Lima, Hanoi e Cusco, le città meno salutari per nomadi digitali secondo Holafly

Un indice di Holafly colloca Lima, Hanoi e Cuzco come le destinazioni meno salutari per nomadi digitali tra 25 grandi città analizzate.

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Lima (Perù), Hanoi (Vietnam) e Cuzco (Perù) guidano la lista delle città dove risulta più difficile mantenere abitudini di vita salutari per chi lavora in remoto, secondo l'"Indice di Benessere Holafly Plans 2026", redatto dalla compagnia di telefonia e internet mobile dopo aver analizzato 25 grandi enclave internazionali di nomadi digitali.

Lo studio, che si basa su informazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), della consulenza Mercer e di Google Maps, valuta fattori come l'inquinamento acustico, le ore di luce solare disponibili, la presenza di aree verdi, l'accessibilità al sistema sanitario o il prezzo di seguire un'alimentazione equilibrata.

Lima si colloca al primo posto tra gli ambienti con maggiori ostacoli per il benessere, registrando 85,3 punti su 100 in deficit ambientale e comunitario, principalmente a causa dei suoi ridotti livelli di radiazione solare e della limitata offerta di spazi verdi. Segue Hanoi, con 82,7 punti, penalizzata per l'elevato rumore urbano, e Cuzco, con 76,3 punti, dove spicca la fragilità delle sue reti sociali e comunitarie.

La lista delle dieci destinazioni meno favorevoli per la salute dei lavoratori itineranti si completa con Bogotá (Colombia), Da Nang (Vietnam), Ho Chi Minh (Vietnam), Cancún (Messico), Medellín (Colombia), Tbilisi (Georgia) e Buenos Aires (Argentina).

In questa lista dei dieci peggiori registri non appare nessuna città spagnola.

L'analisi settoriale conferma anche che il 32,2% dei nomadi digitali di lunga durata ha sperimentato esaurimento professionale "burnout" legato alla mobilità costante, mentre il 32,3% dichiara di sentirsi isolato dalle proprie reti abituali di supporto sociale.

Tra le principali difficoltà menzionate dai partecipanti al sondaggio figurano i cambi di fuso orario (33,7%), la mancanza di conoscenza delle strutture e risorse dell'ambiente (20,7%) e il costo di praticare attività fisica o mantenere una dieta sana (18,8%).

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