Andalusia porta a 16 i morti nell'incidente del treno di Urda: queste sono le vittime identificate

La tragedia ferroviaria di Toledo lascia ormai 16 vittime mortali con origine o legami familiari in Andalusia. Tra i deceduti si trovano l'ex ministra Fátima Báñez, vari agenti delle forze di sicurezza, un lavoratore di Renfe e il padre dell'attore sivigliano César Vicente. L'incidente, avvenuto lo scorso 28 ottobre, mantiene un bilancio provvisorio di 69 morti e più di 200 feriti

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Andalucía conta già 16 morti nell'incidente ferroviario di Urda (Toledo), avvenuto lo scorso mercoledì 28 ottobre, quando un treno AVE di Renfe ha colliso con un altro convoglio della compagnia Iryo. Il sinistro, uno dei più gravi registrati nell'alta velocità spagnola, ha lasciato finora 69 vittime mortali e più di 200 feriti, mentre continuano le operazioni di identificazione e l'indagine per chiarire le cause dello scontro.

I due treni erano partiti da Madrid e avevano come destinazione Sevilla, una circostanza che spiega l'elevato numero di passeggeri andalusi o legati a questa comunità tra le vittime. Secondo le informazioni raccolte da Europa Press, le ultime conferme di decessi hanno aumentato progressivamente il bilancio di colpiti legati all'Andalucía, con particolare incidenza nelle province di Sevilla, Málaga, Córdoba, Granada, Huelva y Cádiz.

Tra le vittime figurano persone di età e professioni diverse, da responsabili aziendali e membri delle forze di sicurezza fino a studenti e lavoratori che viaggiavano per visitare le loro famiglie o adempiere a impegni lavorativi. Alcune delle identificazioni sono arrivate dopo diversi giorni di incertezza, durante i quali i familiari avevano diffuso appelli per cercare di localizzare i passeggeri scomparsi.

Fátima Báñez y el padre del actor César Vicente, tra i deceduti

Una delle vittime confermate è Fátima Báñez, exministra del Lavoro e della Sicurezza Sociale durante i governi di Mariano Rajoy e presidente della Fundación CEOE. La politica onubense, di 59 anni, viaggiava a bordo del treno di Iryo che è stato investito dall'AVE di Renfe. Aveva previsto di partecipare a Sevilla a un evento imprenditoriale organizzato dalla patronale andalusa.

La sua morte ha provocato numerose manifestazioni di cordoglio in ambito politico ed imprenditoriale, dove Báñez ha sviluppato buona parte del suo percorso professionale dopo aver lasciato il Governo. Originaria di San Juan del Puerto (Huelva), fu ministra tra il 2011 e il 2018 e successivamente assunse la presidenza della Fundación CEOE.

Tra i deceduti si trova anche il padre dell’attore sivigliano César Vicente, noto per la sua partecipazione in film come Dolor y gloria, di Pedro Almodóvar, e Los Tigres, di Alberto Rodríguez. L’interprete ha confermato la notizia attraverso i suoi social con un messaggio di addio rivolto a suo padre, dopo le ore di incertezza che seguirono all’incidente.

Un’altra delle vittime è Antonio Vázquez, rappresentante del torero Pablo Aguado, il cui decesso è stato confermato da suo figlio, Francisco Vázquez, e da suo fratello, Curro Vázquez. La famiglia ha comunicato di aver ricevuto la conferma ufficiale delle autorità dopo due giorni di attesa.

"Dopo due giorni molto duri, di grande incertezza e smarrimento", i familiari hanno ricevuto la notizia del decesso, secondo quanto raccolto in un comunicato in cui hanno anche ringraziato le manifestazioni di sostegno e affetto ricevute.

Sevilla perde diversi agenti delle forze di sicurezza e altri viaggiatori

La provincia di Sevilla figura tra le più colpite dall’incidente, con diversi deceduti legati ai suoi comuni e alle forze di sicurezza. Tra loro c’è José Manuel Chacón, guardia civile di 31 anni, assegnato all’Unità Tecnica di Polizia Giudiziaria di Madrid, che viaggiava verso la capitale andalusa. L’agente aveva cinque anni di servizio ed era uno dei due guardia civil sivigliani il cui paradero era sconosciuto dopo lo scontro.

È morto anche Juan José García Palacios, guardia civile originario di El Palmar de Troya, così come Iván Romero Ramos, poliziotto nazionale di 42 anni e residente ad Alcalá de Guadaíra. La morte di quest’ultimo è stata confermata dalla sindaca del comune, Ana Isabel Jiménez Contreras, che ha espresso le sue condoglianze ai familiari e ai prossimi congiunti.

Tra le vittime legate a Sevilla c’è inoltre David Benítez, ingegnere di 38 anni nato a Huelva e residente nella capitale andalusa. Aveva inoltre un rapporto stretto con Chiclana de la Frontera (Cádiz), specialmente con il suo ambiente confraternale. Viaggiava in uno dei vagoni dell’AVE che ha colliso con il treno di Iryo.

