Il magistrato dell'Audiencia Nacional Santiago Pedraz ha deciso di prolungare di altri sei mesi l'istruzione del 'caso Leire Díez', poiché restano pendenti "molteplici" atti di indagine, tra cui le comparizioni dei principali indagati e l'esame della documentazione sequestrata nelle perquisizioni della polizia. Allo stesso tempo, il giudice avverte di non escludere di promuovere nuove azioni nel procedimento.
Secondo l'ordinanza a cui ha avuto accesso Europa Press, l'istruttore amplia il periodo di indagine di altri sei mesi, dal prossimo 10 dicembre fino al 10 giugno 2027, "fatte salve le successive proroghe per periodi uguali o inferiori a sei mesi che possano essere disposte" una volta raggiunta quella scadenza.
Pedraz adotta questa decisione per continuare ad avanzare nel chiarimento della presunta trama diretta a ostacolare indagini giudiziarie che riguardano il PSOE, l'Esecutivo e familiari del presidente del Governo, Pedro Sánchez, che suppostamente sarebbe stata guidata dall'ex dirigente socialista Santos Cerdán e coordinata dall'ex militante del partito Leire Díez.
In linea con il criterio della Fiscalía Anticorrupción, il giudice sostiene che "per il buon esito dell'istruzione risulta necessaria la pratica e/o conclusione delle diligencias richieste" e sottolinea che "sono molteplici le diligencias di indagine ancora pendenti da compiere, che obbligano a prorogare ineluttabilmente l'istruzione della causa".
Tra tali attuazioni, l'ordinanza menziona come più "rilevanti" la deposizione in qualità di indagati di "i principali coinvolti", tra i quali figurano Cerdán, Díez, l'ex vicepresidente andaluso Gaspar Zarrías o l'imprenditore Javier Pérez Dolset, tra gli altri nomi che compaiono nella causa.
Tutto ciò resta "in attesa dell'analisi della documentazione e delle prove rinvenute nelle diligencias di ingressi e perquisizioni eseguite, precisamente nelle prime diligencias", ricorda Pedraz, con riferimento alle indagini svolte lo scorso mese di maggio, quando, pochi giorni prima della rimozione del segreto istruttorio, l'Unidad Central Operativa (UCO) della Guardia Civil accedette alla sede del PSOE nella madrilena calle Ferraz e alle abitazioni di vari degli imputati.
Il magistrato insiste sul fatto che "non si può escludere" che "dal risultato di queste diligences in sospeso da compiere" emergano "nuovi elementi sui quali dovranno essere svolte nuove diligences", circostanza che resterà "in attesa dell'esito che forniscano quelle già accordate in precedenti risoluzioni".
Pedraz sottolinea la "complessità" e l'"esaurività" dell'istruttoria, così come "la gravità dei fatti indagati", fattori che, a suo giudizio, obbligano a una "indagine approfondita degli stessi" e servono a giustificare l'estensione del termine delle indagini.