La Federazione Catalana delle Associazioni di Case e Appartamenti Turistici (Federatur), Pimec Turisme e la confederazione Foment del Treball hanno espresso il loro rifiuto frontale alla proposta del Governo di applicare un IVA del 21% alle abitazioni ad uso turistico.
Le tre organizzazioni hanno diffuso comunicati dopo che è stato reso noto l'annuncio dell'Esecutivo di approvare martedì prossimo un Real Decreto-legge che incorporerà questo aumento dell'aliquota fiscale per questo tipo di alloggi.
Federatur ha ribadito la sua "totale opposizione" all'iniziativa e ha richiesto che si promuovano politiche pubbliche che facilitino l'accesso alla casa e aiutino ad affrontare la crisi abitativa. A giudizio dell'ente, elevare l'IVA al 21% non servirà a ridurre l'offerta di abitazioni ad uso turistico né avrà un effetto dissuasivo reale sul mercato.
Il suo presidente, David Riba, ha assicurato che questa misura "l'unica cosa che conseguirà sarà aumentare il costo delle vacanze di migliaia di famiglie che trovano in questa modalità un'opzione di alloggio accessibile".
La federazione sottolinea che non persegue un'esenzione fiscale né un trattamento privilegiato, ma un "trattamento tributario coerente con la realtà economica dell'attività" e comparabile a quello delle altre modalità di alloggio turistico. Per questo motivo, considera ragionevole mantenere e consolidare l'aliquota ridotta del 10%.
Posizione di Foment del Treball
Foment del Treball concorda sulla necessità di attuare politiche che facilitino l'accesso alla casa e contribuiscano ad alleviare la crisi abitativa, ma avverte che "la legittimità di questo obiettivo non giustifica qualsiasi misura regolatoria, specialmente quando questa non risulta efficace per raggiungere il fine perseguito".
La confederazione insiste sul fatto che qualsiasi cambiamento nella fiscalità "deve rispondere a criteri di efficacia, proporzionalità e sicurezza giuridica", e per questo motivo mette in discussione l'applicazione di un'aliquota IVA diversa per modalità di alloggio che competono all'interno di un medesimo mercato turistico.
Critiche di Pimec Turisme
Pimec Turisme, da parte sua, richiede "una riforma fiscale coerente che non comprometta la competitività del settore turistico", ritenendo che l'aumento dell'IVA penalizzerà le aziende che operano in modo legale e finirà per ripercuotersi sia sulle famiglie che sulla competitività della Catalogna come destinazione.
In questa linea, sostiene il posizionamento tecnico elaborato dall'Associazione degli Appartamenti Turistici di Barcellona (Apartur), Federatur e l'Associazione dei Professionisti di Case e Appartamenti Turistici dell'Andalusia (Avvapro), dove si argomenta che la modifica del tipo impositivo non servirà ad aumentare l'offerta di abitazioni residenziali, secondo il comunicato di Pimec.
"Comporterà un aumento dei costi degli alloggi, una perdita di competitività rispetto ad altre destinazioni e una maggiore insicurezza giuridica per le imprese", aggiunge l'associazione delle piccole e medie imprese.