Cos'è il riscaldamento improvviso stratosferico e cosa può cambiare nel tempo della Spagna

I modelli meteorologici anticipano un’alterazione eccezionalmente precoce del vortice polare durante i primi giorni di novembre. Il fenomeno, noto come riscaldamento improvviso stratosferico, potrebbe modificare la circolazione atmosferica e favorire l’arrivo di perturbazioni, piogge o episodi di freddo in Spagna durante le prossime settimane. Tuttavia, gli esperti avvertono che i suoi effetti non sono immediati né sono garantiti. La AEMET mantiene, per ora, una previsione di temperature superiori al normale per il trimestre da novembre a gennaio

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Il tempo in Spagna potrebbe subire cambiamenti importanti durante le prossime settimane a causa di un fenomeno che si sta sviluppando a circa 30 chilometri di altezza sopra l’Artico. I modelli meteorologici internazionali monitorano la possibilità che si verifichi un riscaldamento improvviso stratosferico, un episodio capace di indebolire il vortice polare e alterare la traiettoria delle perturbazioni e delle masse d’aria fredda che circolano nell’emisfero nord.

L’attenzione dei meteorologi si concentra nei primi giorni di novembre 2026, quando le previsioni indicano una perturbazione di un’intensità poco abituale per questo periodo dell’anno. Il Centro di Previsione Climatica degli Stati Uniti (NOAA) ha avvertito della possibilità che il vortice polare subisca un’alterazione durante la prossima settimana, con conseguenze potenziali sulla circolazione atmosferica dei mesi successivi.

La Spagna potrebbe essere interessata da un cambiamento nella distribuzione delle piogge, dall’arrivo di aria fredda o da una maggiore successione di perturbazioni atlantiche, anche se non è ancora possibile determinare quale scenario finirà per imporsi. In effetti, un riscaldamento della stratosfera non significa necessariamente che le temperature aumenteranno in superficie e non garantisce nemmeno un’ondata di freddo.

Che cos’è il riscaldamento improvviso stratosferico e perché si produce

Il riscaldamento improvviso stratosferico (CSE) è un fenomeno atmosferico caratterizzato da un aumento molto rapido delle temperature nella stratosfera, lo strato situato approssimativamente tra i 10 e i 50 chilometri di altezza.

Secondo quanto spiega l’Agenzia Statale di Meteorologia (AEMET), durante questi episodi la temperatura della stratosfera polare può aumentare di più di 25 gradi in meno di una settimana. Nei casi più intensi, l’incremento può superare i 50 gradi in appena pochi giorni.

Il fenomeno è legato alla propagazione di grandi onde atmosferiche dalla troposfera, dove si sviluppa il tempo che sperimentiamo quotidianamente, verso la stratosfera.

Quando queste perturbazioni raggiungono gli strati superiori, possono alterare i venti che circondano il Polo Nord. Il risultato è un indebolimento del vortice polare stratosferico, che può spostarsi, deformarsi o persino dividersi.

Nei episodi di maggiore intensità, i venti che normalmente circolano da ovest a est arrivano a invertire la loro direzione. Questo cambiamento è uno dei criteri utilizzati dai meteorologi per identificare un riscaldamento improvviso stratosferico maggiore.

Che cos'è il vortice polare e che cosa accade quando si indebolisce

Il vortice polare stratosferico è una grande circolazione di venti che circonda l'Artico durante i mesi freddi. Si forma ogni autunno e raggiunge abitualmente la sua massima intensità durante l'inverno, quando l'assenza di radiazione solare favorisce temperature estremamente basse sul polo.

In condizioni normali, i forti venti che circondano questa regione contribuiscono a mantenere una circolazione relativamente organizzata. Tuttavia, quando il vortice si indebolisce, la distribuzione delle masse d'aria e delle correnti atmosferiche può cambiare considerevolmente.

Questa alterazione può trasmettersi verso strati inferiori dell'atmosfera e influire sulla corrente a getto polare, una banda di venti intensi che interviene nello spostamento di perturbazioni e anticicloni.

Quando la corrente a getto presenta ondulazioni più pronunciate, possono formarsi blocchi anticiclonici alle alte latitudini. Queste situazioni favoriscono che determinate masse di aria fredda avanzino verso regioni più meridionali e che le perturbazioni utilizzino traiettorie diverse da quelle abituali.

