Tellado (PP): Queste elezioni si basano sul fatto che la Spagna sconfigga Sánchez e non solo sul fatto che la PP vinca contro il PSOE

Tellado colloca il 29N come l’appuntamento elettorale più decisivo dalla Transizione e chiama a fare sì che "l’Espagna batta Sánchez" con una maggioranza del PP.

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Elecciones 29N · Encuestas

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Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

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Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

Il segretario generale del Partido Popular, Miguel Tellado, ha difeso questa domenica a Logroño che "queste elezioni non riguardano il fatto che il PP vinca contro il PSOE, ma che la Spagna vinca contro Sánchez", insistendo sul fatto che i comizi del 29N "sono i più importanti dalla Transizione, tra la demolizione della nostra democrazia o una nuova tappa di ricostruzione nazionale".

Tellado è intervenuto in un atto di precampagna nella capitale della Rioja, accompagnato dalla capolista al Congresso per La Rioja, Cuca Gamarra; il numero due, Alberto Galiana; il sindaco di Logroño, Conrado Escobar; e il presidente regionale, Gonzalo Capellán, insieme ad altri incaricati del partito e simpatizzanti. All’inizio del suo intervento, ha voluto ringraziare espressamente i candidati per il loro coinvolgimento: a Galiana, finora consigliere dell’Istruzione, per "fare un passo, uscendo dalla sua zona di comfort"; a Carlos Yécora, per "esserci sempre lì, dando una mano e percorrendo la Spagna, essendo l’avanguardia"; al numero 1 al Senato, Javier Merino, "lavorando fianco a fianco con Borja Sémper"; e, in modo speciale, a Cuca Gamarra, con la quale ha detto che "abbiamo condiviso quattro anni di impegno, dedizione, amarezze e successi, che ci hanno trasformato in buoni amici".

In un altro momento del suo discorso, il dirigente popolare ha affermato che "la Spagna è in shock, ferita, sgomenta e spezzata" per le vittime del sinistro ferroviario di Urda, ricordando a "quella madre, quel figlio, quel marito, quella moglie, che sono rimasti per ore immersi nell’angoscia di non sapere e poi, nel dolore di aver perso". Ha sottolineato che "questo è il calvario che ci preoccupa e non quello di Puente", e ha denunciato che "non c’è alcun diritto che oggi ci siano bambini orfani, non c’è alcun diritto che ci siano padri o madri che seppelliscono i propri figli, non c’è alcun diritto che un Paese come la Spagna abbia sofferto due incidenti mortali sulla stessa linea in nove mesi, non c’è alcun diritto che ci siano più di un centinaio di morti nell’alta velocità".

Tellado ha rimproverato a Pedro Sánchez che "non andrà martedì al funerale di Stato per le vittime di Urda", ricordando che "non è nemmeno andato al funerale di Stato per quelle di Adamuz, e non perché quel giorno e a quell’ora starà registrando un 'podcast'; quella è la sua frivolezza, la sua mancanza di rispetto e la sua sfacciataggine". A suo giudizio, "e questo lo deve pagare alle urne". Da questa critica, ha sostenuto che Sánchez "è un presidente che non rappresenta il nostro Paese", e ha contrapposto "la Spagna che si impegna, pagando, pagando e pagando, e il Governo Sánchez che ruba, ruba e ruba: è il governo che più svuota le tasche dei cittadini e quello che peggio usa quel denaro pubblico, perché tutto ciò che dipende dal Governo centrale sta peggio, o lo ha sperperato o ha rubato il denaro degli spagnoli".

Nel terreno della corruzione, ha ribadito che "questa settimana è caduto per corruzione l’autista delle primarie", rammaricandosi che "speriamo che la corruzione di Sánchez sia solo affare della banda del Peugeot, ma sono arrivati come un transatlantico che si è infilato in tutte le istituzioni, corrompendolo assolutamente tutto". Ha ironizzato sul fatto che "ma ora non conoscevano Corvillo per nulla. È lo stesso schema di sempre, l’hanno fatto con Ábalos, con Koldo, con Cerdá, e qualche giorno dirà chi è quella Begoña di cui mi parla. Hanno trasformato Alí Babá in un dilettante autentico, perché Alí Babá aveva 40 ladri, e Sánchez ne ha già 130 imputati".

