La morte di Maricarmen Abascal, di 87 anni, chiude due settimane in cui il suo caso è passato da essere uno sfratto nel quartiere madrileno di Retiro a diventare uno dei principali simboli delle mobilitazioni per il diritto alla casa.
Maricarmen viveva 71 anni nello stesso immobile quando è stata sfrattata il 23 settembre. Da allora è rimasta ricoverata in ospedale e, mentre la sua situazione provocava proteste e alimentava il campeggio installato in Puerta del Sol, sono iniziate le trattative per permetterle di tornare a casa.
L'accordo è arrivato finalmente una settimana dopo lo sfratto. Maricarmen potrebbe tornare all'abitazione una volta ricevuto il dimissioni dall'ospedale, ma non ci è mai riuscita. Questo mercoledì, 7 ottobre, è stata annunciata la sua morte all'Ospedale Gregorio Marañón.
23 settembre | Maricarmen è sfrattata dopo 71 anni nella sua abitazione
Il caso inizia il 23 settembre, quando viene eseguito lo sfratto di Maricarmen dall'abitazione di Retiro in cui aveva risieduto per 71 anni.
La donna, che allora aveva 87 anni, è ricoverata in ospedale dopo lo sfratto. La sua situazione inizia rapidamente a mobilitare organizzazioni per il diritto alla casa e vicini, che chiedono una soluzione che le permetta di tornare nell'immobile.
I giorni successivi | Il caso scatena mobilitazioni
Lo sfratto acquista risonanza nei giorni successivi e diventa uno dei principali focolai delle proteste per la casa a Madrid.
Le mobilitazioni chiedono che Maricarmen possa tornare a casa e ampliano le loro rivendicazioni ad altri problemi legati agli affitti e agli sfratti.
26 settembre | La protesta arriva a Puerta del Sol
Tre giorni dopo lo sfratto, la protesta si installa a Puerta del Sol, dove inizia un campeggio che continua attivo nei giorni successivi.
Il caso di Maricarmen occupa da allora un posto centrale nelle rivendicazioni dei partecipanti, anche se la mobilitazione incorpora richieste più ampie in materia di abitazione.
28 settembre | Da Sol al Congresso
La mobilitazione fa un nuovo passo con una marcia da Puerta del Sol verso il Congresso dei Deputati. La protesta cerca di trasferire la pressione alle istituzioni mentre continuano le trattative sul futuro di Maricarmen.
Parallelamente, le organizzazioni iniziano a proporre di estendere le mobilitazioni ai quartieri e avanzare verso uno sciopero generale per la casa.
30 settembre | Accordo per far tornare Maricarmen a casa
Una settimana dopo lo sfratto arriva l'accordo. Urbagestión, l'EMVS e la famiglia e rappresentanza legale di Maricarmen raggiungono una soluzione affinché possa tornare nell'abitazione dopo aver ricevuto la dimissione ospedaliera.
Il patto prevede la formalizzazione di un nuovo contratto di affitto, con un canone approssimativo di 500 euro. Maricarmen, tuttavia, continua a essere ricoverata e il suo ritorno è in attesa della sua evoluzione e delle dimissioni mediche.
L'accordo trasforma in principio l'obiettivo immediato delle mobilitazioni in una realtà, ma non viene mai eseguito materialmente perché Maricarmen rimane ricoverata.
1 e 2 ottobre | La mobilitazione continua
La soluzione raggiunta per Maricarmen non pone fine alle proteste. Le organizzazioni mantengono le mobilitazioni per richiedere cambiamenti di maggiore portata in materia di abitazione e iniziano a organizzare il ciclo successivo di proteste.
Il caso è inoltre legato al dibattito politico sui decreti di abitazione del Governo, sottoposti successivamente a votazione in Congresso e infine respinti dalla Camera Bassa.
7 ottobre | Muore Maricarmen
Questo mercoledì si conosce finalmente il decesso di Maricarmen all'Ospedale Gregorio Marañón, dove era ricoverata dal giorno del suo sfratto.
Il Sindacato degli Inquilini comunica la notizia e lamenta che la soluzione raggiunta per restituirle la sua abitazione sia arrivata "troppo tardi". L'organizzazione annuncia che manterrà le mobilitazioni e rivendica l'eredità di Maricarmen.
La notizia provoca numerose reazioni politiche. Pedro Sánchez, Salvador Illa, Isabel Rodríguez, Mónica García, Ángel Víctor Torres, Gabriel Rufián e Irene Montero, tra gli altri dirigenti, si pronunciano sulla sua morte. Anche il Governo della Comunità di Madrid lo fa.
7 ottobre di notte | Minuto di silenzio e nuova marcia al Congresso
Ore dopo aver appreso della sua morte, i partecipanti al campeggio di Sol osservano un minuto di silenzio in ricordo di Maricarmen.
Dopo, decine di manifestanti tornano a percorrere il cammino verso il Congresso dei Deputati. Davanti alla Camera Bassa, accendono candele in sua memoria e intonano slogan come "nessuno sfratto in più", "la lotta è l'unico cammino" o "assassini".
La morte di Maricarmen arriva mentre il movimento per l'abitazione prepara inoltre la sua successiva mobilitazione di portata statale, con uno sciopero generale per l'abitazione convocato per l'11 novembre.
Maricarmen non è riuscita a tornare a casa in cui aveva vissuto per più di sette decenni. Quattordici giorni dopo il suo sfratto, l'accordo che doveva permetterle di tornare non si è potuto materializzare.