Il punto importante è che il riscaldamento si produce ad alta quota, ma le sue conseguenze possono manifestarsi come episodi di freddo in superficie. Non si tratta di una contraddizione, bensì di due processi atmosferici correlati che avvengono a diverse altitudini.

I modelli sorvegliano un episodio eccezionale all'inizio di novembre

Le previsioni attuali hanno suscitato un interesse particolare perché un importante riscaldamento improvviso stratosferico durante la prima metà di novembre sarebbe straordinariamente precoce.

Il servizio di monitoraggio meteorologico Polar Vortex Earth, che analizza le previsioni del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), segnalava questo domenica 1 novembre che i 50 scenari del suo insieme di previsione contemplavano un'inversione dei venti del vortice prima del 15 novembre.

Questa coincidenza tra gli scenari è un segnale rilevante, anche se non costituisce una conferma che il fenomeno debba verificarsi. I modelli possono modificare i loro risultati man mano che si incorporano nuove osservazioni.

Secondo i registri storici utilizzati da questo sistema, non è stato documentato alcun improvviso riscaldamento stratosferico maggiore anteriore al 28 novembre dal 1959. Pertanto, un’inversione dei venti nei prossimi giorni costituirebbe un episodio molto insolito.

I meteorologi osservano anche una deformazione del vortice polare, che potrebbe assumere una struttura molto allungata prima di spostarsi o dividersi temporaneamente.

Il climatologo Judah Cohen, specializzato nel comportamento del vortice polare, ha segnalato che esistono ancora importanti incertezze sulle conseguenze di un episodio così precoce. Sebbene i modelli anticipino un disturbo considerevole, la sua influenza sul tempo dell’Europa dipenderà da come evolverà la circolazione atmosferica durante le prossime settimane.

Come potrebbe influire il riscaldamento stratosferico sulla Spagna

Una delle possibili conseguenze per la Spagna sarebbe un aumento dell’attività delle perturbazioni atlantiche, specialmente se l’indebolimento del vortice favorisse la comparsa di alte pressioni persistenti alle latitudini settentrionali dell’Atlantico.

In determinate circostanze, questi blocchi costringono le perturbazioni a circolare più a sud del consueto, il che può incrementare l’arrivo di fronti nella Penisola Iberica.

La AEMET ha documentato che alcuni importanti riscaldamenti stratosferici sono collegati a una fase negativa dell’Oscillazione dell’Atlantico Nord (NAO), un modello che, in determinate configurazioni, può favorire le precipitazioni nei bacini dei grandi fiumi atlantici.

Galizia, Castiglia e León, Estremadura e Andalusia occidentale potrebbero registrare una maggiore frequenza di episodi piovosi se si instaurasse quella circolazione, anche se non esiste ancora una previsione sufficientemente precisa per anticipare piogge concrete in queste comunità come conseguenza del possibile riscaldamento.

Un’altra possibilità è che i cambiamenti nella circolazione favoriscano ingressi di aria fredda provenienti dal nord o dall’est dell’Europa, con cali di temperatura e nevicate in zone montuose.

Tuttavia, esiste anche un terzo scenario: che la perturbazione stratosferica non arrivi a modificare in modo significativo il tempo sulla Spagna oppure che il paese resti sotto l’influenza di alte pressioni e condizioni relativamente stabili.

Pertanto, non è corretto affermare che il riscaldamento stratosferico improvviso provocherà necessariamente un’ondata di freddo o un temporale di piogge in Spagna.

Quando potrebbero notarsi i suoi effetti: da metà novembre a dicembre

Anche se i modelli collocano la possibile perturbazione del vortice polare nei primi giorni di novembre, le sue conseguenze sul tempo in superficie potrebbero impiegare diverse settimane per apparire.

L’ufficio meteorologico britannico, Met Office, spiega che gli effetti di questi episodi di solito si manifestano dopo che le alterazioni della stratosfera si propagano verso la troposfera.

Il processo può protrarsi per due, tre o più settimane, a seconda dell’intensità del riscaldamento e dell’evoluzione delle correnti atmosferiche.

Nello scenario attuale, questo significa che i possibili cambiamenti in Spagna potrebbero iniziare a essere apprezzabili durante la seconda metà di novembre o già a dicembre, sempre che la perturbazione arrivi a influire negli strati inferiori.