Il rapporto dei deceduti include inoltre J. A. S. F., residente a El Castillo de las Guardas, e David Martínez Méndez, un giovane madrileno di 25 anni con legami familiari a Siviglia. La famiglia di Martínez aveva diffuso un appello per localizzarlo dopo l'incidente e successivamente ne ha confermato la morte mediante un comunicato in cui ha ringraziato il sostegno ricevuto durante i giorni di ricerca.

Le conferme hanno causato una profonda commozione in diverse località sivigliane, dove le famiglie avevano mantenuto la speranza di trovare in vita i propri cari mentre avanzavano i lavori di identificazione.

Málaga, Córdoba e Granada confermano anche vittime dell'incidente

Málaga ha confermato anche il decesso di David Reina, 22 anni, tecnico di Renfe che aveva studiato Formazione Professionale ferroviaria nella provincia. Il giovane viaggiava sull'AVE con l'intenzione di trascorrere alcuni giorni con la sua famiglia. Nei giorni successivi all'incidente, i suoi familiari si mobilitarono per cercare di ottenere informazioni sul suo paradero, fino a quando infine ne fu confermata la morte.

Un'altra delle vittime legate a Málaga è María de los Ángeles M., residente a Cuevas de San Marcos e proprietaria di un ostello. Sebbene fosse originaria di Madrid, viveva da circa cinque o sei anni in questa località malaghegna, dove aveva costruito la sua vita personale e professionale.

A Córdoba, tra i deceduti si trova Francisco José Barbero Liébanas, di 32 anni, che viaggiava da Madrid alla sua città natale per visitare la sua famiglia. Il giovane era studente della Universidad de Jaén e manteneva legami con Bélmez de la Moraleda, comune della provincia di Jaén da cui proviene la sua famiglia materna.

È morta anche una giovane di 26 anni con legami familiari a Rute (Córdoba), che si spostava a Siviglia per motivi di lavoro insieme a diversi colleghi. La sua famiglia era rimasta in attesa di notizie dal momento dell'incidente, dopo che si era persa la comunicazione con lei.

Da parte sua, Granada ha confermato la morte di un imprenditore di 51 anni, Francisco J. R., conosciuto come Curro. Sebbene risiedesse a Madrid, manteneva stretti legami familiari e di amicizia con la provincia granadina. Viaggiava sull'AVE di Renfe che ha impattato contro il convoglio di Iryo.

Rota conferma la morte di Cristina Ferris dopo diversi giorni di incertezza

Una delle ultime conferme riguarda Cristina Ferris Villanueva, vicina di Rota (Cádiz), il cui decesso è stato comunicato dal Comune della località dopo diversi giorni senza notizie sul suo paradero.

Ferris viaggiava sull'AVE incidentato e la sua famiglia aveva diffuso diversi messaggi chiedendo informazioni per cercare di localizzarla. La conferma della sua morte ha posto fine a una ricerca segnata dall'incertezza fin dalla mattina di mercoledì.

Il Comune di Rota ha espresso pubblicamente le sue condoglianze e ha trasmesso il suo sostegno ai familiari e agli amici della defunta, così come al resto delle persone colpite dalla tragedia ferroviaria.

Cristina Ferris manteneva anche legami con la Universidad de Sevilla, dove aveva svolto i suoi studi. L'istituzione accademica si è unita alle manifestazioni di cordoglio e ha ricordato la sua carriera professionale in ambito sanitario.

Identificate 56 delle 69 vittime mortali dell'incidente di Urda

L'identificazione delle vittime continua a essere uno dei principali compiti delle autorità. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Centro de Integración de Datos (CID), fino a questo sabato era stata confermata l'identità di 56 delle 69 persone decedute, tra cui le 54 vittime di nazionalità spagnola e due straniere.

Le identificazioni sono state effettuate principalmente mediante l'analisi delle impronte digitali e le prove del DNA, con la partecipazione di medici legali e specialisti della Guardia Civil. Le squadre lavorano per completare le procedure pendenti e trasmettere le conferme alle famiglie.

L'incidente di Urda supera nel numero di morti quello avvenuto lo scorso 18 gennaio ad Adamuz (Córdoba), dove morirono 46 persone e altre 152 rimasero ferite. Entrambe le tragedie, registrate a soli nove mesi di distanza, hanno riaperto il dibattito sulla sicurezza della rete ferroviaria spagnola.

Mentre continuano i lavori nella zona del sinistro, l'autorità incaricata di indagare sugli incidenti ferroviari analizza le circostanze della collisione per determinare perché l'AVE di Renfe ha finito per impattare contro il treno di Iryo, che era rimasto fermo sul binario.

Per ora, il bilancio provvisorio rimane a 69 deceduti, di cui almeno 16 hanno origine o stretti legami con l'Andalusia. Dietro questa cifra si trovano famiglie di diverse province che, dopo diversi giorni di incertezza, hanno ricevuto la conferma del decesso dei loro cari.