Il Ibex 35 registrava nella media sessione di questo lunedì un leggero calo dello 0,19%, posizionandosi a 18.953,56 punti, in una giornata condizionata dalla vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva alle presidenziali del Brasile, dalla pubblicazione dei risultati aziendali e dall'attuale scenario geopolitico.
Nel mercato spagnolo, l'esito elettorale in Brasile impatta con maggiore forza sulle compagnie con maggiore presenza in quel paese, tra cui Telefónica, Banco Santander e Mapfre.
"Dopo il primo turno, tenutosi all'inizio di ottobre, i mercati avevano in gran parte scontato una vittoria di Bolsonaro; questo suggerisce una correzione significativa negli attivi brasiliani e una maggiore volatilità, dato che persistono i dubbi riguardo alla politica fiscale. L'implementazione di misure legislative dipenderà dalla capacità di formare coalizioni in un Congresso frammentato e prevalentemente di centrodestra", spiega l'analista di reddito fisso di Julius Baer, Eirini Tsekeridou.
In ambito geopolitico, le forze hutite hanno sviluppato diverse offensive con missili balistici e droni contro vari obiettivi in Arabia Saudita, tra cui l'aeroporto internazionale Re Khalid a Riyad e diverse stazioni di pompaggio di petrolio.
Il portavoce militare dei ribelli hutiti, Yahya Sari, ha segnalato questo lunedì in un comunicato che le sue forze armate hanno attaccato "con successo" l'aerodromo della capitale saudita utilizzando un missile balistico che, secondo quanto affermato, ha raggiunto il suo obiettivo "con precisione".
In questo contesto, la quotazione del barile di Brent, riferimento per l'Europa, scendeva dell'1,48% nella media sessione delle Borse del Vecchio Continente, fino a 114,99 dollari, mentre il West Texas Intermediate (WTI), riferimento negli Stati Uniti, retrocedeva del 2,04%, fino a 101,16 dollari al barile.
Sul fronte imprenditoriale spagnolo, prima dell'apertura si è appreso che Moeve e la portoghese Galp hanno deciso di dare per terminate le loro conversazioni per creare un "gigante energetico" nella Penisola Iberica mediante l'integrazione delle loro attività tradizionali di raffinazione e di distribuzione e vendita in stazioni di servizio ("downstream"), escludendo infine l'accordo non vincolante firmato lo scorso gennaio per studiare questa operazione.
Parallelamente, la Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza (CNMC) ha autorizzato in prima fase l'acquisto da parte di Iberdrola del business di commercializzazione elettrica di Contigo Energía in Spagna, il che permetterà alla compagnia di incorporare un portafoglio di 100.000 clienti.
Dal punto di vista macroeconomico, l'Istituto Nazionale di Statistica (INE) ha segnalato che la compravendita di abitazioni è aumentata ad agosto del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2025, fino a 49.319 operazioni, il livello più alto per un agosto dal 2024. Ha anche dettagliato che i mutui sulle abitazioni sono cresciuti del 2,3%, fino a 33.841 contratti, il loro maggior registro in un mese di agosto dal 2022.
Allo stesso modo, l'organismo ha informato che i prezzi industriali sono aumentati del 18,3% a settembre rispetto a settembre del 2025, 5,1 punti sopra il tasso di agosto e ai massimi da novembre 2022, spinti dall'aumento dei costi dell'energia.
Per quanto riguarda la Borsa spagnola, Telefónica guidava le perdite a metà seduta (-7,35%), seguita da Banco Santander (-3,58%), Mapfre (-2,69%), Cellnex (-2,67%) e Repsol (-1,83%). Dall'altro lato, Indra si trovava al vertice dei guadagni (+3,81%), seguita da Grifols (+3,44%), IAG (+3,09%) e CaixaBank (+2,32%).
Mentre l'Ibex 35 si muoveva in negativo, il resto delle grandi piazze europee reagiva al risultato elettorale in Brasile con avanzamenti: il FTSE 100 britannico guadagnava lo 0,38%, il Cac 40 francese lo 0,69%, il Dax tedesco lo 0,82%, il FTSE MIB italiano lo 0,81% e l'Euro Stoxx 50 lo 0,40%.
Nel mercato del debito, il rendimento del bond spagnolo a dieci anni scendeva fino al 4,038%, rispetto al 4,047% della chiusura di venerdì, mentre il premio di rischio —differenziale rispetto al bond tedesco a dieci anni— si attestava a 69,31 punti base.
Nel mercato dei cambi, l'euro cedeva lo 0,03% rispetto al dollaro, scambiandosi nei mercati a 1,1199 "biglietti verdi".