L'anticorruzione chiede di imputare Zapatero per malversazione e il giudice esige il verbale dei suoi regali istituzionali

Calama richiede a Patrimonio dello Stato i regali ricevuti durante i suoi due mandati prima di risolvere sulle gioielli sequestrati nel suo ufficio, la cui prima valutazione di 1,3 milioni mette in discussione la difesa.

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La Procura Anticorruzione ha richiesto che l'indagine sulle gioielli sequestrati nell'ufficio di José Luis Rodríguez Zapatero si diriga anche contro l'ex presidente del Governo per un presunto reato di malversazione. Il giudice dell'Audiencia Nacional José Luis Calama ha richiesto al Patrimonio dello Stato la documentazione dei regali istituzionali ricevuti durante i suoi due mandati prima di risolvere le richieste della Procura e della difesa. 

La richiesta introduce una nuova via nell'indagine: l'Anticorruzione sostiene che, anche se si conferma la spiegazione di Zapatero secondo cui i pezzi erano un regalo del re dell'Arabia Saudita nel 2007, il loro elevato valore e la loro ricezione come presidente del Governo potrebbero aver determinato la loro incorporazione al patrimonio pubblico. Secondo questa tesi, tenerli al momento di lasciare l'incarico potrebbe costituire malversazione. Il magistrato non ha ancora risolto su questa richiesta. 

Il giudice dà due giorni al Patrimonio per consegnare il verbale

In una provvedimento, Calama richiede alla Sottodirezione Generale del Patrimonio dello Stato una copia del verbale di accettazione dei regali istituzionali effettuati alla Presidenza del Governo durante le legislature 2004-2008 e 2008-2011.

Il documento, datato marzo 2012, raccoglie la sua incorporazione al patrimonio dell'Amministrazione Generale dello Stato e la sua affezione al Ministero della Presidenza. Il magistrato ordina di consegnarlo al più presto e fissa un termine massimo di due giorni.

La diligente si inquadra nel procedimento del caso Plus Ultra, relativo alle presunte irregolarità nel salvataggio pubblico di 53 milioni di euro concessi alla compagnia aerea durante la pandemia, da cui deriva l'indagine sulle gioielli trovati dalla Polizia Nazionale nell'ufficio dell'ex presidente.

Perché l'Anticorruzione propone una possibile malversazione

L'argomento della Procura parte dalla stessa versione dell'ex presidente sulla provenienza dei pezzi. Se li ha ricevuti per la sua condizione di capo dell'Esecutivo, l'Anticorruzione considera che il loro valore impedirebbe di trattarli come un'attenzione di cortesia di carattere privato e che avrebbero dovuto essere consegnati allo Stato. La Procura sostiene, inoltre, che il possibile reato non sarebbe prescritto. 

La difesa ha richiesto una commissione rogatoria all'Arabia Saudita per confermare l'origine del regalo. L'anticorruzione si oppone e ritiene che le verifiche debbano concentrarsi in Spagna, dove Zapatero colloca la consegna. Il giudice ha deciso di raccogliere prima il verbale dei regali istituzionali prima di pronunciarsi. 

Zapatero sostiene che sia stato un regalo personale del re saudita

Secondo il documento della sua difesa, la collezione di maggior valore è stata consegnata nell'abitazione familiare dell'ex presidente nel Palazzo della Moncloa in occasione della visita ufficiale a Madrid del re Abdullah Bin Abdulaziz Al-Saud, nei giorni 18 e 19 giugno 2007.

Zapatero descrive tre set di gioielli di struttura simile e design tradizionale, differenziati dalle loro gemme: rubini, smeraldi e zaffiri. Secondo la sua spiegazione, questi pezzi concentrano più del 90% del valore totale dei gioielli investigati.

La difesa sostiene che sia stata un'attenzione strettamente personale, accettata per deferenza verso il monarca. Aggiunge che sono rimasti custoditi insieme ad altri gioielli di famiglia e regali di amici, senza utilizzarli e senza consapevolezza del loro valore materiale.

La difesa contesta la valutazione di 1,3 milioni

La prima valutazione, commissionata dal giudice alla gioielleria Ansorena, ha situato il complesso a 1,3 milioni di euro, una cifra che la difesa rifiuta ritenendo che superi il valore reale dei pezzi.

La sua obiezione si concentra sul criterio impiegato: il rapporto calcola il valore di mercato di ripristino a giugno 2026, tasse incluse, un riferimento utilizzato abitualmente per assicurare gioielli. Gli avvocati sostengono che quella stima non permette di determinare quanto valevano i tre set quando presumibilmente furono ricevuti, 19 anni prima.

Per quanto riguarda gli altri pezzi sequestrati, la difesa segnala che hanno provenienze e valori diversi: 11 sono stati considerati senza valore e altri 25 non raggiungono individualmente i 1.000 euro nella stima di mercato.

Calama mantiene il secondo perito incaricato a Yanes

Il magistrato ha incaricato una seconda valutazione alla gioielleria Yanes per analizzare, tra gli altri aspetti, l'antichità dei pezzi, la loro possibile area geografica di creazione, i metalli preziosi utilizzati e il loro valore di ripristino attuale, sia individuale che del complesso.

Zapatero ha impugnato quella designazione mettendo in discussione l'imparzialità della firma per alcune dichiarazioni del suo direttore generale riguardo all'elevato valore apparente di alcuni gioielli. Ha anche sostenuto che il tribunale non aveva spiegato perché si rivolgeva a un altro stabilimento invece di ampliare la prima analisi.

Calama ha ratificato l'incarico. La documentazione richiesta ora a Patrimonio del Stato si aggiungerà a quelle verifiche per chiarire l'origine, il valore e il carattere personale o istituzionale dei regali.