Il Congresso affronta domani una seconda votazione del percorso di deficit dei Bilanci senza supporti sufficienti.

Il Congresso torna a votare il percorso di deficit dei Bilanci del 2027, con previsione di nuovo rifiuto e un tetto di spesa record per quell'anno.

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Il Congresso celebrerà questo giovedì un Plenario straordinario per sottoporre nuovamente a votazione il percorso di deficit e gli obiettivi di stabilità di bilancio che serviranno da base ai Bilanci Generali dello Stato (PGE) del 2027. Le previsioni indicano che il piano verrà nuovamente respinto, proprio come è accaduto la settimana scorsa.

Lo scorso 14 luglio, la maggioranza assoluta formata da PP, Vox, Junts e UPN ha bocciato per la prima volta gli obiettivi di deficit, in una sessione in cui hanno optato per l'astensione Podemos e la deputata di Compromís integrata nel Gruppo Misto, Águeda Mico.

Dopo quel rovescio parlamentare, il Governo ha deciso questo martedì di approvare nuovamente in Consiglio dei Ministri lo stesso percorso di stabilità e di rimandarlo ancora una volta alla Camera Bassa per cercare di farlo passare al secondo turno. Se il risultato sarà nuovamente negativo, l'Esecutivo procederà con l'elaborazione dei conti del 2027 applicando una pianificazione fiscale più rigorosa per le comunità autonome, sebbene adeguata ai limiti fissati dall'Unione Europea.

L'intenzione del Governo è di avviare le conversazioni con i gruppi parlamentari sui Bilanci del 2027 una volta chiuso il progetto all'interno dello stesso Esecutivo, con l'obiettivo di poter registrare i nuovi conti pubblici dopo la pausa estiva.

Percorso di stabilità 2027-2029

La proposta dell'Esecutivo colloca il deficit dell'insieme delle Amministrazioni Pubbliche al 1,8% del PIL nel 2027, all'1,6% nel 2028 e all'1,5% nel 2029. All'interno di questa ripartizione, l'Amministrazione Centrale concentrerà la maggior parte dello squilibrio, con tassi dell'1,5%, 1,4% e 1,3% per il periodo 2027-2029.

Nel Consiglio di Politica Fiscale e Finanziaria è stato dato il via libera, nonostante il rifiuto dei consiglieri del PP, affinché le comunità autonome dispongano di un obiettivo di deficit dello 0,1% in ciascuno dei tre esercizi, il che darà loro un margine fiscale di 5.849 milioni di euro.

Nonostante sia stato stabilito per l'insieme delle autonomie un deficit dello 0,1% del PIL, il Ministero delle Finanze ha lasciato aperta la porta a negoziare una ripartizione asimmetrica in base alla situazione di bilancio di ciascun territorio.

Per quanto riguarda le entità locali, il Ministero delle Finanze ha fissato che i comuni dovranno mantenere l'equilibrio di bilancio durante i tre anni previsti. Da parte sua, la Sicurezza Sociale avrà un obiettivo di deficit dello 0,2% del PIL nel 2027 e dello 0,1% sia nel 2028 che nel 2029.

Sentiero discendente del debito e regola di spesa

In materia di debito pubblico, il Governo calcola che seguirà un percorso in discesa nei prossimi tre anni, passando dal 97,6% del PIL nel 2027 al 96,4% nel 2028 e al 95,3% nel 2029.

L'Amministrazione Centrale e la Sicurezza Sociale dovranno ridurre il loro indebitamento fino al 77,6% nel 2027. Per il 2028, il livello di debito dovrà situarsi al 77% del PIL e, nel 2029, l'obiettivo sarà ridurlo al 76,6%.

Nel caso delle comunità autonome, l'obiettivo è raggiungere un rapporto del 18,9% nel 2027, in linea con il 19,7% fissato per il 2026. Nel 2028, il debito autonomico dovrà scendere al 18,3% e, nel 2029, fino al 17,7%. Per quanto riguarda gli enti locali, l'obiettivo di debito sarà dell'1,1% nel 2027 e 2028, e dell'1% nel 2029.

Inoltre, il Ministero delle Finanze ha comunicato che la regola di spesa si attesta al 4% per il 2027, al 3,8% per il 2028 e al 3,6% per il 2029.

Tetto di spesa record

Accanto agli obiettivi di stabilità figura il limite di spesa non finanziaria, noto come 'tetto di spesa', che non è soggetto a votazione parlamentare. Per il 2027, questa soglia è fissata a 226.032 milioni di euro, la cifra più alta fino ad oggi, il che comporta un incremento del 6,6% rispetto al 2026.

Il tetto di spesa 'nazionale' crescerà di 14.006 milioni rispetto a quello del 2026, mentre, in confronto al limite di spesa non finanziaria che incorporava i fondi europei, l'aumento sarà di 9.855 milioni, un 4,6% in più. È opportuno ricordare che la conclusione dell'applicazione del Piano di Recupero, Trasformazione e Resilienza (PRTR) il prossimo 31 agosto implica che non potranno essere utilizzate risorse del MRR oltre quella data.

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