La presidente della Società Spagnola di Ematologia e Emoterapia (SEHH), María Victoria Mateos, ha sottolineato il ruolo dell'immunoterapia e della terapia genica nel ampliare le possibilità terapeutiche contro le patologie ematologiche, insistendo sulla necessità che questi progressi siano resi accessibili a tutti i pazienti che possano averne bisogno.
"Stiamo ottenendo risposte profonde e durature in pazienti che prima avevano poche alternative. Ma il vero progresso è che ogni persona possa ricevere il trattamento adeguato al momento giusto, indipendentemente da dove viva", ha sottolineato Mateos.
In questo contesto, #Hemato2026 ospiterà dal 22 al 24 ottobre presso il Bilbao Exhibition Centre (BEC), a Barakaldo, il LXVIII Congresso Nazionale della Società Spagnola di Ematologia e Emoterapia (SEHH) e il XLII Congresso Nazionale della Società Spagnola di Trombosi e Emostasi (SETH).
#Hemato2026 riunisce quest'anno 2.374 iscritti, il che rappresenta un nuovo massimo di partecipazione, e ha ammesso 1.107 delle 1.127 comunicazioni inviate: 306 saranno esposte in sessione plenaria e presentazioni orali, 667 saranno mostrate in formato poster e 134 saranno destinate alla pubblicazione. Il programma prevede 92 relatori ufficiali, 20 simposi e otto incontri con esperti.
L'agenda scientifica, orientata soprattutto a ematologi e altri professionisti sanitari, integra PLATEA #Hemato2026 come uno spazio divulgativo per i partecipanti, con attività parallele alle sessioni scientifiche centrali.
In parallelo, l'iniziativa divulgativa "Avvicinati all'ematologia" porterà questi progressi alla cittadinanza nel centro di Bilbao. La presentazione in conferenza stampa sottolinea come l'innovazione biomedica si traduca in più alternative terapeutiche e in una migliore qualità della vita per i pazienti.
Immunoterapia: CAR-T e anticorpi bispecifici
Nel corso di #Hemato2026 si analizzerà anche il ruolo delle terapie CAR-T, che impiegano linfociti del proprio paziente modificati per identificare e distruggere le cellule maligne. Gli anticorpi bispecifici, da parte loro, agiscono come un legame affinché le cellule del sistema immunitario localizzino e attacchino quelle tumorali. Entrambe le strategie, integrate nell'immunoterapia, hanno aumentato le opzioni contro determinati tipi di leucemie, linfomi e mieloma multiplo.
Jordi Esteve, presidente del Comitato Scientifico della SEHH di #Hemato2026, sottolinea che il margine di miglioramento delle CAR-T è ancora ampio: "Investigiamo nuove target e cambiamenti nel design di queste cellule per aumentare la loro efficacia e ridurre la tossicità. Studiamo anche come utilizzarle prima nell'evoluzione di alcune malattie. La sfida è che un trattamento così complesso risulti accessibile e sostenibile".
Terapia genica e intelligenza artificiale in ematologia
Nel congresso si affronterà anche come l'innovazione stia cambiando l'approccio ai disturbi della coagulazione. Nella emofilia, la terapia genica mira a far sì che il proprio organismo sintetizzi il fattore carente o insufficiente, con l'obiettivo di diminuire gli episodi emorragici e ridurre la necessità di profilassi. Il suo uso richiede una valutazione individualizzata e un monitoraggio stretto.
"La terapia genica per l'emofilia è già una realtà clinica in Spagna. La sfida ora è identificare i pazienti candidati e garantire un accesso equo. Il nostro obiettivo non è solo evitare le emorragie, ma far sì che le persone possano vivere con meno limitazioni imposte dalla loro malattia", afferma María Teresa Álvarez, presidente della SETH.
L'intelligenza artificiale costituisce un altro dei pilastri dell'incontro, sia nella diagnosi dei tumori ematologici che nei disturbi emorragici. Secondo gli esperti, la sua capacità di integrare dati clinici e prove complesse consente di supportare decisioni terapeutiche più personalizzate, sempre sotto validazione e supervisione degli specialisti.