La vittoria di Lula scuote la Borsa del Brasile: sospende la negoziazione dopo essere crollata di oltre il 10%

Il mercato attiva un'interruzione automatica di 30 minuti in una giornata di forti vendite. Le banche e Petrobras subiscono anche perdite ingenti a New York, mentre gli investitori rivedono le loro aspettative sulle finanze pubbliche.

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La Borsa del Brasile ha sospeso temporaneamente la negoziazione questo lunedì, 26 ottobre, dopo che l'Ibovespa è sceso di oltre il 10% rispetto alla chiusura precedente, dopo la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva alle elezioni presidenziali. Il crollo ha attivato il meccanismo automatico di interruzione delle operazioni, noto come circuit breaker, con una pausa di 30 minuti, secondo Reuters, che cita l'operatore di borsa B3.

Il'ondata di vendite inverte le aspettative che avevano spinto gli attivi brasiliani in vista di una eventuale vittoria di Flávio Bolsonaro. La continuità di Lula ha portato gli investitori a rivedere le loro previsioni riguardo all'aggiustamento della spesa pubblica e alla sostenibilità del debito, con conseguenze su azioni, valuta e costo di finanziamento.

Le banche e Petrobras subiscono forti perdite a New York

La punizione era già iniziata prima dell'apertura brasiliana nei valori negoziati negli Stati Uniti. Nel pre-mercato di New York, i certificati azionari di Itaú perdeva circa il 28%, Bradesco scendeva del 25% e Petrobras calava del 23%, secondo i dati pubblicati da Folha de S.Paulo.

Tra le aziende brasiliane quotate a New York, la piattaforma di investimento XP subiva un calo superiore al 45% e Nu Holdings, la capogruppo di Nubank, cedeva circa il 20%. Le perdite erano minori in Vale ed Embraer, i cui certificati scendevano del 3,31% e del 3,77%, rispettivamente.

Questi percentuali corrispondono a operazioni precedenti all'apertura statunitense e non alle quotazioni di quelle compagnie a São Paulo. Il fondo EWZ, che consente di investire in un paniere di azioni brasiliane da New York, ha anche perso oltre il 26% in quel tratto di negoziazione.

Prima interruzione dalla pandemia

La sospensione di questo lunedì è la prima di questo tipo registrata dalla Borsa brasiliana da marzo 2020, durante la crisi finanziaria provocata dalla pandemia, secondo Folha. Il meccanismo cerca di dare tempo al mercato per assorbire un calo eccezionale e riorganizzare gli ordini di acquisto e vendita.

Le regole stabiliscono una prima pausa di 30 minuti quando l'Ibovespa perde un 10% rispetto alla chiusura precedente. Se, dopo la riapertura, il calo raggiunge il 15%, l'interruzione si estende a un'ora, mentre una caduta del 20% consente a B3 di determinare la durata di una nuova sospensione. Questi ultimi due soglie sono possibilità previste nella procedura, non cadute confermate in questa informazione.

L'incertezza fiscale preme sul real e sul debito

Il movimento ha raggiunto anche il mercato delle valute, dove il real si indeboliva di circa il 12% rispetto al dollaro all'inizio delle operazioni in Brasile. I futures dell'Ibovespa erano scesi di circa il 15%, mentre aumentavano le tensioni sul debito pubblico.

La preoccupazione degli investitori si concentra sulla capacità del prossimo Governo di controllare i conti pubblici. Una maggiore percezione del rischio fiscale può elevare la redditività richiesta per finanziare lo Stato, aumentare il costo del credito aziendale e ridurre le prospettive di profitto, secondo l'analisi raccolta da Folha.

La sessione rappresenta un cambiamento rispetto alla reazione successiva al primo turno elettorale, quando il vantaggio di Bolsonaro ha incoraggiato gli acquisti. Nella giornata successiva a quella votazione, l'Ibovespa era salito del 7,70% e il dollaro era sceso del 4,11% rispetto al real, spinti dall'aspettativa di un aggiustamento fiscale più rigoroso.