Fadei avverte di un affitto a due ritmi per i decreti sulla casa e chiede un grande patto statale

Fadei avverte che i nuovi decreti sulla casa possono fratturare il mercato degli affitti e chiede garanzia pubblica, incentivi e un Patto di Stato.

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La Federazione delle Associazioni delle Imprese Immobiliari (Fadei) ha segnalato questo giovedì che i recenti decreti reali sulla casa approvati dal Consiglio dei Ministri possono sfociare in un mercato degli affitti "a due velocità" e ha richiesto l'attivazione di una garanzia pubblica per gli inquilini, un Patto di Stato per la Casa e l'attivazione di suolo pubblico, tra le altre azioni.

Secondo l'associazione, questa dualità nel mercato comporterà, da un lato, un ambiente più sicuro per coloro che già hanno un contratto in vigore e vedono rafforzata la loro stabilità e, dall'altro, uno scenario "molto più restrittivo" per coloro che cercano di accedere per la prima volta a un appartamento in affitto.

In un comunicato, Fadei sostiene che "le misure offrono una protezione visibile agli attuali inquilini, ma alzano la barriera d'ingresso per giovani, famiglie con figli, lavoratori autonomi e lavoratori con redditi irregolari, ai quali saranno richieste maggiori garanzie per la paura dei proprietari di non poter recuperare le loro abitazioni".

L'organizzazione considera che il rinnovo automatico dei contratti, le possibili indennità e le nuove restrizioni possono "trasformare l'affitto in una decisione difficilmente reversibile" per il locatore, il che, a suo avviso, finirebbe per ridurre l'offerta disponibile e modificare gli incentivi degli agenti di mercato.

In questa linea, Fadei anticipa un aumento di abitazioni vuote, un numero maggiore di immobili destinati alla vendita, un incremento di contratti soggetti a condizioni "strittive" e una crescente concentrazione dell'offerta in inquilini con profili economici più solidi.

Per la federazione, la vera sfida "non sarà unicamente quanti appartamenti scompariranno dall'affitto, ma chi potrà accedere a quelli che rimarranno", avvertendo di un rischio di esclusione per i gruppi con minore capacità finanziaria.

Di fronte a questo scenario, l'associazione delle agenzie immobiliari professionali in Spagna propone la creazione di una garanzia pubblica associata all'inquilino, valida per tutta la durata del contratto, che copra i possibili inadempimenti senza richiedere garanzie aggiuntive, con l'obiettivo di ridurre la sfiducia dei proprietari.

Inoltre, Fadei propone un pacchetto di incentivi fiscali per i locatori che offrano affitti a prezzi accessibili, meccanismi di copertura pubblica specifici per giovani e famiglie vulnerabili e una procedura giudiziaria agile per i proprietari che necessitano di recuperare le loro abitazioni.

La federazione reclama anche un Patto di Stato per la Casa che "sostituisca la successione di decreti con una strategia stabile, misurabile e sostenuta nel tempo", insieme alla mobilitazione di suolo pubblico, la fissazione di termini massimi per il rilascio di licenze urbanistiche e formule di collaborazione pubblico-privata destinate a sollevare un parco di abitazioni destinate all'affitto.

Il presidente di Fadei, Miguel Ángel Gómez Huecas, avverte che "stiamo costruendo un sistema che protegge l'inquilino di oggi a costo dell'inquilino di domani. Se ogni contratto diventa per il proprietario una relazione quasi indefinita, l'accesso dipenderà sempre di più dal superamento di un esame finanziario. La politica abitativa non può limitarsi a decidere chi rimane dentro; deve aprire la porta a chi rimane fuori".

Gómez Huecas conclude che "dobbiamo smettere di legiferare dalla conflittualità tra proprietari e inquilini e iniziare a progettare meccanismi che distribuiscano i rischi in modo equilibrato".