Farmaindustria ha trasmesso ai partiti politici, in vista delle elezioni generali del 29 novembre e dell'inizio della prossima legislatura, la convenienza di aumentare in modo progressivo di un punto del PIL l'investimento pubblico nella Sanità, in coordinamento con le comunità autonome, con l'obiettivo di "rafforzare e modernizzare il sistema", in modo che la Spagna rafforzi la sua capacità assistenziale e sia pronta a incorporare l'innovazione che migliora la qualità della vita dei cittadini.
Secondo l'associazione, "con questo investimento aggiuntivo, si potrà rafforzare la prevenzione con gli screening, la diagnosi precoce e l'immunizzazione, oltre a pianificare l'arrivo dell'innovazione, misurare i risultati in salute, consolidare il finanziamento basato sul valore o rafforzare le risorse e le infrastrutture sanitarie".
L'organizzazione considera che la prossima legislatura "offre una nuova opportunità affinché il Governo collochi la Sanità tra le sue priorità", e per questo articola tre grandi linee di azione per migliorare la salute della popolazione: "rafforzare la Sanità, accelerare l'accesso dei pazienti all'innovazione e consolidare il leadership scientifico e industriale della Spagna".
In questo senso, dettaglia che un incremento sostenuto dell'investimento sanitario di un punto del PIL, fino a raggiungere il 7,5% nel 2035, permetterebbe di elevare il PIL spagnolo di oltre 200.000 milioni di euro nel corso di quel periodo.
Accesso più rapido ed equo ai farmaci innovativi
La seconda grande proposta si concentra sull'avvicinare i farmaci innovativi a tutti i pazienti. In questo contesto, Farmaindustria chiede alle formazioni politiche di promuovere "un accesso più rapido ed equo" a questi trattamenti. Per raggiungere questo obiettivo, sottolinea la necessità di rispettare la direttiva europea che fissa un termine massimo di 180 giorni per risolvere il finanziamento dei nuovi farmaci (con una via accelerata di 90 giorni per le innovazioni prioritarie), così come evitare disuguaglianze territoriali e migliorare l'accesso effettivo ai farmaci autorizzati dall'Agenzia Europea dei Medicinali.
"Non si deve dimenticare che la Spagna è leader negli studi clinici, ma c'è ancora strada da fare per raggiungere un leadership nella disponibilità di farmaci, che permettano di migliorare la salute e la produttività dei cittadini", sottolinea l'associazione.
Ricerca biomedica e autonomia strategica come politiche di Stato
In terzo luogo, Farmaindustria difende che la ricerca biomedica e l'autonomia strategica siano elevate alla categoria di politiche di Stato. Tra le misure specifiche propone di rafforzare la leadership negli studi clinici attraverso un maggiore utilizzo della tecnologia e una partecipazione più attiva dell'assistenza primaria; creare riserve strategiche di farmaci critici; riconoscere l'impronta industriale e di ricerca nelle politiche pubbliche, e posizionare la Spagna come riferimento nell'uso secondario dei dati sanitari per ricercare nuovi trattamenti.
Con questo insieme di azioni, sostiene che "l'industria farmaceutica innovativa è convinta che la Spagna possa consolidare la sua eccellenza scientifica, ottenere una maggiore sicurezza di approvvigionamento, promuovere più posti di lavoro qualificati e guadagnare in capacità di risposta di fronte a future crisi sanitarie".
Farmaindustria considera che questo pacchetto di iniziative rappresenti un'opportunità rilevante per il paese. Con un ambiente competitivo e prevedibile, stabilità normativa e segnali chiari per l'investimento, la Spagna potrebbe attrarre 21.500 milioni di euro tra il 2027 e il 2030, raggiungere 30.000 milioni di euro in esportazioni e arrivare a 81.000 posti di lavoro diretti nel settore nel 2030, con 4.600 nuove assunzioni annuali.