Il presidente dell'Argentina, Javier Milei, è tornato a riferirsi al suo omologo spagnolo, Pedro Sánchez, come "ladro corrotto" e gli ha attribuito di stare tentando di manipolare le elezioni generali del prossimo 29 novembre mediante la conosciuta come legge dei nipoti.
Durante il suo intervento alla cena annuale della Fondazione Faro, Milei si è rivolto di nuovo a Sánchez usando l'espressione "ladro corrotto", proprio come ha fatto nella sua recente visita in Spagna, parole che hanno già provocato l'ira del PSOE.
In quella occasione, il presidente del Governo ha risposto a queste disqualifiche rivendicandosi come "sinistro" --termine con cui Milei si riferisce ai dirigenti di sinistra-- e assicurando di essere "orgoglioso" di esserlo se questo ha permesso di aumentare le pensioni e il SMI, difendere il diritto all'aborto o mantenere il motto del "No alla guerra".
"Lo slogan di se fare tale cosa è da sinistro, sono sinistro... mancava dire se essere chorro (ladro) è da sinistro, sono sinistro. Sarebbe quadrato perfetto", ha replicato Milei alla cena della Fondazione Faro, un 'think tank' legato al partito che guida il mandatario argentino.
Critiche di Milei alla politica migratoria di Sánchez
Nel corso del suo discorso, Milei ha avvertito del rischio che, a suo avviso, affronta l'Occidente per il crollo della natalità e l'arrivo di immigrati, e ha messo come esempio "la politica del rimpiazzo" che, secondo lui, applica in Spagna "il ladro corrotto Pedro Sánchez". In questo senso, ha accusato il capo dell'Esecutivo di aver regolarizzato "centinaia di migliaia di immigrati illegali per aggiungere voti al PSOE".
In riferimento alla cosiddetta legge dei nipoti, approvata dal Governo affinché i discendenti di spagnoli possano ottenere la nazionalità spagnola di origine, Milei ha puntato direttamente il dito contro Sánchez, al quale attribuisce la responsabilità di stare concedendo quella cittadinanza "perché votino a sinistra".
"Bene, speriamo che l'onda blu arrivi anche in Spagna", ha concluso Milei, lasciando chiaro il suo desiderio che la destra riesca ad accedere al potere nel paese.