Il giornalista Augusto Delkáder è deceduto questo venerdì a Madrid all'età di 76 anni, dopo aver subito diverse malattie, come confermato dalla sua famiglia a El País. Membro del team fondatore del giornale nel 1976 e presidente onorario della Cadena SER, è stato una delle figure di spicco del giornalismo spagnolo durante la Transizione e nei decenni successivi.
Nato a Cadice nel 1950, Delkáder ha dedicato più di mezzo secolo all'informazione e alla direzione di mezzi di comunicazione. La sua carriera è stata strettamente legata al Gruppo Prisa, dove ha ricoperto diverse responsabilità editoriali ed esecutive, sia nella stampa scritta che nella radio.
La sua carriera professionale è stata legata ad alcuni dei principali eventi della storia recente della Spagna, dalla Transizione democratica e dal tentativo di colpo di Stato del 23 febbraio 1981 fino all'espansione dei grandi gruppi di comunicazione spagnoli in America Latina.
Da Cadice alla fondazione di El País
Delkáder ha iniziato la sua carriera giornalistica nel Diario di Cadice, dove ha svolto i suoi primi tirocini. Ha studiato Giurisprudenza e Scienze dell'Informazione a Madrid e ha ampliato la sua formazione nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Negli anni settanta ha anche lavorato nel giornale scomparso Informazioni, prima di unirsi al progetto fondazionale di El País.
Nel 1976 ha fatto parte del team che ha avviato il giornale diretto da Juan Luis Cebrián, destinato a diventare una delle testate di riferimento durante la Transizione. Il suo legame con il giornale ha avuto una breve parentesi quando è tornato nella sua città natale per dirigere il Diario di Cadice, una responsabilità che ha assunto a soli 26 anni.
Dopo quel periodo è tornato a El País, dove Juan Luis Cebrián lo ha nominato vicedirettore nel 1979 e direttore aggiunto nel 1982. Da quella posizione ha partecipato alla copertura di alcuni degli episodi politici più rilevanti della democrazia spagnola.
Tra questi spicca il tentativo di colpo di Stato del 23F. Delkáder ha fatto parte del team che ha lavorato quella notte nell'edizione speciale di El País, pubblicata in difesa dell'ordine costituzionale mentre si ignorava ancora l'esito del tentativo di colpo di Stato.
Il suo periodo alla guida della Cadena SER
Nel 1987 fece il salto alla radio dopo essere stato nominato direttore dei Servizi Informativi della Cadena SER, acquisita pochi anni prima da Prisa. Il cambiamento aprì una nuova fase professionale in cui avrebbe finito per svolgere alcune delle principali responsabilità esecutive del gruppo radiofonico.
Un anno dopo assunse la direzione della catena convenzionale e, nel 1990, passò a supervisionare le diverse emittenti del gruppo. Nel dicembre del 1991 fu nominato direttore generale della SER, da dove partecipò alla sua modernizzazione ed espansione.
La sua gestione coincise con la consolidazione della SER come una delle principali referenze della radio spagnola. Durante quegli anni lavorò a stretto contatto con professionisti come Iñaki Gabilondo, il cui programma mattutino divenne uno degli spazi informativi più influenti del paese.
Successivamente occupò i ruoli di amministratore delegato della SER e di Unión Radio, oltre ad assumere responsabilità in Prisa Radio. Partecipò anche all'espansione internazionale del business radiofonico del gruppo, specialmente in America Latina, dove Prisa sviluppò una importante presenza attraverso diverse emittenti.
Più di cinque decenni nel Gruppo Prisa
La carriera di Delkáder non si limitò alla direzione di giornali ed emittenti. Nel corso della sua carriera esercitò anche come direttore dell'Unità Media di Prisa, presidente di Prisa Radio e coordinatore editoriale del gruppo, tra le altre responsabilità.
Nel giugno del 2021, dopo più di 50 anni di attività professionale, abbandonò i suoi incarichi esecutivi in Prisa e fu nominato presidente onorario della Cadena SER, un riconoscimento al suo percorso e al suo contributo allo sviluppo della radio spagnola.
Fu anche legato ad altre istituzioni e aziende. Fu presidente del Consiglio Sociale dell'Università di Cadice, patrono della Fondazione Tre Culture del Mediterraneo e membro del consiglio di amministrazione del Gruppo Joly, editore del Diario di Cadice.
Il suo percorso fu riconosciuto con diverse distinzioni, tra cui la nomina a Figlio Prediletto di Cadice, la Medaglia d'Oro dell'Andalusia e il Premio Federico Joly, che ricevette nel 2019 per il suo contributo al giornalismo e allo sviluppo dei mezzi di comunicazione.