposta a essere candidata del Fronte Ampio, ma a condizione che includesse i 'mora' e il resto degli alleati territoriali con cui i Comuns hanno condiviso gruppo parlamentare al Congresso.
"Non c'è nessuno di troppo", hanno sottolineato i Comuns per insistere che vogliono che questi partiti siano all'interno del Fronte Ampio e che si deve trovare "la formula che meglio si adatti alla loro realtà". Infatti, hanno sottolineato che "è tempo di generosità e apertura".
Allo stesso tempo, rimarcano che si deve "raggiungere e annunciare un accordo globale dove tutte le forze si sentano rappresentate", qualcosa che, sottolineano, richiede "dialogo e discrezione".
In questa linea, dettagliano che questa è la loro proposta per il Fronte Ampio e sottolineano che le conversazioni con Movimento Sumar, IU e Más Madrid avanzano "nella buona direzione" per articolare una coalizione "forte e plurale", anche se rimangono "aperte" nonostante per loro sia una buona notizia che Colau sia disposta a guidare e sia un "nome di consenso".
Le negoziazioni tra le formazioni che integrano il Fronte Ampio si sviluppano su vari piani e affrontano la proclamazione della persona candidata alla Presidenza, la circoscrizione per la quale si presenterà e la posizione che occuperanno i principali riferimenti di ogni partito nelle liste.
Inoltre, si aggiunge un'altra questione chiave: l'inserimento di Podemos nel caso si raggiunga un patto di coalizione con i 'mora', che mantengono come condizione per l'unità con le forze del Fronte Ampio la celebrazione di primarie aperte per scegliere il candidato --a cui si presenterebbe l'ex ministra Irene Montero--.
COMPLICATO INCASTRAMENTO NELLE LISTE DI MADRID
Il clima interno si è inasprito da quando Más Madrid ha proposto che l'ex sindaca di Barcellona fosse la candidata alla Presidenza del Governo, ma guidando il collegio di Barcellona invece di farlo per la capitale. Questa formula implicava che la titolare della Sanità, Mónica García, rimanesse fuori da questa contesa, nonostante fosse stata molto considerata nelle scommesse. In cambio, secondo quanto indicato da fonti della formazione, il loro obiettivo sarebbe che la ministra guidasse la lista per Madrid e riservasse ai suoi dirigenti i primi posti di quella candidatura.
Diversi settori legati a Frente Amplio riconoscono che la lista di Madrid, e di conseguenza quella di Barcellona, è diventata il principale focolaio di attrito. Considerano che l'intenzione di Más Madrid di dominare la candidatura madrilena sia eccessiva e che sarà necessario raggiungere un punto di equilibrio con i partner, anche se ci sono anche coloro che comprendono che la formazione non voglia rinunciare a che García sia capolista per Madrid.
Si dà anche per scontato che IU avrà un ruolo rilevante nei capolista di Frente Amplio in Andalusia, ma come forza statale aspira ugualmente ad avere una presenza significativa a Madrid e nella Comunità Valenciana, territorio dove Compromís intende guidare la candidatura.
A Barcellona, in attesa della decisione di Colau, è suonato anche come membro della lista il titolare della Cultura, Ernest Urtasun. È persino arrivato a figurare nelle scommesse per guidarla, ma l'irruzione dell'ex sindaca ha alterato tutto il quadro fino a quando non si chiarirà quale sarà infine il suo ruolo.
Proprio oggi Colau ha invitato il portavoce di ERC al Congresso, Gabriel Rufián, a far parte di Frente Amplio e a esercitare la sua leadership per cercare di unire le sinistre statali. In questo modo, si mostra favorevole a ricoprire un altro ruolo secondario dove potrebbe essere utile.