"Ogni giorno, più solo"

Per Miguel Tellado, il presidente del Governo "ogni giorno è sempre più solo, dovrà riempire i comizi di comparse, tutto gli va male in questa campagna". Ha fatto notare che "a Sánchez l’abbiamo visto ballare in precampagna, ma il ballo glielo daremo noi il 29 alle urne", anche se ha avvertito che in questi anni "Sánchez ha causato un danno tremendo, ci sono mille problemi oggi che non c’erano prima di lui". Ha sintetizzato quel bilancio in dieci grandi fronti: "non hanno smesso di rubare; hanno affondato il prestigio delle istituzioni; hanno attaccato i pilastri della Costituzione, soprattutto nella separazione dei poteri; hanno svuotato le tasche degli spagnoli; hanno distrutto il mercato della casa; hanno deteriorato tutti i servizi pubblici; abbiamo i peggiori dati del PISA".

Ha aggiunto che «hanno smantellato le frontiere; hanno incoraggiato l’immigrazione illegale; hanno fatto saltare in aria il principio di uguaglianza; hanno deteriorato l’immagine esterna della Spagna alleandosi con le peggiori tirannie; e hanno avvelenato la convivenza con una politica meschina del muro, senza precedenti. Dobbiamo invertire tutto, dalla A di Ábalos alla Z di Zapatero». Per questo, ha chiesto «cambiare tutto, non ci accontentiamo della caduta di Puente, non basta che se ne vadano soltanto i ministri più terribili di questo Governo, devono andarsene tutti con il loro capo in testa». A suo giudizio, «Puente non se n’è andato per responsabilità, se fosse così se ne sarebbe andato nove mesi fa, non se ne va per i più di cento morti dei treni, se ne va per i meno di cento seggi che i sondaggi danno al PSOE».

«Recuperare l’ordine»

Di fronte a questo scenario, Tellado ha accusato Sánchez di aver «rivoltato tutto e i suoi lo hanno scovato via tutto». Ha sottolineato che «a noi tocca rigenerarlo tutto. Bisogna mettere ordine alle frontiere, nei servizi pubblici, nelle istituzioni oggi completamente invase da sanchisti con la tessera che hanno agito da sudditi, e bisogna recuperare l’ordine e la sicurezza nelle strade, perché senza ordine e sicurezza non c’è libertà per i cittadini». Per questo ha insistito sul fatto che «le elezioni del 29 novembre non sono elezioni di più, non sono come le 16 elezioni che abbiamo celebrato dalla Transizione, qui non si tratta di far sì che il PP vinca contro il PSOE, ma che la Spagna vinca contro Sánchez» e ha rimarcato che «sono le elezioni più importanti».

Ha sostenuto che «siamo tra la demolizione della nostra democrazia e la necessità di una nuova fase di ricostruzione nazionale, con riforme profonde e rigenerazione istituzionale, si decide tra delinquenza o onestà, tra demolizione nazionale o ricostruzione nazionale». Con un cenno al settore vitivinicolo, ha indicato che «l’uva è pronta per il PP e per la Spagna, da anni lavoriamo per questo e adesso è ora di raccogliere», anche se ha avvertito che «nessuno creda che le elezioni siano già vinte perché non è così, saranno vinte se avremo qui, a La Rioja, tre seggi e non due».

In questo senso, ha chiesto di "scendere in strada e chiedere il voto per il PP, bisogna parlare chiaro con chi dubita, con chi è stanco, con chi è arrabbiato, con chi pensa che il suo voto non conti, perché la realtà è che tutti contano", ricordando che "un seggio si vince o si perde con una manciata di schede". Ha rievocato che "lo sappiamo perché è successo nel 2023, e allora è stata una manciata di schede a portarci anni di decadenza. Affinché vinca il Partito Popolare si può votare solo il Partito Popolare. Abbiamo un compito da svolgere e non possiamo sbagliare, tra tutti daremo alla Spagna un futuro migliore".