Il PP promuove una legge sui cure palliative di fronte alla riforma per accelerare l'eutanasia

Il PP contrappone una legge di cure palliative alla riforma che cerca di accorciare a 25 giorni i termini giudiziari nei casi di eutanasia.

fotonoticia 20261001175710 1920

fotonoticia 20261001175710 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

2 minuti

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 21 de octubre de 2026 · 15 institutos

  • PP31,6 %
  • PSOE26,9 %
  • Vox18,7 %
  • Sumar6,3 %
  • Podemos3,1 %
  • ERC2,2 %
010203040ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

Il PP ha registrato un emendamento totale con un testo alternativo alla proposta di legge che il Congresso dei Deputati ha ammesso a trattazione a giugno, orientata a ridurre a un massimo di 25 giorni i tempi di trattazione giudiziaria nei casi di eutanasia. Con questa iniziativa, i 'popolari' intendono rafforzare l'accesso universale alle cure palliative e dare priorità al trattamento del dolore e all'accompagnamento come via alternativa.

Il Plenario del Congresso ha dato luce verde a giugno alla presa in considerazione di questa proposta inviata dal Parlamento della Catalogna, il cui scopo è evitare le dilazioni nei procedimenti giudiziari. La proposta ha superato il primo passaggio con un margine molto stretto, con 178 voti a favore e 169 contro (PP, Vox e UPN).

L'iniziativa, promossa da Junts, ERC, Comuns e la CUP e approvata ad aprile nel Parlamento, prevede di modificare la Legge Organica Regolatrice dell'Eutanasia (LORE) e la Legge regolatrice della Giurisdizione Contenzioso-amministrativa per fissare termini improrogabili e "particolarmente abbreviati" nei ricorsi giudiziari legati all'eutanasia.

Concluso il 30 settembre il periodo per presentare emendamenti, il PP ha formalizzato la sua proposta alternativa per sostituire il testo originale. In questo documento, al quale ha avuto accesso Europa Press, i 'popolari' escludono la prestazione dell'eutanasia e propongono che le persone nella fase finale della loro vita abbiano riconosciuto il diritto a un'assistenza integrale volta a prevenire e alleviare il dolore, inclusa la sedazione palliativa.

Il testo sostiene anche che ogni persona nell'ultima fase della sua vita, che necessiti di rimanere ricoverata in un centro sanitario o sociale, deve poter contare sull'accompagnamento del proprio ambiente familiare e affettivo.

Secondo la proposta, i centri offriranno supporto e assistenza alle persone caregiver e alle famiglie di pazienti nel processo finale della vita, sia a domicilio che in strutture sanitarie e sociali. Allo stesso modo, promuoveranno azioni per facilitare l'accettazione della morte di una persona cara e per prevenire situazioni considerate di lutto patologico.

Inoltre, si prevede di garantire ai pazienti in fase finale di vita informazioni e consulenze sugli obiettivi delle cure palliative che riceveranno, adeguati alle loro necessità e preferenze.

Camere singole e criteri etici

Inoltre, il PP propone che i centri garantiscano alle persone nel processo finale della loro vita, quando necessitano di ospedalizzazione, l'accesso a una stanza individuale durante il loro soggiorno, con il livello di attenzione, cura e intimità adeguato alla loro situazione clinica.

Nei casi di disaccordo tra i professionisti sanitari e i pazienti riguardo all'assistenza fornita alla fine della vita, e che non si riescano a risolvere mediante accordo, si ricorrerà al Comitato di Etica Assistenziale competente, che potrà suggerire alternative o soluzioni etiche di fronte a decisioni cliniche controverse.

L'iniziativa dei 'popolari' precisa che il medico adeguerà lo sforzo terapeutico quando l'evoluzione clinica lo consiglia e eviterà l'ostinazione terapeutica, che "porta solo alla prolungazione di una sofferenza inutile".