L'Ibex 35 guadagna un 0,67% e termina la sessione a 19.160,6 punti

L'Ibex 35 chiude con un aumento dello 0,67% fino a 19.160,6 punti, in una sessione segnata da tensioni geopolitiche e riferimenti macroeconomici.

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L'Ibex 35 ha concluso la giornata borsistica di questo martedì con un avanzamento dello 0,67%, raggiungendo i 19.160,6 punti alla chiusura, consolidando così un tono chiaramente rialzista dopo il leggero aumento dello 0,17% registrato a metà seduta.

Sul piano internazionale, la coalizione militare in Yemen guidata dall'Arabia Saudita ha comunicato nella mattinata di questo martedì di aver intercettato tre missili balistici e quattro droni diretti contro le zone est e sud del paese, attacchi che attribuisce all'insurrezione houthi.

"La difesa aerea ha intercettato e distrutto tre missili balistici lanciati dalla milizia terroristica houthi verso la regione orientale", ha dichiarato sui social il portavoce militare della coalizione, Turki al Maliki.

Momenti dopo, lo stesso Al Maliki ha dettagliato la neutralizzazione di altri quattro droni, anch'essi attribuiti alle milizie houthi, che in questa occasione sarebbero stati lanciati contro il sud dell'Arabia Saudita, area di confine con lo Yemen.

In parallelo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha qualificato come "una perdita di tempo" il cessate il fuoco concordato con l'Iran dopo l'offensiva iniziata il 28 febbraio insieme a Israele e ha ribadito l'efficacia del blocco statunitense nello stretto di Hormuz, in un contesto di stagnazione dei colloqui per un accordo di pace.

Indicatori macroeconomici e aziende dell'Ibex 35

In ambito 'macro', l'Istituto Nazionale di Statistica (INE) ha segnalato che la disoccupazione è aumentata di 95.900 persone nel terzo trimestre dell'anno, un 3,8% in più rispetto al trimestre precedente, il che rappresenta il suo maggiore incremento in un terzo trimestre dal 2020. Allo stesso tempo, l'occupazione è cresciuta di 73.600 posti di lavoro (+0,3%), il suo aumento più moderato per un terzo trimestre dal 2019.

Sul fronte corporativo, Iberdrola ha effettuato un'emissione di obbligazioni verdi in dollari statunitensi per un totale di 1.600 milioni (1.433 milioni di euro), suddivisi in due tranche a tre e sette anni. L'operazione ha ricevuto una domanda superiore ai 5.000 milioni di dollari (circa 4.488 milioni di euro), più di tre volte il volume infine collocato.

All'interno del selettivo, i valori con il miglior comportamento questo martedì sono stati Solaria (+9,61%), Ferrovial (+8,44%), Acciona (+3,53%), ArcelorMittal (+3,25%), Fluidra (+2,82%) e Merlin (+2,22%).

Dal lato dei ribassi si sono posizionati Repsol (-3,29%), Puig (-1,18%), IAG (-0,53%), Grifols (-0,51%) e Inditex (-0,42%).

Resto di borse, materie prime e mercati finanziari

I principali mercati europei hanno chiuso anch'essi in positivo, con l'eccezione di Londra, che ha ceduto lo 0,75%. Parigi è avanzata dello 0,51%; Francoforte, dello 0,71%; e Milano, dello 0,90%.

Nel mercato delle materie prime, il barile di Brent si trovava alla fine della sessione europea a 113,95 dollari, un 1,63% in meno, mentre il West Texas Intermediate (WTI) quotava a 100,22 dollari, il che comporta un calo dell'1,51%.

Nel reddito fisso, il rendimento del bond spagnolo a 10 anni è rimasto al 3,999%, molto in linea con il 4,002% segnato lunedì. Con ciò, il premio di rischio è terminato praticamente stabile, a 63,6 punti base.

Nel mercato dei cambi, l'euro si deprezzava dello 0,31% rispetto al biglietto verde alla chiusura europea, scambiandosi a 1,1139 dollari per ogni euro.