Il consiglio di amministrazione di Banco BPM ha confermato di aver ricevuto l'offerta pubblica di acquisto presentata recentemente da Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) e che procederà ad analizzarla in dettaglio. L'ente sottolinea che i termini economici differiscono dalla proposta di fusione conosciuta all'inizio di giugno e ribadisce che l'operazione non prevede alcun premio per gli azionisti della banca italiana.
Con questo comunicato, Banco BPM ha voluto chiarire che l'iniziativa è partita esclusivamente da MPS, sottolineando che la proposta è stata lanciata dalla banca senese "senza essere stata concordata in precedenza né richiesta" da Banco BPM e che la sua configurazione è "strutturalmente" diversa dalla transazione inviata da Banco BPM a MPS nella lettera datata 7 giugno 2026.
Secondo quanto dettagliato nella nota del consiglio di amministrazione, l'operazione proposta da MPS "si struttura come un'acquisizione e non come una fusione tra entrambe le banche, non riconosce un premio per gli azionisti di Banco BPM". Nonostante ciò, l'ente milanese ha rimarcato che studierà l'operazione con attenzione e che comunicherà le sue decisioni "entro il termine e nella forma richiesta dalla legislazione", rispettando tutti i requisiti normativi applicabili.
Lo scorso giovedì, il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato il lancio di due offerte pubbliche volontarie di scambio di azioni "simultanee e parallele" destinate all'acquisizione di Banco BPM e Banca Generali, per un importo aggregato vicino ai 34.000 milioni di euro.
Nel caso di Banco BPM, la proposta fissa un coefficiente di scambio di 1,567 azioni di nuova emissione di MPS per ogni azione di Banco BPM, il che si traduce in un prezzo implicito di 16,729 euro per titolo e implica valutare Banco BPM intorno ai 25.350 milioni di euro.
Venerdì 24 agosto, data in cui sono stati resi pubblici i termini dell'opa, le azioni di Banco BPM hanno chiuso alla Borsa di Milano a 16,68 euro, un livello praticamente allineato con la valutazione inclusa nell'offerta. In questo modo, MPS offre appena un prezzo superiore al valore di mercato dell'ente obiettivo.
Per quanto riguarda Banca Generali, l'equazione di scambio fissata da MPS ammonta a 6,958 azioni di nuova emissione per ogni azione della società di gestione patrimoniale, il che implica un prezzo di 74,284 euro per titolo e conferisce all'ente una valutazione approssimativa di 8.670 milioni di euro.
Queste operazioni, sostenute dalla maggioranza dell'organo di governo di MPS, la banca in attività più antica del mondo, cercano di configurare un'alternativa strategica che contrasti l'offerta di acquisto di 30.600 milioni di euro che Intesa Sanpaolo, il maggiore gruppo bancario italiano, ha presentato a MPS lo scorso mese di giugno.