Iustitia Europa porta a tutte le istituzioni di Bruxelles la crisi di Ceuta e chiede che si indaghi il Marocco

La formazione presenta una denuncia davanti alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio Europeo e al Consiglio dell'UE e sostiene che la Spagna non può essere "penalizzata" mentre l'Audiencia Nacional indaga su quanto accaduto al confine di Ceuta.

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El presidente de Iustitia Europea, Luis María Pardo, atiende a los medios a su llegada a los juzgados de Plaza Castilla, a 6 de octubre de 2025, en Madrid (España). Gustavo Valiente - Europa Press

El presidente de Iustitia Europea, Luis María Pardo, atiende a los medios a su llegada a los juzgados de Plaza Castilla, a 6 de octubre de 2025, en Madrid (España). Gustavo Valiente - Europa Press

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Di carmen o

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La crisi migratoria di Ceuta fa un nuovo salto sul palcoscenico europeo. Iustitia Europa ha presentato questo martedì una denuncia formale presso la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Consiglio Europeo e il Consiglio dell'Unione Europea per richiedere un'indagine sull'ingresso massiccio di immigrati dal Marocco e sulla risposta che, a suo avviso, hanno offerto le istituzioni comunitarie e vari Stati membri dopo gli eventi.

L'iniziativa arriva in un momento di massima tensione politica e diplomatica, dopo che l'Italia decidesse di rafforzare i controlli sui viaggiatori provenienti dalla Spagna e che vari governi europei abbiano richiesto spiegazioni all'Esecutivo di Pedro Sánchez per la gestione della crisi. In questo contesto, Iustitia Europa considera che l'Unione Europea stia trasferendo le conseguenze al paese che, secondo quanto sostiene, ha subito l'aggressione, invece di concentrare l'attenzione sul Marocco.

Nel documento inviato alle istituzioni comunitarie, la formazione sostiene che l'ingresso di circa 70.000 persone dal territorio marocchino non può essere interpretato come un fenomeno migratorio spontaneo, ma come un'azione di straordinaria gravità che ha colpito la sovranità nazionale, la sicurezza dello Stato e una delle frontiere esterne dell'Unione Europea.

Contro la posizione dell'Italia

La denuncia ricorda inoltre che l'Audiencia Nacional ha già avviato indagini preliminari dopo la denuncia presentata dal presidente di Iustitia Europa, Luis María Pardo, per indagare se i fatti possano aver risposto a un'azione organizzata o diretta da un'organizzazione criminale. A giudizio del partito, l'esistenza di tale indagine giudiziaria rafforza la necessità che le istituzioni europee analizzino anche quanto accaduto.

Uno dei principali rimproveri della formazione è rivolto contro la reazione di alcuni partner comunitari. Iustitia Europa considera "incomprensibile" che, mentre la giustizia spagnola indaga su fatti che considera di particolare gravità, determinati Stati membri abbiano optato per imporre restrizioni o rafforzare i controlli sulla Spagna, invece di esigere responsabilità dal Regno del Marocco.

In questo senso, l'organizzazione sostiene che quella risposta risulta incompatibile con i principi di solidarietà, cooperazione leale e difesa delle frontiere esterne che ispirano il progetto comunitario. A suo avviso, se la frontiera interessata è una frontiera dell'Unione Europea, la risposta dovrebbe essere comune e orientata a chiarire l'origine dei fatti.

Cosa succede con lo Stato aggredito?

Il presidente di Iustitia Europa, Luis María Pardo, afferma che "non accettiamo che l'Unione Europea rimanga in silenzio di fronte all'aggressore mentre indica lo Stato aggredito". Secondo lui, se l'Audiencia Nacional considera che ci siano elementi sufficienti per indagare su quanto accaduto, "le istituzioni europee hanno l'obbligo politico e morale di indagare anche su cosa sia successo, chi lo ha permesso e perché alcuni governi hanno deciso di punire la Spagna invece di esigere responsabilità dal Marocco".

Pardo difende inoltre che la protezione della sovranità nazionale deve essere posta al di sopra delle differenze ideologiche e partitiche. "Difendiamo un patriottismo al di sopra delle ideologie e dei partiti, trasversale, che ponga la difesa della Spagna al di sopra di qualsiasi interesse partitico o sovranazionale. Nessuna istituzione ha senso se non protegge prima le nazioni e i cittadini che la sostengono", sottolinea.

Indagare il Marocco

Nella sua denuncia, Iustitia Europa sostiene che la Spagna non può diventare l'unico Stato a sopportare le conseguenze di un'azione eseguita da territorio straniero mentre, secondo quanto afferma, si evita di analizzare l'origine dei fatti. Per questo motivo, richiede formalmente alle istituzioni europee l'apertura di un'indagine che comprenda sia l'azione del Marocco che la risposta offerta dagli Stati membri e dagli stessi organi dell'Unione Europea.

La formazione conclude che la crisi di Ceuta ha smesso di essere un problema esclusivamente spagnolo per diventare una sfida che influisce direttamente sulla sicurezza delle frontiere esterne dell'Unione. Di conseguenza, reclama che Bruxelles chiarisca quanto accaduto, depuri le responsabilità che possono derivare dall'indagine e adotti le misure necessarie per impedire che una situazione simile si ripeta nel territorio europeo.

 

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