Il Governo prepara nuove misure per combattere l'abuso della temporalità nel lavoro pubblico, una situazione che, secondo i dati in possesso dell'Esecutivo, attualmente colpisce meno di 200.000 lavoratori. Tra le opzioni che studia la Funzione Pubblica figura un sistema di allerta per rilevare quando una persona supera i tre anni concatenando contratti temporanei e un possibile inasprimento delle sanzioni per le entità pubbliche responsabili di questi abusi.
Il Ministero per la Trasformazione Digitale e della Funzione Pubblica, diretto da Óscar López, lavora con le comunità autonome per concretizzare le misure, secondo quanto riportato da RTVE. L'Esecutivo calcola che le amministrazioni contano in totale circa 900.000 lavoratori temporanei, sebbene differenzi questa cifra dal numero di persone che si troverebbero specificamente in una situazione di abuso di temporalità.
Il movimento si verifica, inoltre, con una data segnata nel calendario. La Spagna ha tempo fino al 29 agosto per trasmettere alla Commissione Europea nuove misure con cui rispondere a un problema per il quale le istituzioni europee chiedono soluzioni da anni.
Un sistema di allerta quando si superano i tre anni
Una delle principali misure che studia l'Esecutivo consiste nell'istituire un meccanismo di allerta che rilevi quando un dipendente supera i tre anni tramite contratti a tempo determinato.
L'obiettivo sarebbe identificare queste situazioni prima che si prolunghino e agire per impedire che la temporalità diventi abusiva.
La Funzione Pubblica valuta anche inasprire le conseguenze per le entità del settore pubblico che incorrono in questi abusi, sebbene al momento non siano state concretizzate le possibili sanzioni né la procedura mediante la quale verrebbero applicate.
Le misure sono ancora in fase di studio e fanno parte dei lavori tra il Governo e le comunità autonome per ridurre uno dei problemi strutturali del lavoro pubblico spagnolo.
Circa 200.000 lavoratori colpiti dall'abuso
Il Governo stabilisce una differenza tra il gruppo di dipendenti pubblici temporanei e quelli che si trovano in una situazione di abuso a causa della prolungazione di questa temporalità.
Secondo i dati della Funzione Pubblica, le amministrazioni contano circa 900.000 lavoratori temporanei, mentre meno di 200.000 sarebbero attualmente colpiti da abuso di temporalità.
Il problema ha un'incidenza speciale nelle amministrazioni con organici numerosi e spiega che le comunità autonome partecipino alla progettazione delle nuove misure.
La Spagna da anni cerca di ridurre queste cifre. Nel 2021 è stato modificato lo Statuto Base del Dipendente Pubblico e successivamente è stata approvata la Legge 20/2021, di misure urgenti per la riduzione della temporaneità nell'impiego pubblico, che ha dato avvio a importanti processi di stabilizzazione.
Bruxelles dà alla Spagna fino al 29 agosto
La pressione per introdurre nuove misure proviene anche dalle istituzioni comunitarie. La Commissione Europea da anni tiene sotto sorveglianza la situazione spagnola per l'utilizzo abusivo di rapporti temporanei nel settore pubblico e per il rispetto della Direttiva 1999/70/CE sul lavoro a durata determinata.
Il Governo aveva inizialmente tempo fino al 29 giugno per presentare nuove misure, ma ha richiesto una proroga di due mesi.
Bruxelles ha concesso questo rinvio, per cui il nuovo termine scade il prossimo 29 agosto.
La Commissione considera che le risposte adottate finora non siano state sufficienti per evitare che determinati lavoratori rimangano per anni a occupare posti temporanei mediante contratti o nomine successive.
Cosa ha detto la Giustizia europea sugli interinali
Il problema spagnolo è arrivato in numerose occasioni al Tribunale di Giustizia dell'Unione Europea, le cui risoluzioni hanno messo in discussione l'efficacia delle misure esistenti per prevenire e sanzionare gli abusi derivanti dall'utilizzo successivo di rapporti di lavoro temporanei.
Una delle questioni più complesse è come riparare l'abuso senza violare i principi che regolano l'accesso all'impiego pubblico in Spagna, specialmente quelli di uguaglianza, merito e capacità.
Questa tensione giuridica ha generato numerosi contenziosi sulla possibilità che i dipendenti pubblici temporanei che sono rimasti per anni in questa situazione possano acquisire automaticamente la condizione di fissi.
La Corte Suprema esclude la conversione automatica in fissi
La Corte Suprema ha fissato a maggio 2026 un criterio particolarmente rilevante per i lavoratori interessati.
Il Plenum della Sezione Sociale ha stabilito che un lavoratore temporaneo non può acquisire automaticamente la condizione di fisso se non ha superato un processo selettivo di accesso all'impiego pubblico sottoposto ai principi di uguaglianza, merito e capacità.
Pertanto, aver subito una situazione di temporaneità abusiva non implica di per sé diventare automaticamente un lavoratore fisso.
Questo non significa che l'abuso sia privo di conseguenze. La dottrina giuridica contempla la possibilità che il lavoratore abbia diritto a un'indennità quando termina il suo rapporto di lavoro, sempre che ricorrano i requisiti stabiliti e possa essere dimostrato l'uso abusivo del contratto temporaneo.
Cosa può cambiare ora per i precari
Le misure che prepara l'Esecutivo si concentrano, per ora, principalmente su evitare che si presentino nuove situazioni di abuso.
Il sistema di allerta permetterebbe di rilevare rapporti temporali eccessivamente prolungati, mentre un eventuale inasprimento delle sanzioni cercherebbe di responsabilizzare le amministrazioni o enti pubblici che permettano che queste situazioni continuino.
Per il momento, il Governo non ha annunciato una conversione generale dei precari in lavoratori fissi né un nuovo processo straordinario di stabilizzazione.
La portata definitiva dipenderà dal piano che chiuda Funzione Pubblica e dalla risposta della Commissione Europea. Con il 29 agosto come data limite, l'Esecutivo ha meno di due settimane per concretizzare davanti a Bruxelles come intende rafforzare la risposta a una temporaneità abusiva che la Spagna sta cercando di ridurre da più di un decennio.