Il Consell de Garanties Estatutàries de Catalogna ha emesso il suo parere sulla proposta di legge di misure per proibire l'uso speculativo della casa e del suolo, un'iniziativa promossa nel Parlament di Catalogna che propone nuove restrizioni sul destino e utilizzo di determinati immobili. Il parere considera che vari dei suoi precetti non si adeguano al quadro costituzionale e statutario. Tra le questioni segnalate figurano il diritto alla proprietà e all'eredità, la libertà d'impresa, le basi delle obbligazioni contrattuali e il principio di sicurezza giuridica. Il pronunciamento mette anche in discussione la procedura scelta dal Parlament per trattare la proposta mediante lettura unica.
Il parere del Consell de Garanties non ha carattere vincolante, per cui non impedisce di per sé che l'iniziativa continui il suo iter parlamentare. Sì solleva obiezioni giuridiche su diversi elementi della proposta che dovranno essere valutate durante il procedimento legislativo. Il Parlament mantiene aperta l'iniziativa all'interno dell'incartamento 202-00076/15.
Un'iniziativa della CUP sull'uso della casa
La proposta analizzata corrisponde all'incartamento 202-00076/15 del Parlament e porta il titolo «Proposició de llei de mesures per a prohibir l'ús especulatiu de l'habitatge i el sòl». L'iniziativa è stata presentata dalla CUP-Defensem la Terra e propone di modificare diverse norme per introdurre misure destinate a limitare determinate operazioni considerate speculativi nel mercato immobiliare. Il Parlament ha ammesso a trattazione la proposta a marzo e l'iniziativa richiedeva il suo trattamento mediante il procedimento di lettura unica.
La proposta fa parte del insieme di iniziative che si stanno dibattendo in Catalogna per tentare di contenere l'incremento del prezzo della casa e aumentare la disponibilità di case destinate a residenza abituale.
Il diritto di proprietà, al centro del parere
Una delle principali obiezioni giuridiche sollevate dal Consell de Garanties riguarda il articolo 33 della Costituzione, che riconosce il diritto alla proprietà privata e all'eredità. L'organo consultivo considera che le restrizioni che propone la proposta sul destino di determinati immobili possono influire su quel diritto costituzionale.
La questione si riferisce al fatto che l'iniziativa non si limita a regolare determinati usi urbanistici, ma introduce condizioni legate alla destinazione che può essere data a un'abitazione acquisita in determinati casi. Il dibattito giuridico si colloca tra le competenze pubbliche in materia di abitazione e urbanistica e i diritti costituzionali dei proprietari.
Contesta anche la libertà d'impresa
Il parere segnala altresì l'articolo 38 della Costituzione, relativo alla libertà d'impresa. La questione riguarda in particolare le operazioni immobiliari effettuate da imprese e grandi investitori, sulle quali la proposta intende stabilire limitazioni quando determinate acquisizioni abbiano un uso considerato speculativo.
L'iniziativa cerca di intervenire su pratiche come l'acquisizione di abitazioni per modificare successivamente la loro destinazione, ottenere una plusvalenza o sostituire determinati usi residenziali con formule di sfruttamento più redditizie. Il Consell considera che alcune delle restrizioni previste incidano sulla libertà d'impresa e che il testo non superi il giudizio di proporzionalità richiesto per limitare diritti.
Le obbligazioni contrattuali pongono un altro problema giuridico
Il parere punta anche alla competenza statale sulle basi delle obbligazioni contrattuali. La questione è correlata all'articolo 129 dello Statuto di Autonomia della Catalogna e all'articolo 149.1.8 della Costituzione, nella misura in cui la proposta introduce effetti sulle condizioni di utilizzo e destinazione di determinati immobili che possono avere conseguenze su relazioni giuridiche private.
Il Consell colloca questa questione nella ripartizione delle competenze tra lo Stato e la Generalitat. La Catalogna dispone di competenze in materia di abitazione e urbanistica, mentre la Costituzione riserva determinate materie allo Stato.
La sicurezza giuridica, un'altra delle obiezioni
L'organo consultivo contesta anche la sufficienza e precisione di alcuni concetti utilizzati dalla proposta. In particolare, considera che il testo possa generare problemi di certezza e prevedibilità e, pertanto, influire sul principio di sicurezza giuridica riconosciuto nell'articolo 9.3 della Costituzione.
