Maíllo sostiene che il rapporto di polizia su Ceuta rafforza la sua tesi dell'evidente connessione del Marocco nella crisi

Maíllo vede confermato da un rapporto di polizia il suo coinvolgimento con il Marocco nella crisi migratoria di Ceuta e chiede di chiarire le responsabilità all'Interno.

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Il coordinatore federale di Izquierda Unida (IU), Antonio Maíllo, ha insistito questo mercoledì sul fatto che il recente rapporto di polizia che attribuisce alle Forze e Corpi di Sicurezza marocchini l'ingresso massiccio di migranti a Ceuta nei giorni 30 e 31 luglio sostiene il suo ragionamento che è "evidente" la "connessione" del Regno del Marocco con tale crisi.

Il anche portavoce del gruppo 'Por Andalucía' ha sottolineato in una conferenza stampa nel Parlamento andaluso la controversia generata da quel documento, che indica direttamente le forze di sicurezza marocchine come responsabili di facilitare l'accesso di migliaia di persone alla città autonoma.

"È evidente che il Marocco è stato sempre" in questa crisi, ha affermato Antonio Maíllo, che ha sottolineato che, come coordinatore federale di IU, da sei agosto scorso "diceva che era un errore non contemplare ciò che è un'evidenza, la responsabilità del Marocco in questa crisi" vissuta a Ceuta, in modo che "non si può guardare dall'altra parte, ed è un errore non farlo".

In quella linea, ha sottolineato che "se si confermano le gravissime informazioni che appaiono in un rapporto di polizia che non è stato dato al ministro dell'Interno né al presidente del Governo, stiamo parlando di qualcosa che io avevo già anticipato in un articolo ieri (questo martedì) e in un'intervista nel mese di agosto", ed è che "ci sono terminali nella struttura dello Stato che funzionano al margine e in parallelo, e con slealtà, se si conferma, con i Governi legittimi".

Critiche per la mancanza di informazioni al Governo

Nella sua intervento, il dirigente di IU ha ribadito che "il problema di quel rapporto di polizia è che non è arrivato al ministro dell'Interno", Fernando Grande-Marlaska, a cui "doveva essere arrivato", in modo che, "se questo si conferma, significa che c'è un'insufficienza di informazioni al Governo e questo deve essere chiarito".

Ha reiterato inoltre che le "tesi" che conterrebbe il rapporto coincidono con quelle che lui e altri rappresentanti politici stanno "difendendo da molto tempo", considerando che "c'è una connessione del Governo marocchino nella crisi evidente", poiché, come ha ricordato, "non si muove una foglia in Marocco senza che lo sappia il Governo" di quel paese, e "non si muovono tra 70.000 e 80.000 persone andando verso il confine di Ceuta in camion, camminando in modo massiccio senza che venga rilevato".

Ha anche sottolineato che "la risposta che hanno dato paesi come Stati Uniti o Israele, o Italia, evidenzia che qui ci sono molte persone che vogliono trarne beneficio, o molti guadagni di pescatori nel fiume in piena", e ha avvertito che "quello che sarebbe grave è che si confermi che il ministro dell'Interno non sappia cosa è successo perché qualcuno non gli ha inviato le informazioni che aveva a disposizione".

A seguire, Maíllo ha considerato che, "indipendentemente da ciò, quello che è evidente è che è un errore" del presidente del Governo, Pedro Sánchez, che "non assuma che c'è una responsabilità nel Governo del Marocco" su quanto accaduto a Ceuta, che in IU comprendono essere "una responsabilità di carattere criminale, perché ha provocato niente di meno che 145 morti di innocenti".

Esigenza di cessazioni e depurazione di responsabilità

Di fronte alle domande dei giornalisti, il leader di IU ha indicato che, alla luce di quanto rivelato nel rapporto, "devono esserci responsabilità e cessazioni", poiché, a suo avviso, si evidenzierebbe che "ci sono terminali delle Forze di Sicurezza dello Stato che stanno funzionando in parallelo, e le cui azioni non sono leali al Governo e a chi deve".

"Se ciò che ha pubblicato 'El Español' è ciò che è realmente accaduto, abbiamo un problema che cambia molto le carte in tavola rispetto all'audizione di domani (questo giovedì) del presidente (Pedro) Sánchez e rispetto alla realtà di un Governo che deve informare con trasparenza e monitorare tutto ciò che è accaduto in quella crisi", ha commentato Maíllo, che ha sostenuto che "se si conferma che la Polizia è stata sleale con il Ministero dell'Interno, dovrà dimettersi il direttore generale della Polizia, e se si conferma che il Ministero dell'Interno aveva queste informazioni e non le ha elaborate, beh, dovrà assumere la responsabilità il ministro dell'Interno".

"Qui i conti sono molto ben saldati", ha aggiunto Maíllo, che ha rimproverato inoltre che i presidenti nazionali del PP e di Vox, Alberto Núñez Feijóo e Santiago Abascal, rispettivamente, "tacciono e hanno un profilo basso nei confronti del Marocco" in relazione a questa crisi.

Finalmente, il rappresentante di IU ha sottolineato che, nella sua comparsa di questo giovedì al Congresso, "il presidente del Governo ha un'opportunità per essere trasparente, chiarire una volta per tutte tutti i fatti, monitorare le incidenze e gli eventi prodotti, e anche evidenziare la responsabilità di uno Stato sovrano vicino --in allusione al Marocco-- con cui desideriamo avere buona vicinanza, con cui desideriamo avere una relazione straordinaria con il suo popolo", ma che ha "un Governo satrapo", secondo quanto ha ribadito.

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