Un rapporto redatto da rappresentanti saharawi accusa Ryanair di contribuire a sbiancare e normalizzare l'occupazione marocchina del Sahara Occidentale attraverso le rotte che collegano diverse città europee con Dakhla, nel sud del paese magrebino. A partire da queste conclusioni, il Fronte Polisario sta valutando di avviare azioni legali contro le autorità spagnole per aver autorizzato tali collegamenti aerei.
Il documento, reso pubblico questo lunedì, concentra la sua analisi sulla città saharawi di Dakhla e sull'avvio di nuovi collegamenti aerei dall'Europa, specialmente a seguito del memorandum firmato nel novembre 2024 tra l'Ufficio Nazionale Marocchino del Turismo (ONMT) e Ryanair.
La ricerca sostiene che il turismo non è un'attività economica neutrale in un territorio sottoposto a occupazione, ma può operare come uno strumento di dominazione attraverso pratiche civili, commerciali e quotidiane. In questo modo, avverte che queste dinamiche favoriscono l'integrazione del Sahara Occidentale nel tessuto economico del Marocco senza che sia necessario alterare formalmente il suo status giuridico internazionale.
In una conferenza stampa tenutasi presso i leoni del Congresso, la giurista saharawi Esjaba Messaoud ha denunciato che il memorandum firmato nel 2024 viene utilizzato come strumento "per legittimare l'occupazione del Sahara Occidentale".
Messaoud ha ricordato che la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea stabilisce che "tutte le compagnie" sono obbligate a rispettare lo statuto giuridico differenziato che il Sahara Occidentale mantiene rispetto al Marocco.
In questa linea, ha diretto le sue critiche contro Ryanair per operare rotte come quella di Madrid-Dakhla, poiché, a suo avviso, contribuiscono a normalizzare l'occupazione del territorio. "Questo fenomeno ci ha portato a far sì che il turista nemmeno si ponga il problema se quel turismo stia contribuendo in qualche modo a una violazione del diritto internazionale", ha sottolineato la giurista saharawi.
SEGNALANO ANCHE BOOKING
Oltre a Ryanair, la specialista ha segnalato altre aziende come Booking, che sulla sua piattaforma promuove alloggi turistici a Dakhla. A suo avviso, negli ultimi anni questo tipo di turismo si è intensificato perché esiste un "grande interesse" nell'utilizzarlo "a servizio dell'occupazione".
Da parte sua, il giurista esperto in diritti umani Jacinto Lara ha messo l'accento sulle obbligazioni internazionali che spettano alla Spagna in quanto potenza amministratrice 'de iure' del territorio.
Secondo Lara, la Spagna deve rispettare una serie di impegni internazionali "che non sono assunti" e "sono violati" quando si consente l'operazione della rotta aerea tra Madrid e Dakhla.
"Quello che non si può, in nessun caso e da una prospettiva strettamente giuridica, è promuovere l'occupazione di un territorio con l'istituzione di questo tipo di linee, che vengono a consolidare e a sviluppare un regime di occupazione assolutamente contrario al diritto internazionale", ha avvertito Lara.
Lo specialista in diritti umani ha sottolineato che il collegamento Madrid-Dakhla viola sia la normativa europea che quella spagnola, per cui ha indicato che si sta valutando l'adozione di "ogni tipo di misure" per impedire che si continuino a concedere questo tipo di autorizzazioni e licenze amministrative alle compagnie aeree.
Alla cita, organizzata dalla delegazione del Fronte Polisario in Spagna, hanno partecipato il portavoce parlamentare di IU al Congresso, Enrique Santiago, il numero due di Podemos per Madrid nelle ultime elezioni generali, Jacinto Morano, e il eurodeputato di Sumar legato a En Comú, Jaume Asens.