Inoltre, non tutti i riscaldamenti stratosferici producono conseguenze significative. Ricerche finanziate dall’Unione Europea attraverso il progetto stratoIMPACT indicano che approssimativamente due terzi di questi episodi arrivano a ripercuotersi sul tempo, mentre in altri casi la loro influenza sulla superficie risulta limitata.

L’evoluzione delle prossime settimane sarà determinante per sapere se l’episodio finirà per modificare il comportamento delle perturbazioni europee.

Cosa dice l’AEMET sulle temperature e sulle piogge in Spagna

Nonostante il possibile indebolimento del vortice polare, la previsione stagionale dell’AEMET non indica attualmente un trimestre particolarmente freddo in Spagna.

Per il periodo compreso tra novembre 2026 e gennaio 2027, l’agenzia meteorologica segnala una probabilità molto alta che le temperature medie si situino al di sopra dei valori abituali in tutto il paese.

Per quanto riguarda le precipitazioni, la previsione indica una probabilità elevata di piogge superiori alla norma sul versante atlantico, specialmente nel nord-ovest peninsulare. Per il resto del territorio, i modelli non mostrano un segnale sufficientemente chiaro che permetta di evidenziare uno scenario più umido o più secco.

Queste previsioni si riferiscono al comportamento medio di tre mesi, quindi non escludono episodi puntuali di freddo intenso, nevicate o forti precipitazioni. Un trimestre può finire per essere più caldo del normale e, allo stesso tempo, registrare vari giorni con temperature particolarmente basse.

La previsione stagionale non consente nemmeno di attribuire direttamente le piogge previste al riscaldamento stratosferico, poiché intervengono numerosi fattori atmosferici e oceanici.

I precedenti del 2018 e del 2021: freddo e piogge dopo alterazioni del vortice polare

I meteorologi dispongono di precedenti che consentono di studiare le possibili conseguenze di questo fenomeno.

A febbraio del 2018 si è verificato un importante riscaldamento improvviso stratosferico che è stato collegato a cambiamenti nella circolazione atmosferica europea. Durante le settimane successive, una intensa irruzione di aria fredda ha interessato numerose regioni del continente, in un episodio noto come la "Bestia dell'Est".

In Spagna, quell'alterazione contribuì a stabilire un modello favorevole alle precipitazioni atlantiche. L'AEMET ha studiato come l'episodio sia stato associato a una circolazione che ha favorito l'arrivo di perturbazioni sulla Penisola.

Un altro caso rilevante si è registrato in gennaio 2021, in coincidenza con un periodo di importanti anomalie atmosferiche durante il quale la Spagna ha sofferto la perturbazione Filomena e una successiva ondata di freddo.

Tuttavia, la coincidenza temporale tra un riscaldamento stratosferico e una tempesta non dimostra di per sé che il primo abbia causato tutti i fenomeni osservati. Gli effetti dipendono dalla posizione degli anticicloni, dalla traiettoria delle perturbazioni e da altri fattori che agiscono sull'atmosfera.

Significa che la Spagna avrà un inverno più freddo?

Non necessariamente. Un riscaldamento improvviso stratosferico può aumentare le possibilità di determinate configurazioni meteorologiche, ma non determina da solo come sarà l'intero inverno.

Infatti, le conseguenze possono essere molto diverse tra paesi vicini. Mentre una parte del continente europeo registra temperature eccezionalmente basse, altre regioni possono sperimentare un clima mite e piovoso.

La principale incognita per la Spagna è dove si situeranno i blocchi anticiclonici e quale traiettoria adotterà la corrente a getto polare se alla fine si produrrà l'alterazione prevista.

I meteorologi seguiranno in particolare l’evoluzione dei venti stratosferici durante i primi giorni di novembre e verificheranno successivamente se i cambiamenti si trasmettono agli strati inferiori dell’atmosfera.

Per ora, lo scenario più rigoroso è mantenere aperte varie possibilità: più perturbazioni, episodi puntuali di freddo o persino un’influenza limitata sulla Spagna. Le previsioni ufficiali dell’AEMET continuano a indicare un trimestre più caldo del solito e con una maggiore probabilità di piogge sul versante atlantico.

Il riscaldamento improvviso stratosferico potrebbe modificare questo panorama in momenti concreti, ma è ancora troppo presto per annunciare un’ondata di freddo generalizzata, nevicate straordinarie o un cambiamento definitivo di tendenza nel tempo della Spagna.