Centinaia di migliaia di cittadini si sono concentrati questo mercoledì pomeriggio davanti ai municipi di numerose città spagnole. Madrid, Barcellona, Valencia, Saragozza, Siviglia o Bilbao hanno visto le loro piazze e avenue principali piene di persone che reclamavano soluzioni di fronte alla crisi che attraversa la città autonoma di Ceuta dopo l'arrivo di oltre 70.000 persone nei giorni 30 e 31 luglio.
A Barcellona, circa 1.500 partecipanti si sono riuniti nella piazza Sant Jaume, di fronte al Municipio e al Palau de la Generalitat, secondo la Guardia Urbana. Alla convocazione hanno partecipato dirigenti del PP, tra cui il vice segretario di Economia e Sviluppo Sostenibile, Alberto Nadal, e il leader del partito a Barcellona, Daniel Sirera. Ha partecipato anche il portavoce di Vox nel Parlament, Joan Garriga.
Le delegazioni di entrambe le formazioni sono rimaste separate all'interno della piazza, con i propri striscioni. Nei dintorni si sono visti anche membri di Núcleo Nacional e alcune persone vestite in uniforme di legionari.
Durante la concentrazione si sono sentiti slogan contro il presidente del Governo come "Pedro Sánchez hijo de puta" e "Pedro Sánchez a prisión", insieme ad altre proclamazioni come "Ceuta no se vende, Ceuta se defiende" o "España cristiana y no musulmana".
Madrid: disparità nel conteggio dei partecipanti
A Madrid, la Delegazione del Governo ha stimato in 50.000 i partecipanti, mentre il Municipio ha elevato la partecipazione fino a 150.000 persone. Tutti loro si sono manifestati in supporto a Ceuta e ai ceutíes, al grido di "Ceuta no se vende, Ceuta se defiende".
I convenuti hanno mostrato il loro rifiuto all'operato dell'Esecutivo di fronte alla crisi migratoria nella città autonoma, reclamando che "Ceuta non si regala" e chiedendo le dimissioni di Sánchez, oltre a richiedere possibili responsabilità penali.
Alla manifestazione erano presenti il presidente del PP, Alberto Núñez Feijóo; il leader di Vox, Santiago Abascal; la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso; e il sindaco della capitale, José Luis Martínez-Almeida, incaricato di leggere un manifesto a sostegno di Ceuta. I tre dirigenti hanno portato e agitato bandiere ceutíes come gesto di supporto.
Siviglia e Malaga: decine di migliaia di partecipanti
A Siviglia, il sindaco della città ha partecipato alla concentrazione in solidarietà con Ceuta, che ha riunito circa 40.000 persone. Durante il suo intervento, ha sottolineato che "Siviglia è con te, Ceuta".
A Malaga capitale, circa 50.000 persone si sono unite alla mobilitazione. Tra i partecipanti c'era la vicepresidente terza e assessore all'Economia, Finanze e Fondi Europei della Junta de Andalucía, Carolina España, insieme ad altre cariche istituzionali. España ha criticato che il Governo "non è stato all'altezza" con Ceuta e ha rimarcato: "Non la lasceremo sola".
Zaragoza: la piazza del Pilar, affollata
A Zaragoza, circa 25.000 persone hanno riempito la piazza del Pilar per mostrare il loro sostegno a Ceuta e richiedere una risposta di Stato, così come un impegno fermo dell'Unione Europea (UE) nella difesa delle frontiere di fronte alla pressione migratoria, considerando che la città autonoma "non può assumere da sola le conseguenze di una situazione che colpisce l'intero Spagna e l'Europa".
La sindaca di Zaragoza, Natalia Chueca, ha letto un manifesto in cui ha affermato che "Ceuta non è sola" e che "quanto accaduto non è un problema migratorio". "Quando si mette sotto pressione una frontiera spagnola, si mette sotto pressione tutta la Spagna", ha enfatizzato Chueca durante il suo discorso.
Valencia: più di 50.000 persone bloccano il centro
Alla protesta di Valencia sono intervenuti il capo del Consell, Juanfran Pérez Llorca, e la sindaca della capitale, María José Catalá. La Piazza del Municipio è diventata troppo piccola di fronte alla partecipazione di "più di 50.000" persone, secondo gli organizzatori.
Tra gli slogan che sono stati scanditi a Valencia spiccano "Viva la Spagna", "Dimissioni del Governo", "Spagna sì, Marocco no", "Ceuta unita, mai sarà vinta", "Io sono spagnolo, spagnolo, spagnolo", "Marlaska, capisci che Ceuta non si vende", "Ceuta si difende, Ceuta non si vende". Durante l'atto sono risuonate l'inno nazionale, quello di Ceuta e quello della Comunitat Valenciana.
Insieme a numerose bandiere di Spagna e qualche Croce di Borgogna, i manifestanti hanno mostrato striscioni con messaggi come "Ceuta è al limite della nuova normalità" o "una caballa non si arrende mai", in mano a una giovane ceutina residente nella città. Sono stati visti anche cartelli con il volto del presidente del Governo posizionato a testa in giù.
Bilbao: concentrazione davanti al Municipio
A Bilbao, circa 3.000 persone si sono unite alla convocazione della FEMP di fronte al Comune, in supporto a Ceuta, con la partecipazione di rappresentanti del PP e di Vox.
Tra i presenti c'erano la presidente del PP di Bizkaia, Amaya Fernández, la portavoce popolare al Comune di Bilbao, Esther Martínez, altri membri municipali e provinciali del partito, e il presidente di Vox in Bizkaia, Féliz Estévez. Molti di loro portavano bandiere di Spagna e hanno intonato slogan contro il presidente del Governo, Pedro Sánchez, e contro il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, come "Pedro dimite, España no te quiere" e "Esto no es una crisis, es una invasión".