L'obiezione si riferisce al modo in cui sono definite determinate restrizioni e alle conseguenze giuridiche che possono derivare dalla loro applicazione. Secondo il testo analizzato, una regolamentazione che limita diritti deve stabilire con sufficiente precisione quali comportamenti sono interessati, in quali circostanze e quali sono le conseguenze per proprietari e acquirenti.
La procedura di lettura unica è anch'essa messa in discussione
Il parere non si limita al contenuto materiale della proposta. Il Consell de Garanties considera che l'utilizzo della procedura di lettura unica non si adatta ai requisiti richiesti per questo tipo di trattazione parlamentare.
La proposta consta di sette articoli e due disposizioni e riguarda diversi ambiti della regolamentazione dell'abitazione e del suolo. Il Consell considera che il suo contenuto non soddisfa le condizioni necessarie per giustificare una trattazione abbreviata.
Il mondo locale non è stato consultato
Un'altra delle obiezioni si riferisce alla partecipazione delle entità locali. Il Consell segnala che la trattazione non ha incorporato l'opinione del Consell de Governs Locals, nonostante l'iniziativa attribuisca determinate funzioni ai comuni.
La proposta prevede che i comuni situati in zone di mercato residenziale teso possano stabilire condizioni sul destino di determinate acquisizioni di abitazione. Poiché influisce direttamente sulle competenze municipali, l'organo consultivo considera che l'assenza di tale consultazione pone anche un problema dalla prospettiva dell'articolo 85 dello Statuto.
Un'iniziativa legata alla politica abitativa del Govern
Il parere arriva in un momento in cui il Govern de Salvador Illa ha posto l'abitazione tra le sue principali aree di intervento. La Generalitat ha promosso durante la legislatura diverse misure relative alle zone tese, all'abitazione pubblica, ai limiti per l'affitto e alla regolamentazione di determinati usi degli immobili.
La proposta contro la speculazione si inserisce in questo scenario, sebbene la sua paternità appartenga alla CUP e il suo percorso parlamentare dipenda dai sostegni che riesce a raccogliere. L'assessora all'Abitazione, Sílvia Paneque, ha dichiarato dopo la conoscenza del parere che il Govern continuerà a cercare vie legali per proteggere l'accesso all'abitazione.
PP e Junts chiedono che venga ritirata
Il contenuto del parere ha provocato la reazione dei gruppi che si erano opposti all'iniziativa. Il PP ha richiesto al PSC di non proseguire con una norma che, secondo i popolari, presenta problemi di costituzionalità. Junts ha anche evidenziato le conclusioni relative al diritto di proprietà, alla libertà d'impresa e alla sicurezza giuridica e ha messo in discussione sia il contenuto della proposta che il modo in cui è stata trattata.
La Associazione dei Promotori e Costruttori di Edifici della Catalogna (APCE) ha richiesto il ritiro dell'iniziativa e ha avvertito degli effetti che, a suo avviso, può avere una regolamentazione che aumenti l'incertezza giuridica nel mercato immobiliare.
I Comuns mantengono l'obiettivo
I Comuns, uno dei gruppi che hanno promosso le misure contro l'acquisto speculativo, non condividono le conclusioni del Consell. La loro leader parlamentare, Jéssica Albiach, ha difeso che l'obiettivo dell'iniziativa non è impedire l'acquisizione di abitazioni, ma regolare la destinazione di determinati immobili per evitare che siano utilizzati a fini speculativi.
I Comuns hanno proposto di continuare a lavorare con i gruppi favorevoli a limitare la concentrazione di abitazioni nelle mani di grandi investitori per trovare una formula che possa superare le obiezioni giuridiche sollevate.
Il parere non chiude la trattazione
Il pronunciamento del Consell de Garanties Estatutàries non implica il ritiro automatico della proposta né impedisce al Parlament di continuare con la sua trattazione. L'iniziativa rimane aperta all'interno del fascicolo 202-00076/15.
I gruppi parlamentari dovranno ora decidere se mantenere il testo nei suoi termini attuali, introdurre modifiche per affrontare le obiezioni sollevate dall'organo consultivo o ripensare l'iniziativa. Il dibattito rimane in attesa della risposta che darà il Parlament alle questioni costituzionali, statutarie e procedurali raccolte nel parere.