La Corte Provinciale di A Coruña ha ratificato la decisione di mantenere immobilizzati i conti bancari di un indagato legato alle 3,6 tonnellate di cocaina sequestrate nel settembre dell'anno scorso ad A Pobra do Caramiñal, che sono arrivate sulla costa a bordo di un semisommergibile.
Il soggetto interessato aveva presentato ricorso contro il provvedimento del 21 gennaio emesso dal Tribunale di Prima Istanza di Muros, in cui veniva respinta la richiesta di revoca del blocco dei suoi conti. Nella sua impugnazione sosteneva che né lui né il suo partner facessero parte del procedimento penale e che la sua unica fonte di reddito era la pensione che percepiva.
Tuttavia, la Corte Provinciale ritiene ora che sussistano le condizioni per mantenere questa misura cautelare, concordata in fase di istruzione, poiché si percepisce un "pericolo reale e imminente" che possano essere effettuati trasferimenti di fondi o addirittura che il denaro possa scomparire. La Sezione sottolinea che il blocco è imprescindibile per garantire la possibile esecuzione di un futuro sequestro.
Allo stesso modo, il tribunale sottolinea che la misura risulta proporzionata alla gravità del presunto reato contro la salute pubblica attribuito all'appellante e adeguata per impedire che si nasconda denaro che potrebbe provenire da attività illecite. Aggiunge, inoltre, che il blocco contribuisce a preservare eventuali indizi sull'origine illecita dei fondi.
La risoluzione evidenzia anche che la difesa non ha presentato documenti che attestassero che nel conto sequestrato si stesse accreditando una pensione non contributiva, come affermato nel ricorso.
L'operazione "Saona" ha avuto luogo nel settembre dell'anno scorso, quando è stato sequestrato un carico di 3.650 chili di cocaina ad A Pobra do Caramiñal, introdotto in Galizia tramite un semisommergibile. Il dispositivo di polizia si è concluso con 14 persone arrestate.