Il consiglio di amministrazione di Adif ha approvato mercoledì 4 novembre un accordo che dà continuità agli incentivi della sua direzione per i prossimi anni. Pedro Marco de la Peña ha lasciato la presidenza poche ore dopo, dopo che il nuovo responsabile dei Trasporti, Carlos Cuerpo, ha accettato le sue dimissioni. Così lo racconta El Mundo, che colloca entrambe le decisioni nella stessa giornata.
L’approvazione è arrivata una settimana dopo l’incidente ferroviario di Urda e il giorno successivo alle dimissioni di Óscar Puente. Marco, nominato durante la fase dell’ex ministro, ha presieduto la riunione straordinaria in cui si è affrontato il nuovo quadro di finanziamento e gli impegni dell’ente.
L’accordo copre il periodo 2026-2030 e sostituisce il precedente, in vigore fino al 2025. Secondo le informazioni del quotidiano, tra le sue disposizioni figura la continuità di un piano che mette in relazione parte della remunerazione della direzione con il raggiungimento degli obiettivi.
Un piano che prolunga gli incentivi dell’accordo precedente
El Mundo riproduce una clausola riferita ad Adif Alta Velocidad, entità distinta da Adif, che prevede l’adozione di un piano di incentivi per la direzione coordinato con i criteri degli altri organismi dipendenti dai Trasporti.
Il testo stabilisce che il sistema darà continuità a quello applicato nel periodo 2021-2025. La retribuzione variabile resterà vincolata ai risultati di esercizio, agli investimenti e ad altri obiettivi relativi all’erogazione del servizio.
Pertanto, ciò che è stato approvato è un quadro per mantenere gli incentivi. Le informazioni non dettagliano un nuovo importo assegnato a ciascun dirigente, una data di pagamento né il rispetto delle condizioni necessarie per percepirlo.
Questa differenza risulta rilevante: rinnovare un piano di remunerazione variabile non equivale ad attestare il pagamento di un premio né garantisce, da solo, che tutti i suoi beneficiari lo incasseranno integralmente.
L’approvazione precedette l’uscita di Pedro Marco
Secondo la ricostruzione di El Mundo, Marco è arrivato al consiglio straordinario con la sua continuità messa in discussione dopo Urda e dopo che Puente aveva annunciato la sua partenza davanti alla Diputación Permanente del Congreso.
La riunione del consiglio rispondeva all’esigenza di approvare l’accordo con Hacienda. Dopo si è tenuto l’incontro con Cuerpo in cui, conformemente alla versione raccolta dal quotidiano, il presidente di Adif ha presentato le sue dimissioni.
L’accordo è rimasto così, tra le ultime decisioni del suo mandato. La sequenza colloca il rinnovo degli incentivi prima del cambio, anche se non consente di concludere che l’uscita di Marco fosse condizionata da tale approvazione.
Le informazioni non attestano nemmeno che l’ex presidente percepirà una remunerazione aggiuntiva come conseguenza del nuovo documento.
La direzione ha ricevuto 1,2 milioni in remunerazioni nel 2025
El Mundo quantifica in 1,2 milioni di euro la remunerazione del comitato di direzione di Adif nel 2025, secondo la memoria economica dell’ente.
Questo importo corrisponde alla remunerazione dell’organo, non a un fondo identificato esclusivamente come bonus. Non deve essere confuso con il costo del nuovo piano, né attribuito integralmente agli incentivi.
Il comitato era presieduto da Marco e annoverava, tra gli altri componenti, il suo direttore di gabinetto, Salvador Almenar, e responsabili di pianificazione, progetti e costruzione, operazioni, finanze e risorse umane.
L’ambito del sistema di incentivi potrebbe estendersi oltre quel comitato. Secondo fonti citate dal quotidiano, riguarda anche altri responsabili che mantengono contratti di alta direzione, inclusi alcuni che li conservano dopo aver cambiato incarico.
Quali obiettivi vengono premiati e cosa resta da definire
L’inchiesta di El Mundo indica che non sono chiari gli obiettivi specifici che determineranno la retribuzione variabile di quest’esercizio.
Il quotidiano colloca tra il 6% e il 30% la parte della retribuzione variabile collegata nel 2024 a criteri ambientali, sociali e di governance. Per il 2025, riporta una forchetta dal 6% al 22%, con riferimenti a transizione energetica, coesione, inclusione e finanze sostenibili.
Secondo il giornale, nella documentazione esaminata su tali criteri non compaiono riferimenti a sicurezza o puntualità. Tale indicazione descrive il materiale analizzato da El Mundo; non consente di affermare, senza disporre dell’intero sistema, che nessun obiettivo dell’ente abbia relazione con entrambe le questioni.
L’accordo include sì, in termini generali, obiettivi di erogazione del servizio. Resta da conoscere come verranno concretizzati, quale peso avrà ciascun indicatore e quali risultati verranno richiesti per generare il diritto al pagamento.
L’accordo definisce anche finanziamenti e impegni fino al 2030
Gli incentivi fanno parte di un documento più ampio. Come spiega El Mundo, l’accordo disciplina i contributi dello Stato per finanziare le infrastrutture, compensare il deficit di gestione e controllare l’indebitamento.
In cambio, stabilisce impegni di investimento, esecuzione e qualità del servizio. La valutazione di tali impegni sarà rilevante per determinare quali risultati ottiene l’ente e come si collegano alla remunerazione dei suoi responsabili.
Il quotidiano mette anche in discussione le previsioni di manutenzione preventiva raccolte per i prossimi anni. Secondo la sua analisi, i livelli previsti arrivano al massimo al 90% nella rete convenzionale e al 96% nell’alta velocità, nonostante l’aumento dei fondi destinati a tale attività.
Queste percentuali si riferiscono agli indicatori di manutenzione citati nelle informazioni. Non equivalgono a una percentuale di tratte insicure e non consentono di attribuire da sole le cause di un incidente.
La pubblicazione non specifica l’importo individuale che riceveranno i dirigenti nell’ambito del nuovo quadro né gli obiettivi specifici che si applicheranno quest’anno per determinare la loro retribuzione variabile.