Che cos'è il CENIF, l'unità di polizia dopo il rapporto su Ceuta e Marocco

Il Centro Nazionale per l'Immigrazione e le Frontiere dipende dalla Commissariato Generale per l'Immigrazione e le Frontiere e ha attribuita l'intelligence criminale in materia migratoria. L'Interno sostiene ora che il documento inviato all'Audiencia Nazionale non attribuisce al Marocco la pianificazione o l'esecuzione dell'ingresso massivo.

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Il CENIF, acronimo del Centro Nazionale per l'Immigrazione e le Frontiere, è passato dall'essere un'unità poco conosciuta della Polizia Nazionale a occupare il centro della polemica per la crisi migratoria di Ceuta. Questo organismo ha redatto il rapporto inviato all'Audiencia Nacional sugli eventi del 30 e 31 luglio, il cui contenuto ha provocato uno scambio di versioni sulla possibile azione di agenti marocchini.

Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha chiesto mercoledì spiegazioni al direttore generale della Polizia, Francisco Pardo, dopo che diversi media hanno pubblicato che un rapporto di polizia indicava le forze di sicurezza del Marocco per aver guidato l'ingresso massiccio di migranti a Ceuta.

Ore dopo, il Ministero dell'Interno ha diffuso una versione diversa. Secondo quanto riferito Pardo al ministro, "non esiste alcun rapporto di polizia che attribuisca alle Forze di Sicurezza marocchine la pianificazione o l'esecuzione" di quanto accaduto nei giorni 30 e 31 di luglio. L'Interno ha spiegato anche che la documentazione era sotto segreto per decisione giudiziaria e che la giudice dell'Audiencia Nacional María Tardón ha autorizzato mercoledì che i superiori della polizia potessero conoscerla.

Che cos'è esattamente il CENIF

Il Centro Nazionale per l'Immigrazione e le Frontiere fa parte della Commissione Generale per l'Immigrazione e le Frontiere della Polizia Nazionale.

Le sue competenze sono regolate nell'Ordine INT/859/2023, successivamente modificato dall'Ordine INT/985/2023. La normativa gli attribuisce in modo esplicito "l'attività di intelligence criminale nelle aree di competenza della Commissione Generale".

Questo colloca il CENIF come una delle unità incaricate di analizzare informazioni su flussi migratori, immigrazione irregolare, attraversamenti illegali di frontiere e vulnerabilità dei posti di frontiera.

Elabora anche rapporti specializzati quando richiesti da organi nazionali o internazionali e partecipa al coordinamento strategico di queste materie.

Quali funzioni ha

Le competenze del CENIF vanno ben oltre il monitoraggio quotidiano dell'immigrazione irregolare.

Secondo la normativa vigente, agisce nell'applicazione e nel monitoraggio delle regole dell'Unione Europea e dell'ambito internazionale riguardo all'immigrazione e alle frontiere, esercita funzioni come Ufficio Centrale Nazionale e coordina punti di contatto utilizzati per scambiare informazioni con altre unità e istituzioni.

Tra i suoi ambiti di intervento figurano la valutazione della vulnerabilità delle frontiere, l'evoluzione dei flussi migratori e la cooperazione tecnica e operativa con unità omologhe.

Dal Centro dipende anche la Brigata di Coordinamento per questioni relative a Frontex, l'Agenzia Europea della Guardia di Frontiera e Coste.

Perché appare ora collegato a Ceuta

Il CENIF ha acquisito protagonismo per un rapporto elaborato su richiesta dell'Audiencia Nacional in relazione all'ingresso massiccio di migranti registrato a Ceuta alla fine di luglio.

La documentazione è stata richiesta nell'ambito delle indagini dirette dal giudice María Tardón, dopo una denuncia relativa a quegli eventi. EFE ed Europa Press confermano che il documento è stato elaborato dal CENIF e inviato all'organo giudiziario.

Le prime informazioni pubblicate sul suo contenuto sostenevano che l'analisi puntava alla partecipazione di gendarmerie marocchine e agenti in borghese che avrebbero diretto i migranti verso la frontiera, e presentavano i fatti come un'operazione destinata a collassare la capacità spagnola di risposta.

Questo racconto ha provocato la reazione immediata di Marlaska e una riunione urgente del direttore della Polizia con i responsabili di Immigrazione e Informazione.

Interno nega che il rapporto attribuisca l'operazione al Marocco

La controversia è aumentata nel pomeriggio con la versione ufficiale fornita da Interno.

Francisco Pardo ha comunicato a Marlaska che il rapporto non responsabilizza le forze di sicurezza marocchine della pianificazione o esecuzione della crisi migratoria, secondo il Ministero.

Interno ha anche fatto riferimento a un altro elemento che aveva generato polemica: un'allerta emessa dal CENIF il 29 luglio, un giorno prima dell'inizio degli ingressi massicci.

La Direzione Generale della Polizia sostiene che si trattava di un "allerta di rischio frequente" e che non conteneva alcun riferimento a un ingresso massiccio previsto per il giorno successivo.

Questo punto risulta particolarmente rilevante perché durante le ultime settimane il Governo aveva negato di aver ricevuto un rapporto precedente che anticipasse una crisi della magnitudo infine registrata.

Un rapporto sotto segreto giudiziario

La differenza tra le prime informazioni sul documento e la spiegazione successiva di Interno obbliga a distinguere tra ciò che è accreditato e ciò che continua in discussione.

È confermato che il CENIF ha elaborato documentazione per l'Audiencia Nacional sulla crisi di Ceuta e che questa rimaneva soggetta a segreto giudiziario. È anche confermato che Marlaska ha chiesto spiegazioni al direttore generale della Polizia dopo aver appreso le informazioni pubblicate.

Ciò che il Ministero dell'Interno rifiuta è che quel documento possa essere descritto come un rapporto che attribuisce direttamente al Marocco la pianificazione o esecuzione degli eventi.

L'Audiencia Nacional e la Procura dovranno ora valutare la documentazione nell'ambito delle indagini aperte su quanto accaduto a Ceuta.

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