La vicepresidente terzo del Governo e ministra per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica, Sara Aagesen, ha dettagliato che la Proposta di sviluppo della rete di trasporto di energia elettrica con orizzonte 2030, ora in fase di elaborazione, comporterà un'iniezione superiore a 17.000 milioni di euro, "il maggiore investimento in reti elettriche della storia del paese".
Dal Congresso dei Deputati, Aagesen ha sottolineato che questo volume di risorse rappresenta "un 30% in più di quanto inizialmente previsto e un 144% sopra l'attuale", e ha sostenuto che è "frutto" della politica energetica in un paese "di opportunità e di grandissimo attrattiva".
Secondo quanto spiegato, "si arriva a queste cifre perché nella precedente pianificazione, fondamentalmente, le richieste di accesso si concentravano sulla generazione rinnovabile, mentre ora c'è un enorme appetito per elettrificare: elettrificare porti, elettrificare industrie, nuove industrie che vogliono posizionarsi in Spagna. Parliamo anche dell'elettrificazione del parco abitativo".
La pianificazione sottoposta a consultazione pubblica prevedeva inizialmente 13.600 milioni di euro per coprire le necessità del sistema e gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato di Energia e Clima 2023-2030. Tuttavia, dopo l'analisi delle 2.566 osservazioni presentate, l'importo previsto è stato rivisto al rialzo fino a superare i 17.000 milioni.
A fine luglio, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un Regolamento che regola i piani di investimento delle reti di trasporto e distribuzione di energia elettrica, abilitando un investimento aggiuntivo di 17.900 milioni di euro in queste infrastrutture fino al 2030. La norma specifica la destinazione di questi fondi e fissa le procedure per elaborare, trattare e giustificare i piani di investimento delle compagnie distributrici.
La normativa vigente limita l'investimento annuale in reti elettriche a carico del sistema allo 0,065% del PIL per il trasporto e allo 0,13% del PIL per la distribuzione. Tuttavia, di fronte al forte aumento delle richieste, l'Esecutivo ha deciso di elevare progressivamente lo sforzo di investimento fino al 2030 per consentire che i progetti possano materializzarsi.
Nel campo delle reti di distribuzione, che riguardano principalmente Endesa, Iberdrola, Naturgy ed EDP, è autorizzato un massimo di 10.200 milioni di euro aggiuntivi: 1.020 milioni nel 2027, 2.550 milioni nel 2028, 3.060 milioni nel 2029 e 3.570 milioni nel 2030.
Per quanto riguarda le reti di trasporto, la cui gestione spetta a Red Eléctrica de España (REE), si prevede un massimo di 7.700 milioni di euro extra, condizionato alla Pianificazione definitiva che approverà il Governo: 700 milioni nel 2027, 1.850 milioni nel 2028, 2.300 milioni nel 2029 e 2.850 milioni nel 2030.
La domanda, asse centrale della nuova pianificazione
A differenza degli esercizi precedenti, la domanda si colloca al centro di questa pianificazione, concentrando il 41% delle proposte ricevute, davanti alla generazione, con il 40%, e allo stoccaggio, con il 19%.
Dopo la fase di osservazioni, le posizioni della rete di trasporto destinate a soddisfare nuove domande nella rete di distribuzione sono aumentate del 52% rispetto al documento iniziale, fino a raggiungere 300. Le posizioni per consumo diretto nel trasporto sono aumentate del 12%, fino a 162, e quelle previste per assi ferroviari e elettrificazione dei porti sono cresciute del 75%, fino a 59.
È stato anche elevato il numero di sottostazioni previste del 17%, fino a 193, e la lunghezza delle nuove linee elettriche progettate, che aumenta dell'11% fino a 6.706 chilometri. A ciò si aggiunge un aumento del 6% nelle reti esistenti potenziate, che raggiungono gli 8.164 chilometri.