Il Indice di Garanzia di Competitività (IGC) ha elevato ad agosto il suo tasso tendenziale fino allo 0,03%, ponendo fine a una serie di 19 mesi consecutivi di cali. Così si evince dai dati diffusi questo lunedì dall'Istituto Nazionale di Statistica (INE), ente incaricato del calcolo e della pubblicazione mensile dell'IGC.
L'IGC fissa un tasso di revisione dei prezzi allineato con il miglioramento della competitività dell'economia spagnola rispetto alla zona euro.
Questo tasso è determinato a partire dall'Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA) dell'Unione Economica e Monetaria (UEM), al quale si sottrae una parte della perdita di competitività accumulata dalla Spagna dal 1999.
Quando la variazione dell'indice si colloca al di sotto dello 0%, si utilizza questo valore come riferimento, il che nella pratica comporta l'applicazione della regola di non revisione.
Al contrario, quando il tasso di variazione dell'IGC supera l'obiettivo di inflazione annuale a medio termine della Banca Centrale Europea, fissato al 2%, si adotta questo 2% come valore di riferimento. Con ciò si persegue che i contratti legati a questo indicatore contribuiscano a preservare la competitività dell'economia spagnola nel medio termine.
L'IGC ha iniziato il 2024 allo 0,17% e poi è passato a terreno negativo, registrando solo due mesi in positivo, luglio e dicembre, e segnando il suo maggiore calo del 2024 a settembre, con un -0,45%. All'inizio del 2025 è tornato a tassi negativi, con retrocessi nei dodici mesi dell'anno, e nel 2026, dopo sette mesi consecutivi di cali, è ritornato a valori positivi ad agosto.